Death Stranding - Anteprima

Tra alcune certezze e mille dubbi, l'uscita si avvicina.

di Alessandro Spallino / venerdì 07 giugno 2019 / Anteprima

Con un annuncio a sorpresa e un corposo trailer di oltre 8 minuti Hideo Kojima ha tolto il velo dal suo prossimo videogioco mostrandoci finalmente diversi minuti di gameplay e svelando nuove preziosissime informazioni riguardo la storia che animerà Death Stranding. Ovviamente, in perfetto stile Kojima, le cose non dette superano di gran lunga le certezze e a pochi mesi dall’uscita del titolo, prevista per l’8 di Novembre 2019, i dubbi e le perplessità sulla nuova fatica del genio ribelle del sol levante sono ancora tantissime.
Cerchiamo però di analizzare quel che abbiamo visto e di trarre qualche considerazione sensata, consci del fatto che potrà tranquillamente essere smentita.

Il lungo trailer ha fatto finalmente luce su diversi aspetti relativi all’impianto narrativo: in Death Stranding impersoneremo Sam Bridges, interpretato da Norman Reedus, costretto ad affrontare un mondo completamente trasformato dallo Strand, fenomeno paranormale del quale ancora sappiamo poco, che ha destabilizzato l’ordine sociale e fatto piombare il mondo in una sorta di futuro post-apocalittico.
Gli Stati Uniti, terreno sul quale probabilmente ci muoveremo - anche se il finale del trailer fa intendere senza troppi veli che probabilmente sarà possibile calpestare anche il suolo lunare - non esistono più, o meglio, si sono trasformati negli United Cities of America.
Sam, al soldo di una compagnia denominata Bridges con la quale siamo pressochè certi abbia un legame che va ben al di la della semplice subordinazione, dovrà cercare di riunire il mondo oramai distrutto e alla deriva per consentire al genere umano di tenere vive le ultime flebili speranze di sopravvivenza.

Unendo, come al solito, fantapolitica, realismo e un pizzico di follia fantasy di derivazione manga/anime, Kojima sembra voler affrontare temi dal peso specifico notevole e di incredibile attualità tra tematiche ambientalistiche e il tema dell’inclusione e dell’unione tra uomini, unico vero e profondo tratto distintivo del genere umano. Se l’uomo ha fatto mai qualcosa di buono lo ha fatto insieme ai propri simili.
A questo tema si lega anche la più importante caratteristica di gameplay del titolo che, pur non essendo ancora stata mostrata chiaramente, sta catalizzando l’attenzione e creando notevoli aspettative che speriamo non vengano poi disattese.
L’esperienza di gioco si baserà infatti su un sistema di interazione tra utenti e un ridisegnato concetto di game over. Grazie ad un gameplay in co-op asincrono i giocatori saranno quindi "costretti" a collaborare per portare a termine l’avventura secondo dinamiche ancora appunto un po’ troppo fumose. L'intento sembra essere quello di spingere i giocatori a collaborare non per mere questioni di punteggio ma per cercare realmente di portare a termine la propria missione.
Kojima non è nuovo a esperimenti del genere, basti pensare a Metal Gear Solid V e le dinamiche di gameplay legate allo smantellamento delle testate nucleari.
Inoltre la "morte" del nostro alter ego ci porterà in una dimensione parallela dalla quale dovremo cercare di fuggire. Le poche immagini viste fino ad ora lasciano pensare che il viaggio nella dimensione parallela coincida anche con un viaggio nel tempo, probabilmente durante alcuni tra i conflitti armati più iconici del XX secolo, come la Seconda Guerra Mondiale e il conflitto armato in Vietnam. Che sia necessario dover prender parte ai conflitti armati, simbolo per eccellenza della disunione e della disgregazione del genere umano, per trovare la via d'uscita per il mondo post-apocalittico immaginato da Kojima, in cui saremo invece chiamati a cercare di riunificare gli uomini? Domanda che ci attanaglia e a cui potremo dare una risposta solo tra qualche mese.
Questa struttura narrativa che fa uso di dimensioni parallele e viaggi nel tempo sembra prendere ispirazione direttamente da film Hollywoodiani di grande spessore come Inception di Christopher Nolan e Matrix dei fratelli Wachowski dai quali è molto probabile che Kojima, vista la sua passione per il cinema, abbia attinto a piene mani.

Il trailer oltre ad aver svelato dettagli preziosi sulla trama ha presentato anche quelli che saranno i due principali antagonisti che Sam sarà costretto a fronteggiare. Da un lato delle creature “demoniache" che sembrano vivere in una dimensione parallela denominate Creature Arenate, capaci di interagire con il mondo degli umani influendo sul tempo e catturando gli uomini (probabilmente senza ucciderli) per portarli in una dimensione parallela dalla quale si potrà uscire con modalità che ancora non conosciamo. Il famoso neonato attaccato alla nostra tuta sicuramente giocherà un ruolo fondamentale per questa dinamica di gameplay. 
Queste creature sembrano essere davvero minacciose oltre che tremendamente tenebrose e gran parte dell’esperienza di gioco sembra girare attorno a loro e alla costante sensazione di paura ed inferiorità che saremo chiamati a vivere ogni qual volta ci troveremo nei loro pressi.
Dall’altro lato un gruppo di terroristi conosciuti come Homo Demens che lottano per conservare l'indipendenza di Edge Knot City, opponendosi ai tentativi d’unione dell’UCA, fermamente capeggiata da Bridget, presidentessa probabilmente in fin di vita che carica il fardello della missione di riunificazione del mondo unicamente sulle spalle di Sam. A capo di questa organizzazione terroristica vi è un classico villain in stile Hideo Kojima chiamato Higgs e interpretato da Troy Backer: enigmatico, con il volto coperto da una maschera d’oro e in possesso di super poteri che probabilmente lo pongono in stretta connessione con le creature responsabili dello Strand. Higgs sembra infatti essere in grado di avere un qualche controllo sul fenomeno atmosferico/paranormale denominato Timefall che consente alle CA di comparire e di configurarsi come un pericolo quasi inevitabile per il nostro Sam.

È incredibile constatare, qualora ce ne fosse ancora bisogno, l’abilità di Kojima nel delineare un mondo solido e credibile, colmo di una mitologia rodata che sembra esistere da anni, già iconica grazie a numerosi piccoli dettagli che la delineano e a personaggi dalla carica carismatica travolgente.
Ad impreziosite quello che sembra fin da ora essere un comparto narrativo solidissimo vi è la presenza di una serie di personaggi di spicco del cinema e della televisione che hanno il pregio di umanizzare l'opera videoludica ponendola ancora una volta molto più vicina ad un'opera cinematografica a tutti gli effetti. Oltre ai già citati Norman Reedus e Troy Backer faranno infatti la loro comparsa anche i registi Benicio del Toro e Nicholas Winding Refn e gli attori Mads Mikkelsen, Margaret Qualley, Lea Seydoux e Lindsay Wagner.

Prima di addentrarci nell’analisi del gameplay è opportuno spendere alcune altre parole sui simboli e sui dettagli che siamo riusciti a carpire analizzando a fondo il trailer. Più che considerazioni si tratta di domande e pensieri che desideriamo condividere con voi.
Chi è il bimbo che Sam porta in grembo? Sarà forse possibile potenziare la capsula che contiene il neonato (c’è una sequenza del trailer in cui Sam sembra controllare i parametri di questo grembo ipertecnologico)? Che ruolo e che significato hanno le collane di Sam su cui Kojima sembra volersi soffermare parecchio? Il Sam in bianco e nero dove si trova (è forse una sorta di limbo)? La Luna; cammineremo davvero sul suolo Lunare? Quanto sarà lunga l’avventura? Cosa ha provocato lo Strand che ha ridotto il mondo in frantumi? Prenderemo davvero parte a conflitti armati dai quali dovremo cercare di fuggire per portare a termine la nostra missione?

Come detto in apertura il trailer ha mostrato anche numerose sessioni di gameplay fugando finalmente qualche dubbio che ci accompagnava dall’ormai lontano 2016 (anno di presentazione del primo trailer) e allo stesso tempo instaurandone di nuovi e forse ancora più profondi.
Death Stranding sarà un gioco open world caratterizzato da una “mappa” molto ampia, probabilmente la più ampia mai vista in un videogioco (?). Il giocatore, alla guida di Sam, si potrà muovere in questo mondo senza apparenti limiti di sorta, a piedi e in sella ad una moto dal look che ricorda molto l’iconica moto guidata da Kaneda nel film Akira e che per fisica dei movimenti invece non può che non richiamare alla memoria la moto di Deacon di Days Gone.
Sulle nostre spalle avremo sempre un porta pacchi con il quale non è ancora chiaro cosa saremo in grado di trasportare. Quel che è certo è che dovremo stare attenti al nostro carico e dovremo proteggerlo sia dagli attacchi nemici che anche dalle insidie del mondo che ci circonda (in un trailer precedente uno zaino fin troppo carico si sgretolava sotto la forza della corrente del fiume che Sam stava cercando di guadare).
Accanto al portapacchi compare l’oramai già iconico radar futuristico capace di identificare le CA, e forse non solo, che giocherà un ruolo fondamentale ai fini del gameplay, analogo al radar di Metal Gear Solid ma questa volta perfettamente integrato sul personaggio.

Altro elemento distintivo che siamo certi ricoprirà un ruolo fondamentale per il gameplay è il neonato collegato alla tuta di cui però è stato svelato ancora troppo poco e non sappiamo se potremo averne un controllo diretto o se invece fungerà semplicemente da “ponte passivo” per l’altra dimensione.
Molto elegante e minimalista invece l’interfaccia che compare in sovrimpressione sotto forma di un classico menu radiale e consente di accedere a materiali, armi e oggetti in tempo reale.
A proposito di oggetti sembra essere confermato anche l’aspetto survival dell’opera. Sam è infatti in grado di presumibilmente creare e sicuramente conservare oggetti come scale allungabili e paletti di ancoraggio, utili per raggiungere luoghi altrimenti irraggiungibili.
Non sappiamo ancora se sarà presente un sistema di crafting e quanto sarà fondamentale prestare attenzione alle risorse a nostra disposizione ma vista la natura open world del titolo non facciamo fatica ad immaginarci una qualche forma di survival gameplay basata su creazione e gestione delle risorse.
In fin dei conti uno dei modi più efficaci per rendere digeribili le lunghe traversate è quello di aggiungere una componente di insicurezza e precarietà legata ad una gestione oculata delle risorse, un po’ come già visto in Metal Gear Solid 3.

Si è molto parlato in questi giorni di stealth gameplay ma francamente, dopo lunghi ed accesi confronti redazionali, non siamo così convinti del fatto che Death Stranding sia anche un gioco stealth (e recenstemente lo stesso Kojima ha confermato che Death Stranding NON è un gioco stealth. ndr). Sam si può accovacciare, può muoversi lentamente (probabilmente ci sarà anche un tastoda premere per trattenere il respiro) e può nascondersi nei cespugli ma il tutto ci è sembrato un po’ troppo superficiale e abbozzato. Sappiamo ancora troppo poco sull’intelligenza artificiale per poterci esprimere su dinamiche di questo tipo e anche il mondo di gioco ci è sembrato, almeno fino ad ora ed in base a ciò che è stato mostrato, poco adatto a dinamiche simili a quelle di un Metal Gear per intenderci.
Quel che è certo è che la nuova fatica di Hideo Kojima sarà sicuramente un action-adventure in cui combattimenti a mani nude e con armi da fuoco saranno probabilmente il perno centrale. Queste due dinamiche, mostrate nel trailer, non hanno certamente fatto urlare al miracolo e non sembrano portare in grembo alcuna novità rilevante anche se appaiono perfettamente implementate. È proprio in questi frangenti che DS ricorda molto Horizon Zero Dawn, gioco dal quale Kojima ha preso in prestito il potente Decima Engine.
Quel che sarà importante capire è come queste dinamiche si fonderanno tra di loro e contribuiranno a dettare i ritmi dell’avventura. Sappiamo che dovremo compiere lunghi viaggi, sappiamo che dovremo sparare per difenderci (anche se Kojima ci ha tenuto a precisare che uccidere non sarà sempre la scelta migliore), dovremo muoverci con circospezione per evitare il confronto diretto con i nemici e per evitare di essere risucchiati nella dimensione parallela ma ancora non sappiamo quale sarà la dinamica che caratterizzerà maggiormente il nostro incedere e quale sarà il ritmo di gioco.
Le sessioni di gameplay sono state quelle che ci hanno maggiormente lasciato l'amaro in bocca, non tanto per una questione di realizzazione tecnica che anzi ci sembra essere davvero di ottimo livello ma più che altro poichè abbiamo fatto fatica a percepirne il tratto distintivo. La domanda che ci siamo fatti dopo la visione del trailer è stata: che tipologia di gioco vuole essere Death Stranding?

Per ora la caratteristica di gameplay principale non è ancora stata svelata e questo divide il pubblico e la critica in due: chi si aspetta un qualcosa di davvero rivoluzionario che il buon Kojima vuole tenere segreto fino alla fine (anche Hitchcock non fece leggere il finale di Psyco ad alcun membro del cast e fece ritirare tutte le copie del libro dal commercio per tenere il segreto sulla trama) e chi invece teme che di realmente innovativo ci possa essere ben poco. Solo il tempo, che oramai possiamo contare in una manciata di mesi, ci saprà dare una risposta definitiva.
Certo è che un Kojima così in spolvero e così libero di esprimersi non lo si vede dai tempi di MGS2; che questo sia un bene o un male, visto il passato del buon Hideo, non è dato sapersi ma la speranza di poter mettere le mani su un capolavoro intramontabile è davvero alta.
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Scheda

  • Data di uscita / 08/11/2019

Azione, Open world, Avventura su PlayStation 4

Pegi 18

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