My Time at Portia - Hands-on

Il mondo post apocalittico che tutti vorremmo?

di / martedì 09 gennaio 2018 / Hands-on

Quando si pensa ad un videogioco con ambientazione post apocalittica, nel 99% dei casi affiorano alla nostra mente titoli come Fallout o Metro, senza dimenticare un'ulteriore mole di titoli che intorno a questo set hanno realizzato negli anni avventure dai toni crudi, drammatici e decisamente violenti. Vi siete immedesimati in quanto scritto sopra annuendo con la testa? Bene, adesso prendete un bel respiro prima di continuare la lettura, perché vi parlerò dell’eccezione che conferma la regola, ovvero My Time at Portia. Un Indie  che sarà disponibile in early access su Steam solo dal 23 Gennaio e che attualmente si trova nella sua versione Alpha 3.7; un open world con vari elementi RPG ed ambientazione post apocalittica, dove però non ci sarà spazio per orde di zombie o mutanti che dovranno invece fare spazio ad un mondo coloratissimo e che trasmette spensieratezza. Nonostante questa particolare prefazione, ci siamo approcciati al titolo in modo del tutto neutrale ed anzi incuriositi, pronti a raccontarvi il nostro punto di vista su questo interessante progetto nato su Kickstarter.

Appena iniziata la nostra avventura, ed aver personalizzato il nostro alter ego grazie ad un ventaglio discreto di possibilità, ci ritroveremo ad ormeggiare in una banchina nei pressi della cittadina di Portia per poi fare la conoscenza del sindaco in persona che ci introdurrà alle nostra missione. L’incipit risulta semplice ed immediato; siamo tornati nel nostro paese natio successivamente alla partenza di nostro padre che, con una lettera non proprio degna di un bravo genitore, ci lascia di punto in bianco in eredità il suo modesto laboratorio e tutte le attività ad esso collegato. In men che non si dica ci ritroveremo a dover gestire in modo completamente autonomo la nostra piccola impresa familiare e cercando di prendere confidenza con le diverse features del titolo. In My Time at Portia così come in Animal Crossing, altro titolo che lo ricorda in più di un modo, la storyline è uno degli elementi meno riusciti. la trama però è solo un pretesto per farci scrivere la nostra storia, insegnandoci le meccaniche del titolo e fornendoci alcuni consigli attraverso un progresso scandita dal susseguirsi di varie quest come nel più classico degli RPG.

Il punto forte del titolo è sicuramente il crafting, con la possibilità di ottenere una buona varietà di materiali utili per realizzare gli oggetti più disparati; raccogliere legna, pietra ed erbe, lavorare questi materiali con pratici utensili che permettono di trasformarli, realizzare moltissimi oggetti essenziali per la nostra attività o anche solo decorativi, sono tutte attività che faranno scorrere le giornate in modo veloce e piacevole, coinvolgendo poi un ciclo giorno e notte vario anche a livello climatico, ma forsetroppo repentino secondo i nostri pareri. Vi assicuriamo che abbiamo piacevolmente passato alcune giornate solo ad accumulare materie prime spaccando legna e pietre con una felicità quasi disarmante considerando la semplicità ed immediatezza dell’azione intrapresa. Ulteriore elemento importante in My Time at Portia è l’interazione con gli altri NPC presenti; la cittadina ed i suoi curiosi dintorni pullulano di vita, con personaggi che compiono numerose azioni a seconda dell’orario del giorno, con una naturalezza che non può non essere apprezzata. Entrando in contatto con i nostri concittadini potremmo utilizzare una serie di comandi che modificano il livello di amicizia ed interesse nei nostri compagni; dal semplice dialogo, fino alla possibilità di regalare un oggetto da noi custodito o all’inspiegabile scelta di poter combattere in un’improvvisata arena contro chiunque ci passi davanti. Si potrà addirittura raggiungere un livello tale di affinità da permettere di legarsi in matrimonio, ma tutta la struttura realizzata intorno a questo ipotetico organigramma delle interazioni con i vari NPC risulta ancora un po’ rozza e grossolana, con un’interfaccia che speriamo possa essere ulteriormente ottimizzata per essere più chiara agli occhi del videogiocatore.

La personalizzazione del nostro personaggio già precedentemente citata per l’inizio dell’avventura, ritorna prepotentemente anche durante tutta la durata della stessa attraverso un sistema di accumulo di esperienza tipico dei più classici RPG: con tanto di livelli ed alberi delle abilità da sbloccare tramite appositi punti utili per aumentare vita, stamina o ad esempio skill per il combattimento. Proprio su quest’ultimo punto poi riserviamo ancora alcune incertezze; il combat system inserito nel gioco risulta evidentemente semplificato, lasciando il fianco scoperto a grossolani errori sull’hitmarker e alle movenze legate ai colpi stessi, rischiando di risultare a tratti frustrante, soprattutto nelle scaramucce con altri personaggi. Comprendiamo che il fighting system non abbia importanza primaria, ma non riusciamo comunque ad essere pienamente convinti.

Tecnicamente My Time at Portia riesce a fare considerevoli passi in avanti rispetto alle precedenti versioni, dove la presenza ancora di rari glitch e bug non impedisce di godere di un comparto grafico sorprendentemente ricco di dettagli offrendo al videogiocatore paesaggi naturali di spessore; correre in questo mondo coloratissimo permetterà di apprezzare soprattutto le distese di verde davanti ai nostri occhi, grazie anche ad una colonna sonora leggera e capace di trasmettere un senso di appagamento e tranquillità durante ogni sessione. Apprezzabile poi la possibilità di entrare in alcuni dungeon che, in totale sintonia con la filosofia del titolo, vanno a valorizzare ulteriormente la componente visiva ed esplorativa del titolo piuttosto che quella legata ai combattimenti. Menzione speciale infine per la realizzazione artistica dell’handbook contenente i progetti e le spiegazioni riguardanti la costruzione degli stessi; nonostante il gioco permetta di scegliere solo tra lingua inglese o cinese, le istruzioni risultano immediate e chiare, grazie anche a disegni tanto ricchi di dettagli, quanto chiari nella loro distribuzione su foglio digitale.

My Time at Portia è un titolo che continua a migliorare nel tempo con l’obiettivo di acquisire una propria identità di fondo chiara e ridondante; allo stato attuale del lavoro, a ridosso di un early access che potrà segnare un punto di svolta per il progetto, appare come un gioco che offre meccaniche riuscite senza però ancora eccellere in nessuna di esse. Il senso di ripetitività è dietro l’angolo ed è un rischio che non bisogna sottovalutare, eppure il titolo risulta ugualmente appagante considerando globalmente ciò che offre. Il crafting sembra essere il punto di svolta, ben stratificato e capace di donare longevità, mentre le relazioni con gli altri NPC ed il sistema di combattimento (al netto di alcuni decisivi ritocchi) fanno ben sperare per arricchire in termini di varietà le sessioni dei videogiocatori.  Felici anche degli enormi passi in avanti del comparto tecnico, con un evidente calo dei problemi di stabilità ed errori di sistema che finalmente ci permette di apprezzare maggiormente un titolo coloratissimo e che, grazie anche ad una buona colonna sonora, riesce a donare una piacevole sensazione di spensieratezza e positività a chiunque darà fiducia a questo progetto.

Pro

- Sistema di crafting ricco e ben stratificato

- Potenzialmente dall'ottima longevità

- Visivamente ispirato

- Comparto sonoro piacevole

- L'interazione con gli NPC presenta molteplici sfumature...

Contro

- ...ma non è del tutto convincente 

- Sistema di combattimento ancora grezzo

- Il senso di ripetitività è dietro l'angolo

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Scheda

Casual, Avventura, Sandbox, RPG su PC, Xbox One, PlayStation 4, Nintendo Switch

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