ARMS - Recensione

Siamo tutti pugili su Switch

di Andrea Piaggio / venerdì 16 giugno 2017 / Recensione

Sulla Nintendo Difference si potrebbero scrivere interi libri. C’è chi prende in giro queste due parole, specie quando si tratta delle infrastrutture online della casa giapponese, e chi invece conosce a fondo dove inizia e dove finisce questa peculiare filosofia. Fino a poco tempo fa questa differenza era riscontrabile principalmente nel genere platform e in quello adventure, ma con l’arrivo di Splatoon, Nintendo ha dimostrato di volersi espandere oltre questi territori che ben conosce, cercando di dire la sua anche all’interno di generi inediti. Dopo il successo dello sparatutto a base d’inchiostro, l’esplorazione della casa di Kyoto continua con ARMS, un titolo sportivo focalizzato sulla boxe che però nasconde molto più di quel che trailer e filmati lasciano intendere.

Anche se ARMS ci mette nei panni di una decina di pugili, il modo più corretto per descrivere questa nuova uscita per Nintendo Switch è quello di affiancarlo ai picchiaduro. Può sembrare strano sulle prime, ma le caratteristiche per accomunarlo a questo genere ci sono tutte: abbiamo dieci combattenti con abilità differenti, abbiamo altrettanti scenari che prendono spunto dai suddetti protagonisti e abbiamo una serie di mosse e opzioni tattiche che rendono gli scontri vari e imprevedibili. Anche se molti di voi già lo sanno, bisogna specificare che i pugili presenti hanno la particolarità di possedere braccia a molla con cui “lanciare” i propri pugni verso l’avversario. Gli stessi colpi avranno varie alternative, visto che potrete equipaggiare su ciascun braccio uno dei tre guantoni in possesso del vostro personaggio. Ce ne sono alcuni potenti ma pesanti, altri veloci e imprevedibili, altri con colpi multipli e altri ancora che sparano addirittura un raggio laser. Se la loro natura aggiunge pepe agli scontri, è la liberta concessa al giocatore quella che rende possibile la magia: muoversi liberamente nell’arena sarà solo l’inizio di un sistema di controllo che permette di colpire con diretti, ganci, supermosse, colpi caricati e contrattacchi, il tutto mentre si salta e si effettuano scatti nelle varie direzioni.

Per eseguire tutte queste manovre è necessaria una precisione e una pronta risposta dei comandi e in molti hanno già deciso a priori di buttarsi sul controllo tramite pad. In questo caso potrete usare i due Joy-Con uniti al guscio in dotazione con Nintendo Switch, oppure potrete usare il Controller Pro che, anche stavolta, si dimostra perfetto. Risulta invece più complicata la gestione di un singolo Joy-Con in orizzontale, nel caso pensiate di giocare in due con questa configurazione, visto che l’uso di tutti i tasti presenti può creare un po’ di confusione. Ottima ovviamente la possibilità di giocare off screen in modalità portatile, con una configurazione dei tasti che rimane quella del controller standard. La più grande sorpresa la avrà però chi deciderà di giocare usando i sensori di movimento, riscontrando una precisione e una facilità d’uso davvero incredibile. Differenziare un diretto da un gancio è solo questione di polso, senza andare a scomodare il reale movimento del braccio, ma a parte questa “licenza poetica”, tutto il resto è pensato ad arte: per parare si devono ruotare entrambe le mani verso l’interno, per eseguire una presa bisogna invece portarle avanti contemporaneamente. I pollici serviranno invece per attivare i tasti dorsali sul Joy-Con facendoci saltare e schivare, mentre il movimento richiederà di inclinare entrambi i controller nella direzione scelta. Il risultato inizialmente complesso, dopo qualche partita di apprendimento dimostra dinamiche riuscite, facendoci assimilare i movimenti in modo naturale. Chi vorrà dedicargli un minimo di tempo e qualche goccia di sudore, finirà per appassionarsi ad una fisicità che però non rovina i piani alla precisione e al tecnicismo necessari per giocare al meglio.

Per imparare queste dinamiche potete impratichirvi con il tutorial, ma una volta concluso dovrete iniziare a fare sul serio. Il menu iniziale si divide idealmente in tre parti: la prima riguarda il gioco offline, la seconda quello online e la terza propone opzioni, un minigioco per sbloccare guantoni extra e qualche tutorial testuale che descrive anche i vari pugili e le loro peculiari abilità. Il modo migliore per iniziare è buttarsi a capofitto nel Gran Torneo, una modalità contro la CPU in cui potrete giocare in solitaria o in cooperativa con un amico. Qui dovrete affrontare dieci diversi incontri cercando di arrivare in finale per aggiudicarvi il titolo di campione. Questa modalità si può considerare a tutti gli effetti una sorta di Arcade Mode, con tanto di presentazione degli sfidanti e con match alternativi che propongono qualcosa di diverso rispetto al classico combattimento. Potreste dover giocare a Basket oppure ad un tiro al bersaglio, il tutto mentre affrontate una sfida che offre ben sette livelli di difficoltà. Il mio consiglio spassionato è quello di partire pian piano e di non fare i gradassi, visto che già il livello 3, potrebbe inchiodarvi al primo incontro senza tanti complimenti. Partite dunque dal livello 1 o al massimo 2, cercando di capire come muovervi e come neutralizzare gli attacchi nemici, visto che i vostri avversari saranno tutt’altro che imbambolati e sfrutteranno a dovere le capacità speciali di cui dispongono.

Scheda

  • Sviluppatore / Nintendo
  • Produttore / Nintendo
  • Doppiaggio / Italiano
  • Sottotitoli / Italiano
  • Giocatori offine / 1 - 4
  • Giocatori online / 1 - 4
  • Raggiungi la pagina ufficiale

Picchiaduro su Nintendo Switch

Pegi 12

Acquista

Social Net

In evidenza

F1 2017 - Recensione

5 settembre 2017

F1 2017

Ultimi Commenti