Call of Duty: WWII - Recensione

Ritorno alle origini

di Andrea Piaggio / martedì 05 dicembre 2017 / Recensione

Dopo diverse uscite ambientate nel passato prossimo e altre che puntavno dritte al futuro e a battaglie spaziali, Call of Duty ricomincia da capo e riparte dalle sue origini. Nel 2003, seguendo l’onda creata da Medal of Honor Allied Assault (creata tra l’altro dai futuri Infinity Ward), arrivava sui PC di tutto il mondo il primissimo episodio della serie. La Seconda Guerra mondiale che sarebbe stata inflazionata negli anni successivi era ancora perfetta per raccontare le gesta di comuni persone che si trovarono con un elmetto in testa, un fucile tra le mani e una gran paura di non tornare a casa. Quell’uscita di quattordici anni fa tra l’altro fu giocata principalmente per la campagna per giocatore singolo che si articolava su tre fronti diversi e sapeva offrire una panoramica molto forte della Guerra. Con quell’impressione in mente (e conscia del successo di Battlefield 1), Activision riporta indietro le lancette dell’orologio e incentra il suo nuovo blockbuster sul più grande e tragico conflitto della Storia. Seguiteci per scoprire se Call of Duty: WWII è riuscito a fare breccia nei cuori dei giocatori.

Negli anni la serie si è evoluta in molti modi. Il più evidente è il suo voler essere 3 giochi in 1. Anche quest’anno abbiamo infatti la Campagna, il Multigiocatore e infine la modalità Zombie che questa volta è un po’ più di una cooperativa a quattro giocatori contro orde di non morti. Andando come di consuento in ordine, partiamo dalla componente per giocatore singolo. Basata su avvenimenti e battaglie reali, la campagna di Call of Duty WWII si articola su una decina di missioni che si sviluppano dal punto A al punto B, inserendo sul tragitto nemici e situazioni tipiche del genere. La novità più rilevante di questa uscita non va cercata quindi in un diverso sviluppo dei livelli, quanto nella diversa gestione del proprio personaggio: la tanto criticata energia autorigenerante è infatti assente e questa vitale risorsa può essere recuperata solo attraverso l’uso di medikit da raccogliere e usare all’occorrenza. Il loro utilizzo non è immediato e bisogna attendere una breve animazione prima del ripristino parziale della propria salute. Inoltre il loro numero è tutt’altro che abbondante e spesso si finisce per essere intrappolati in un’area della mappa, con scarse possibilità di successo, proprio per via di una salute che non fa alto che scendere ad ogni proiettile. In aiuto a questa nuova caratteristica arrivano alcuni nostri commilitoni, dotati di un “potere speciale” che si attiva dopo aver eliminato un po’ di nemici. In alcuni casi possiamo richiedere munizioni, in altri i tanto preziosi medikit, e in altri ancora possiamo far evidenziare tutti i nemici in zona, così da facilitare le fasi d’ingaggio.

L’inizio con lo sbarco in Normandia mette subito in chiaro la spettacolarità della produzione, cercando di portarci all’interno del folle conflitto che fece decine di milioni di morti. Non ci vengono risparmiati dettagli macabri dei corpi falciati senza pietà su quella maledetta spiaggia e ritrovarsi a correre verso il primo riparo per poi essere rapidamente eliminati dalle mitragliatrici tedesche ci dà solo una pallida ma efficace idea di cosa volesse dire essere lì il 6 giugno del 1944. Arrivati alla spiaggia e iniziando a ripulire i bunker, quella sensazione di realismo viene rapidamente accantonata, favorendo l’approccio arcade che esploderà poi nel multigiocatore. Le armi sono ovviamente quelle dell’epoca, ma il feeling che rimandano è caratterizzato da una leggerezza che favorisce l’approccio del giocatore qualsiasi, senza tener conto degli appassionati che avrebbero preferito un maggiore impatto sulla stabilità di mira, oltre che sui colpi inferti ai nemici. Inoltre è impossibile non notare che tutta la campagna si sviluppi dal punto di vista statunitense, diventando una classica “americanata” che non tutti apprezzeranno. La tendenza alla spettacolarizzazione poteva andare bene quando si raccontavano storie fittizie e fantasiose, ma in questo caso volere estremizzare certe situazioni finisce per smorzare l’impatto emotivo per adattarlo ad un pop corn movie.

La Campagna offre i soliti quattro livelli di difficoltà e inserisce in ogni missione dei collezionabili chiamati “ricordi” oltre ad una serie di momenti eroici che velocizzano l’ottenimento dei poteri speciali dei vostri commilitoni. L’impatto grafico fa la sua parte e certe situazioni sono davvero belle da vedere nonostante quello che riproducono, eppure la Campagna di questo nuovo capitolo non rimarrà impressa come fece a suo tempo l’originale. Probabilmente ci siamo abituati bene, ma viene da pensare che si abbia dato la precedenza alla creazione di una storia che piaccia alla massa, piuttosto che ad una narrazione accurata e ancorata alla realtà dei fatti. A molti andrà bene così, ma il risultato finale è una sequela di missioni che si lasciano giocare finchè durano ma che difficilmente saranno affrontate una seconda volta, anche a causa della mancanza di una modalità cooperativa che avrebbe sicuramente aiutato questa componente.

Scheda

  • Data di uscita / 03/11/2017
  • Sviluppatore / Sledgehammer Games
  • Produttore / Activision
  • Doppiaggio / italiano
  • Sottotitoli / italiano
  • Giocatori offine / 1 - 2
  • Giocatori online / 1 - 18
  • Raggiungi la pagina ufficiale

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