Devil May Cry 5 - Recensione

Un ritorno in grande stile per i cacciatori di demoni!

di / martedì 26 marzo 2019 / Recensione

pevamo che il 2019 sarebbe stato un anno fenomenale per il mondo videoludico dal punto di vista qualitativo, e se lo possiamo affermare con grande fermezza già dal primo trimestre lo dobbiamo in gran parte a Capcom, ritornata in grande stile con il remake di Resident Evil 2 e, a nemmeno un mese e mezzo di distanza, con il nuovo capitolo della saga di Devil May Cry. Abbandonando quindi il cambiamento del reboot che aveva tanto spaccato critica e pubblico nel lontano 2013, si è deciso con grande gioia di ritornare allo stile dei capitoli principali, attraverso una narrativa che ben si riallaccia a quel quarto episodio datato 2008. Anche se sono passati undici anni non preoccupatevi perché siamo davanti ad un capitolo tanto conservativo nella forma, quanto innovativo nella sostanza grazie a numerose implementazioni che ci hanno convinto fin dal primo annuncio. Dopo aver infiammato i gamepad a furia di combo per parecchie ore, siamo pronti a raccontarvi quanto questo titolo meriti la vostra fiducia, perché (rullo di tamburi) non potevamo aspettarci un ritorno migliore per il cacciatore di demoni più famoso del mondo videoludico.

La storia di Devil May Cry 5 prende il via subito, con l’entrata in scena del potente demone Urizen ed un gigantesco albero demoniaco dal nome Qliphoth da lui controllato per attingere potere dal sangue dei cittadini di Redgrave City. Dante si scontra subito con l’entità malvagia senza però riuscire a prevalere e bisognerà attendere l’arrivo del giovane Nero per cercare di ribaltare il nefasto destino. In un susseguirsi di eventi frenetici e dal ritmo serrato ci ritroveremo a giocare eventi prima e dopo questo incipit per scoprire le origini del nuovo nemico e le motivazioni che spingono i nostri storici protagonisti ad unire le forze con il misterioso V, nuovo personaggio giocabile che porta valore aggiunto anche al comparto narrativo. Tra nuovi e vecchi incontri, buoni o cattivi che siano, ci ritroveremo a combattere orde di creature abominevoli tra le macerie della città in rovina e tra le cime dell’immenso albero. Nelle 20 missioni che compongono la campagna abbiamo impiegato circa 13 ore abbondanti per raggiungere ai titoli di coda a difficoltà normale (in gergo “Cacciatore di demoni”), alternando i tre protagonisti secondo il copione imbastito da Capcom, per poi scoprire un livello di rigiocabilità incredibilmente elevato. Raggiungere il massimo del punteggio con le combo più esagerate alla fine di ogni scontro vorrà dire apprendere man mano i diversi stili di combattimento e superare le varie difficoltà proposte da lì in avanti, dense di nemici che modificano anche il moveset e diventano ben più letali, rendendo ogni partita sempre più appagante della precedente.

Proprio il gameplay rappresenta il fiore all’occhiello della produzione grazie all’introduzione di tre combat system ben diversificati, ciascuno per ogni combattente, fondamentali per cambiare completamente l’approccio nell’eliminazione dei demoni di turno. V, sotto questo punto di vista, rappresenta la novità assoluta considerando la capacità di evocare tre creature a seconda dell’utilizzo dei pulsanti adibiti rispettivamente per attacchi corpo a corpo, a distanza e super legata al caricamento di una barra speciale chiamata Devil Trigger. Utilizzare queste creature significherà tenere a distanza di sicurezza il gracile personaggio e farlo intervenire obbligatoriamente solo per finire con il proprio bastone ogni nemico in fin di vita: scelta che rende queste sessioni leggermente meno frenetiche, ma piacevolmente ragionate e diverse dal solito.

Nero è il primo dei tre personaggi utilizzabili e rappresenta il gameplay più armonizzato tra novità e tradizione; oltre alla classica pistola e l’enorme spada con la quale sgasare dall’elsa incrociata con una manopola da moto per acquisire maggior potenza, fa affidamento ai Devil Breaker, ovvero braccia robotiche dalle varie funzioni che vanno a sostituire il classico braccio demoniaco del quarto capitolo, qui strappato a forza ad inizio storia da un misterioso individuo. Concatenare i colpi più classici del giovane eroe con queste braccia permetterà di creare combo infinite e sarà impossibile non affezionarsi a qualcuna in particolare. Lo stile di combattimento di Dante che si potrebbe pensare molto simile a quello di Nero, è invece il più tecnico e avvincente grazie ai quattro diversi stili da associare alle numerose armi presenti ed ottenibili proseguendo da metà gioco in poi nei suoi panni: utilizzare lo stile “swordmaster”, ad esempio permetterà di alternare tecniche letali con la spada, ma switchando in tempo reale con lo stile “gunslinger” si otterranno combo letali anche per la lunga gittata senza interrompere l’indicatore dei punti accumulati.

Altra novità interessante che si lega ai tre differenti personaggi descritti è la possibilità di spendere i globuli ottenuti per migliore le numerose abilità in loro possesso o per comprarne di nuove, suddivise tra le differenti capacità a corta o lunga distanza che siano. Queste possono riguardare anche parametri più generici come la barra della salute o i movimenti più rapidi, ma sono tutte caratteristiche che necessitano di terminare il gioco in più di una run, andando quindi a valorizzare l’elemento rigiocabilità tanto apprezzato già precedentemente. Il nostro consiglio è proprio quello di dare priorità alle capacità legate ai movimenti e alle schivate, assieme all'aumento della barra della salute, per far crescere i personaggi nel modo più omogeneo possibile ed evitare di alternare missioni con evidenti differenziali di forza, tra ad esempio un Nero ben allenato in schivate e combo concatenate ed un Dante che non possiede neppure un doppio salto.

Tecnicamente il lavoro svolto dagli sviluppatori risulta certosino e dalle difficili critiche; soprattutto i modelli poligonali di personaggi e demoni presentano una resa a dir poco incredibile. Gli eroi principali, ad esempio, mostrano espressioni facciali degne di un film e la resa generale non può che giovarne. Detto ciò bisogna ammettere che le musiche non sono tutte così memorabili come in passato, ed anche le ambientazioni per la maggior parte rischiano di risultare troppo anonime rispetto agli elevati standard della serie. Niente di così problematico, ma solo la sincera volontà di essere trasparenti, segnalandovi gli unici elementi che ci hanno fatto leggermente storcere il naso. Nulla da dire invece sulla messa in scena cinematografica ed esagerata come piace ai fan di questa serie, così come un doppiaggio in inglese di altissima qualità, con testi e menu sottotitolati in italiano. Una menzione speciale va fatta per la varietà dei nemici presenti fin dall'inizio dell'avventura: dalle unità più deboli passando per le numerose boss fight, non si può non apprezzare il lavoro svolto dagli sviluppatori per conferire varietà stilistica ed un ventaglio sufficientemente ampio di mosse a disposizione per gli abomini con i quali dovremo confrontarci. Proprio gli scontri con i boss, poi, risultano per la maggior parte il culmine del divertimento e dell'adrenalina, obbligandoci a combattere contro creature dal moveset variegato e spesso imprevedibile a seconda del livello di difficoltà.

Devil May Cry 5 è il più genuino e versatile prodotto che potevamo aspettarci per il ritorno in grande stile di Dante e compagnia. Un titolo tamarro, frenetico e narrativamente appagante, che ha come “difetti” alcune ambientazioni non proprio memorabili e musiche per le quali ci saremmo aspettati un guizzo in più per raggiungere vette ancora più alte. Il gameplay solido e diversificato su tre differenti personaggi lo rende il migliore della saga sotto questo punto di vista, gettando ottime basi per un futuro quanto mai roseo per uno dei brand più importanti nelle mani di Capcom.

Pro

- Tamarro e frenetico come è giusto che sia

- Tre combat system diversificati e da sviluppare per i protagonisti

- Elevata rigiocabilità

- Ottimi ritmi della narrazione

- Tecnicamente solido

Contro

- Qualche ambientazione un po' sottotono

- Musiche non sempre memorabili

Redazione

9,2

Vota anche tu eseguendo il login

Vuoi segnalarci un errore? Scrivici qui!

Scheda

  • Data di uscita / 08/03/2019
  • Sviluppatore / Capcom
  • Produttore / Capcom
  • Doppiaggio / Inglese
  • Sottotitoli / Italiano
  • Giocatori offine / 1
  • Raggiungi la pagina ufficiale

Azione, Avventura su PlayStation 4, Xbox One, PC

Pegi 18

Acquista

Social Net

Ultimi Commenti