DOOM - Recensione

Quando andare all'inferno diventa un piacere

di Andrea Piaggio / giovedì 26 maggio 2016 / Recensione

Chiunque nel 1993 sia rimasto ipnotizzato dalla pixellosa brutalità dell’originale, al vecchio DOOM non può che volergli bene. Spiegarne il motivo a chi ha iniziato ad amare i videogiochi solo di recente è tanto semplice quanto complesso. È semplice perché all’epoca nessuno aveva mai visto nulla di simile, sia per il gameplay molto più ricco rispetto a Wolfenstein, sia per la violenza esibita attraverso nuvolette di pixel rossi che volavano per lo schermo. Ma è anche complesso perché molte delle sue meccaniche oggi sono andate perse per favorire approcci più cinematografici ma dotati di un gameplay spesso piatto come una tavola. Così, dopo l’ottima ripartenza del sergente Blazkowicz, id Stoftware e Bethesda rispolverano proprio DOOM, un nome che, pronunciato ad alta voce farà scorrere un brivido di esaltazione a chiunque conservi ancora i dischetti da 3,5 pollici dell’originale.

Sicuramente non deve essere stato facile creare un’avventura che riuscisse ad apparire moderna, pur conservando le caratteristiche originali. E infatti lo sviluppo di questo nuovo capitolo è stato piuttosto travagliato, con cambi al vertice, progetti fiondati nel cestino con seguente ripartenza dei lavori e tutta una serie di vicende che solitamente non portano a nulla di buono. E invece, quasi per farsi beffe del destino, il nuovo DOOM è una schioppettata. Per portarci questa nuova versione è stata imbastita anche una storia, cosa che per gli amanti dell’originale apparirà totalmente irrilevante e che per fortuna non risulta mai invasiva. Il vecchio centro scientifico su Marte che compiendo esperimenti apre le porte degli inferi, è mantenuto anche qui, in una trama che propone le vicende di un terzetto di comprimari che vi accompagneranno via radio attraverso i livelli, giusto per darvi degli obiettivi e dei luoghi da raggiungere. A conti fatti però tutto quello che vivrete in questa uscita trasuda “vecchia scuola”, con stage che propongono anche le mitiche chiavi magnetiche blu, rosse e gialle che non si vedevano ormai da decenni. La storia quindi c’è, è ben documentata con molti dettagli su ambienti, nemici, armi e quant’altro, ma volendo ve ne potrete anche infischiare, visto che DOOM, da sempre, si compra per il gameplay frenetico e brutale.

E arriviamo così al punto focale del gioco. Sì, gioco, perché quando si tratta del titolo id Software è di questo che si parla e non di uno speudo film interattivo che procede a suon di eventi scriptati. Per quanto violento, sanguinolento e assolutamente inadatto ai più piccoli o ai più sensibili, DOOM è da sempre un gioco che ci vede impersonare un tostissimo guerriero, la cui missione è malmenare, anche letteralmente, i demoni usciti dall’inferno. Creando un eroe brutale si è evitato di ridurre tutto al survival horror che fu DOOM III, ma serve anche un gameplay convincente che sappia andare indietro nel tempo per recuperare tutto quello che c’era di buono alle origini, per poi metterlo come fondamenta di un gioco che può permettersi anche innesti moderni. E tutto questo deve poter essere fatto proponendo un sistema di movimento veloce, frenetico e fluido. Come siano riusciti nell’impresa è difficile dirlo, ma sta di fatto che giocare a questo DOOM in versione 2016 ha suscitato le stesse sensazioni di quello classe 1993. Il nostro DOOM Marine sembra volare sulle mappe, grazie ad uno scatto sempre attivo e senza mai la necessità di rallentare per prendere fiato. Pensate che le armi che otterrà durante l’avventura caricano subito tutto le munizioni a disposizione abolendo i moderni caricatori limitati ed evitando anche le piccole pause che obbligano a ricaricare. Sembra una cosa da nulla ma vi sfido ad abituarvi immediatamente a questa variazione e a non premere, almeno inizialmente, il tasto che di solito usate per questa azione.

Scheda

  • Sviluppatore / id Software
  • Produttore / Bethesda Softworks
  • Doppiaggio / Italiano
  • Sottotitoli / Italiano
  • Giocatori offine / 1
  • Giocatori online / 2 - 12
  • Raggiungi la pagina ufficiale

Sparatutto su PlayStation 4, PC, Xbox One

Pegi 18

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