Dragon Ball FighterZ - Recensione

Una kamehameha spettacolare

di Andrea Piaggio / venerdì 26 gennaio 2018 / Recensione

È inutile girarci intorno: il manga più famoso e celebre rimane sempre Dragon Ball. Il suo successo ha visto serie di ogni tipo, rinnovate poi a distanza di anni attraverso nuovi capitoli della vita di Goku con la serie GT prima e il recente Dragon Ball Super poi. Con i manga, gli anime e gli OAV dedicati, sono arrivati anche vari tipi di videogame incentrati sui combattimenti, ma con Dragon Ball FighterZ si torna alle origini di questo genere. Niente più combattimenti in arene tridimensionali, ma solo tante botte fortissime tra due team composti da tre diversi combattenti. Nei giorni scorsi abbiamo provato la Open Beta e ora sia finalmente in grado di darvi il nostro parere su questo beat’em up tanto atteso.

Avendo testato il gioco prima dell’uscita ufficiale, l’hub navigabile per raggiungere le varie modalità era deserto e non abbiamo ancora avuto l’onore di prendere delle sonore mazzate dalla comunità online. Da quello che abbiamo potuto vedere dalla open beta non sembrano esserci particolari modalità a riguardo e quindi, se i server non daranno problemi, il divertimento sarà assicurato anche sulla grande rete. L’impossibilità di andare online ha però dissipato il nostro più grande dubbio: Dragon Ball FighterZ è infatti giocabile interamente offline e non nega nulla di particolare al giocatore che vorrà goderselo in questo modo. Si potranno guadagnare monete di gioco chiamate Zeni con cui acquistare oggetti casuali e scambiare i doppioni con monete speciali che ci permetteranno di comprare quello che ci pare. Di microtransazioni dunque nessuna traccia e questa è già una buona notizia.

Per quanto riguarda le modalità in locale, potrete giocare la modalità storia e quella denominata Arcade, oltre a partite singole e tornei con un massimo di 16 giocatori, siano essi umani, piuttosto che gestiti dalla CPU. La Storia evita di rimaneggiare per l’ennesima volta i fatti visti e rivisti in TV o sui manga, proponendo una vicenda tutta nuova. Qui troverete ad aspettarvi tre diversi archi narrativi che si sbloccheranno gradualmente e già nel primo potrete imparare i comandi grazie ad una serie di scontri tutorial che inizieranno a far salire di livello Goku e i personaggi che vi avia salverete da un esercito di cloni che sono misteriosamente comparsi. I primi venti minuti sono un po’ lenti per via di dialoghi che spiegano la situazione in cui si trovano i nostri ma via via potremo combattere spostandoci su una sorta di mappa che ci chiederà di raggiungere il boss di quell’area entro un numero di turni prefissati. Nel mentre potrebbero saltare fuori incontri speciali e lotte che vi metteranno alla prova. Il livello di difficoltà, specie all’inizio è davvero elementare, ma pian piano le cose si faranno più interessanti, rendendo questo modalità gradita e diversa dal solito.

La modalità Arcade è anch’essa interessante, specie sul versante della difficoltà e della rigiocabilità, visto che ci farà scegliere tre sentieri di differente lunghezza che ricordano in modo significativo le torri di Mortal Kombat. La differenza sta nel fatto che dopo ogni vittoria riceverete un voto che vi porterà ad affrontare una squadra avversaria diversa in base alla vostra bravura. Su un percorso simile ad un Out-Run d’annata, potremo quindi deviare verso squadre più o meno potenti a seconda della votazione ottenuta nella precedente, creandoci una strada che si adatterà alla nostra abilità ma che ci spingerà al limite per ottenere il massimo. Di queste torri si potranno sbloccare anche le versioni difficili che, una volta superate sbloccheranno Goku e Vegeta Super Sayan God Super Sayan, o più comunemente detti Super Sayan Blue.

Scheda

  • Data di uscita / 25/01/2018
  • Sviluppatore / Arc System Works
  • Produttore / Bandai Namco Entertainment
  • Doppiaggio / inglese
  • Sottotitoli / italiano
  • Giocatori offine / 1-2
  • Giocatori online / 1-2

Picchiaduro su Xbox One, PlayStation 4, PC

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