Fallout 76 - Recensione

Tra buone intuizioni, bug e sviste

di Andrea Piaggio / venerdì 30 novembre 2018 / Recensione

Ormai sono anni che esiste il gioco online, ma un conto è creare titoli che mettono un gruppo di giocatori a spararsi all’interno di una mappa, un altro è creare un mondo nato per il single player e cercare di adattarlo alle dinamiche multigiocatore. Queste complicazioni hanno recentemente colpito un nome illustre dei videogiochi, quel Fallout 76 su cui anche quelli che non ci hanno giocato nemmeno durante la BETA, hanno sentito il bisogno di parlare in negativo. Nell’Appalachia di Bethesda ci sono però parecchi giocatori già di alto livello che hanno sicuramente passato ore e ore a combattere, raccogliere materiali e sopravvivere nella grande mappa proposta, segno che probabilmente qualcosa di buono c’è. Sapendo di non essere i custodi della verità assoluta vogliamo quindi raccontarvi il nostro parere su un gioco facile da condannare ma comunque godibile da chi vorrà concedergli una possibilità nonostante gli evidenti problemi.

L’inizio di Fallout 76 dovrebbe esservi noto per via dei video e dei trailer rilasciati da Bethesda stessa: in qualità di prequel, il nostro alterego creato grazie ad un rapido editor uscirà dal Vault 76, primo rifugio antiatomico ad aprirsi dopo la caduta delle bombe e la fine della civiltà conosciuta. Con gli altri superstiti – che altri non sono che giocatori come noi - in giro per l’ampia mappa di gioco è facile intuire che le fazioni e i gruppi che avevamo imparato a conoscere nei precedenti Fallout single player non si sono ancora formati, negandoci la possibilità di incontrare NPC con cui dialogare e con cui interagire attraverso i celebri dialoghi a risposta multipla, capaci in passato di modificare addirittura la storia e il finale. Le uniche risorse di informazioni diventano quindi i terminali, alcuni robot o al massimo degli olonastri da riprodurre per sentire cosa è successo in questa o quella zona. Inutile dirvi che in questo modo la narrazione ne risente, con missioni primarie e secondarie che ci portano a visitare l’Appalachia senza però fornirci il necessario pathos o comunque un concreto background che meriterebbe una situazione e una mappa come questa. Le righe di testo da leggere tramite computer e documenti sparsi è notevole, permettendo ai più pazienti di approfondire cosa è successo o come sono nati alcuni nemici, ma in alcune situazioni diventa fondamentale scartabellare tra i file per procedere in una missione che ci chiede di scovare informazioni specifiche. Tutte queste azioni rendono lenta la progressione in singolo ma, pensando a Fallout 76 come un gioco online, la rendono eccessivamente frammentaria quando si gioca in squadra, visto che spesso qualcuno si fermerà a leggere qualche informazione rallentando il gruppo.

Il gameplay non è cambiato come ci si potrebbe aspettare, anche se alcune modifiche si sono rese obbligatorie. L’esempio più lampante è lo S.P.A.V. che, obbligato dal mondo online che ci circonda, non può più mettere in pausa il gioco per farci mirare con tranquillità. Stavolta si evidenzia il bersaglio in movimento, vedendo però sempre la percentuale di successo se si sceglie di fare fuoco; questa soluzione apparentemente inutile, si dimostra invece sensata quando i nemici sono a breve distanza e i loro movimenti rapidi potrebbero mandare fuori bersaglio i colpi sparati senza questa funzone. Le armi sono sempre numerose e comprendono la stragrande maggioranza di quelle viste in Fallout 4, anche se il feeling sparatutto mi è sembrato stavolta più marcato, con sezioni in cui gli avversari sono più numerosi. In caso di morte però non preoccupatevi poiché l’unica cosa che perderete (e che potrete comunque recuperare) sono i materiali che avevate con voi. Armi, esperienza e il denaro rappresentato dai tappi, resteranno invece al sicuro e nessuno potrà portarveli via, nemmeno se deciderete di affrontare il PvP, componente poco sviluppata in un titolo che incoraggia la collaborazione rispetto allo spararsi a vicenda. Anche gli eventi che attualmente compaiono a intervalli regolari sulla mappa sono da svolgersi contro dei nemici guidati dalla CPU, limitando una caratteristica che Bethesda ha promesso di sviluppare in modo più approfondito con i prossimi aggiornamenti. Un’interessante novità riguarda infine la progressione del personaggio che, al level up, otterrà come sempre un punto extra da applicare alle sette statistiche principali. L’idea originale sta nell’ottenimento di carte casuali inerenti queste sette caratteristiche, con perks e bonus dedicati a ciascuna di esse e che andranno equipaggiate seguendo la regola secondo cui il loro valore non può superare quello della caratteristica relativa. Più facile nella pratica che nella descrizione, questo sistema è stato criticato per la casualità delle carte che si ricevono, ma in realtà si dimostra flessibile e divertente da gestire poiché aggiunge un ulteriore livello di adattabilità da parte del giocatore.

Scheda

  • Data di uscita / 14/11/2018
  • Sviluppatore / Bethesda Softworks
  • Produttore / Bethesda
  • Doppiaggio / Italiano
  • Sottotitoli / Italiano
  • Giocatori offine / 1
  • Giocatori online / 1 - ...
  • Raggiungi la pagina ufficiale

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