Has-Been Heroes - Recensione

La difficile e unica vita degli eroi

di Andrea Piaggio / mercoledì 12 aprile 2017 / Recensione

Lo scorso febbraio in occasione dello Showcase milanese di Nintendo Switch, la mia attenzione era stata catturata da Has-Been Heroes, un gioco apparentemente semplice che però nascondeva una brutalità notevole che ha spinto molti dei presenti ad evitarlo accuratamente. Oggi, dopo aver provato a fondo la versione definitiva, mi è chiaro come un gioco del genere fosse inadeguato alle partite rapide che si svolgono in eventi del genere, specie se non si ha il tempo di prendere confidenza con il suo stile e con i meccanismi che regolano gli scontri di un roguelike tutt’altro che immediato.

Gli sviluppatori Frozenbyte (gli stessi di Trine, per capirci) hanno realizzato un’esperienza che pesca a piene mani da tanti generi diversi, anche se il primo che salta agli occhi è quello strategico. Ogni partita si svolge su tre corsie presiedute da uno dei tre eroi che avrete scelto. Il team standard è composto dal classico trittico da RPG, con un mago, un guerriero e una ladra, ciascuno con un’abilità speciale che si ricarica con il tempo e con un attacco standard differente sia per efficacia, sia per numero di colpi sferrati. Il guerriero colpisce duro ma solo una volta, il mago assesta due bastonate e il ladro si prodiga in una attacco da tre colpi. Questo numero non è da sottovalutare poiché su di esso ruota la più preziosa meccanica di Has-Been Heroes: i nemici che arriveranno da destra verso sinistra, puntando verso gli eroi, avranno infatti una barra delle energie e soprattutto una serie di quadratini verdi che indicano la loro resistenza. Ogni colpo inferto andrà a consumare uno di questi quadratini e, solo dopo averli esauriti, potrete danneggiare il nemico facendolo rimbalzare indietro, ma facendogli ripristinare anche questa resistenza extra. C’è però una grossa eccezione che dovrà presto divenire una regola per chi vuole giocare al meglio: esaurire in modo perfetto la resistenza di un nemico, senza colpirlo ulteriormente, provoca uno stordimento che lo lascia in balia dei colpi che verranno sferrati nel turno successivo. Se questi arriveranno quando il nemico è ancora in questo stato, il rimbalzo all’indietro sarà molto maggiore e in più perderà definitivamente un’unità di resistenza, rendendolo più facilmente vulnerabile.

Come i nemici, anche i nostri eroi avranno più o meno unità di resistenza che andranno a consumarsi quando un nemico li raggiunge. Per evitarlo dovrete cercare di spostare continuamente le vostre fila da una corsia all’altra, azione effettuabile unicamente dopo un attacco e utile per gestire strategicamente l’esaurimento della stamina di cui abbiamo parlato poco fa. L’uso delle magie a disposizione di ciascun eroe sarà di grande utilità, ma potrete ottenerne altre attraverso l’esplorazione di una mappa creata casualmente che proporrà ogni volta nuove zone in cui combattere e altre location in cui ottenere oggetti di potenziamento, magie extra, e bonus assortiti per i vostri eroi. Quello che però potrebbe sconvolgere buona parte dei giocatori è che, anche se si avanza attraverso varie regioni, si approcciano diversi boss e si migliorano i propri personaggi, se uno di essi muore, la partita termina e vi ritroverete davanti alla schermata iniziale. In altre parole, tutto quello che avrete fatto, tutto quello che avrete ottenuto andrà irrimediabilmente perso, ad eccezione di anime che, una volta raggiunta una certa quantità, sbloccheranno nuovi oggetti e nuove magie più potenti da trovare dentro i forzieri della partita successiva.

Questo meccanismo è spesso prerogativa del genere roguelike, ma l’idea di aver “perso” un’ora del proprio tempo potrebbe essere pesante da digerire per molti giocatori. La cosa è poi aggravata da scontri che, in alcune situazioni sembrano impossibili per via del numero dei nemici che li compongono. Ad essere sincero ho completato con successo anche alcune boss fight che molti ritengono insuperabili, ma può essere che una patch ultimamente rilasciata abbia riequilibrato alcune situazioni. Il punto però, secondo me è un altro: dopo le prime disastrose partite di apprendimento, ho iniziato a godermi il gioco guardandolo non come se fosse un classico videogioco con sfide da superare per giungere alla fine, quanto un puzzle game o, ancora meglio, un Game & Watch ultra moderno. Se non siete datati come il sottoscritto probabilmente non sapete di cosa io stia parlando, ma questi prodotti anni ’80 di Nintendo, erano dei giochi portatili il cui unico scopo era quello di andare più avanti possibile, magari piazzando un bel punteggio record. Non c’era una fine, ma solo una partita che sarebbe terminata con l’esaurimento della terza vita. Has-Been Heroes, complice la mia prova avvenuta prevalentemente sfruttando la portabilità di Nintendo Switch, mi ha riportato a quelle sensazioni di circa 25/30 anni fa. Tutto questo è stato ulteriormente accentuato dalla presenza di una “trama” volutamente semplicissima, da partite che iniziano sempre con una squadra di eroi che possono evolversi solo all’interno di quell’avventura e da nemici che pur differenziati da abilità e da equipaggiamenti come elmi, armature o semplici tagli di capelli, rimanevano graficamente simili per varietà complessiva.

A voler guardare lontano poi, si scopre che un po’ di progressione è comunque presente. Per esempio, completando tre mondi di fila potrete sbloccare nuovi eroi che una volta ottenuti saranno sempre disponibili per le partite future. Inoltre la prima volta che otterrete un oggetto con particolari bonus, si sbloccherà la relativa descrizione che sarà archiviata e salterà fuori ogni volta che lo ritroverete, permettendovi a quel punto di scegliere a quale eroe farlo raccogliere, aumentando la componente strategica. Infine va detto che se è vero che ogni fallimento ci fa ricominciare tutto da capo, è anche vero che il gioco salva dopo ogni battaglia e dopo ogni spostamento effettuato sulla mappa, permettendoci di spegnere la console, per poi riprendere la partita in un secondo momento.

Has-Been Heroes è un gioco molto particolare che non conosce mezze misure. Chi è rimasto deluso probabilmente si aspettava qualcosa di diverso, ma le sue meccaniche strategiche che possono anche essere paragonate a quelle di un puzzle game, alla fine possono divertire chi è ben disposto a partecipare ogni volta a partite diverse. La difficoltà di certe sezioni è davvero elevata e una maggiore equilibratura effettuabile attraverso patch future non guasterebbe affatto, ma chi vuole essere messo continuamente alla prova e ama incastrare alla perfezione le proprie strategie, potrebbe divertirsi a lungo anche grazie alla mole di sbloccabili presenti. Dispiace solo notare come il prezzo di vendita è piuttosto alto, partendo dai 20 euro delle versioni Steam, PS4 e Xbox One, fino a raggiungere i 25 euro per la comunque preferibile versione Nintendo Switch che in portabilità si dimostra sicuramente le più adatta per questo genere di sfide.

Pro

- Un po’ puzzle, un po’ strategico

- Meccaniche intriganti una volta assimilate

- Tanti oggetti e magie da scoprire

- Ogni combattimento è una sfida

Contro

- Ad ogni game over si ricomincia da capo

- Difficile, a volte troppo

- La progressione del giocatore può sembrare assente

Redazione

7,5

Vota anche tu eseguendo il login

Vuoi segnalarci un errore? Scrivici qui!

Scheda

  • Data di uscita / 06/04/2017
  • Sviluppatore / Frozenbyte
  • Doppiaggio / Italiano
  • Sottotitoli / Italiano
  • Giocatori offine / 1
  • Giocatori online / ---
  • Raggiungi la pagina ufficiale

Roguelike, Strategia, Puzzle Game su Nintendo Switch, PlayStation 4, Xbox One, PC

Pegi 7

Social Net

In evidenza

XCOM 2: War of the Chosen - Recensione

26 settembre 2017

XCOM 2: War of the Chosen

Ultimi Commenti