Mario+Rabbids Kingdom Battle - Recensione

Un grande made in Italy per Switch

di Oscar Diliddo / mercoledì 13 settembre 2017 / Recensione

Qui in redazione non abbiamo mai nascosto il nostro interesse per Mario+Rabbids Kingdom Battle. Vuoi perché siamo fan del baffuto idraulico, vuoi perché queste fusioni tra mondi diversi sono sempre molto interessanti quando ben pensate. E poi avere a che fare con un team-up del genere, estraneo alle classiche competizioni sportive, è senza dubbio un evento più unico che raro. Infine va considerato che il titolo è stato sviluppato da un team interno ad Ubisoft che, squillino e trombe e parta l’inno di Mameli, è prevalentemente italiano! È vero, spesso c'è poco da essere orgogliosi di questo paese, ma sapere che un gioco così interessante ed atteso da tutto il mondo è stato creato da Ubisoft Milan, fa assai piacere e non può che scatenare del vanto nazionalistico. Il tutto senza contare la passione, l'impegno e l’amore che la squadra di Davide Soliani ha trasmesso ad un titolo che mette in evidenza queste qualità in ogni fotogramma.

Come oramai ben saprete, la join venture tra i personaggi di Super Mario di Nintendo e i folli Rabbids di Ubisoft è, di base, uno strategico a turni che ricorda la serie fantascientifica di XCOM, ma che offre anche elementi di avventura, momenti di puzzle solving e tantissimi collezionabili sparsi in ogni dove.
Intanto fa piacere riscontrare che c’è una trama, elemento che, data la natura del progetto, potrebbe sembrare quasi superflua. Giustificare l'unione di due mondi così distanti poteva risultare banale e prevedibile, invece si ha alla base un simpatico espediente che rende la fusione molto concreta e plausibile.
Una volta finito il divertente video iniziale, avremo il controllo su Beep-O, il simpatico robottino simile ad un aspirapolvere che farà da Cicerone per Mario, soci e folli Rabbids in piena febbre da cosplay. Muovere Beep-O significa controllare i tre personaggi del team (intercambiabili a piacere via via che ne sbloccherete di nuovi) che lo seguiranno a mo' di trenino nelle fasi esplorative e che, nelle fasi di combattimento, svolgerà la funzione di "puntatore".

Come è già stato detto, le fasi di combattimento sono molto vicine ad altri esponenti del genere. Il fatto che tragga ispirazione da altri giochi non lo rende una loro copia più colorata, ma si cuce addosso un sistema pieno di novità e caratteristiche interessanti. Ogni personaggio ha un massimo di tre azioni per turno da poter compiere (in qualsiasi ordine decida il giocatore): attacco, movimento e mossa speciale. L'attacco, eseguibile da arma principale o secondaria, può sortire diversi effetti alternativi e arrecare un quantitativo di danni che può sfociare anche in colpi critici.
Il movimento, qui arriva il bello, consente di svolgere molte più azioni rispettoa llo spostarsi da una copertura all'altra. Sarà infatti possibile fare una scivolata da cartellino rosso su un avversario, coprire una maggiore distanza utilizzando un compagno come trampolino o ancora, dopo aver sbloccato speciali abilità, usare quest’ultima mossa per saltare sulla testa di un nemico. La versatilità e l'uso intelligente del movimento possono determinare intere partite, finendo per incrementare la strategia e la dinamicità degli scontri.
Le mosse speciali sono di varia natura per ogni personaggio: si va dal potere di cura alla barriera difensiva, passando per magie di riduzione dell’attacco alla modalità che permette di rimanere in allerta ed attaccare un nemico che si muove durante il turno degli avversari.

Scheda

Strategia, Avventura su Nintendo Switch

Pegi 7

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