Metroid Samus Returns - Recensione

Il ritorno del ritorno

di Andrea Piaggio / lunedì 18 settembre 2017 / Recensione

 Anche se Nintendo è famosa per il suo modo di creare personaggi e universi, ce n’è uno che negli ultimi anni si è fatto desiderare ed attendere più del dovuto. La cacciatrice di taglie interstellare Samus Aran e la sua celebre tuta futuristica mancano dai nostri schermi da molti anni, ma finalmente sembra che Metroid sia destinato a tornare. A fare da apripista per l’attesissimo Metroid Prime 4, annunciato su Switch e subito schizzato nella wishlist di moltissimi giocatori, ci pensa Metroid Samus Returns, un remake di alto livello che si rifà al classico uscito originariamente su GameBoy nel lontano 1991. Con lo sviluppatore spagnolo Mercury Steam in cabina di pilotaggio, scopriamo cosa ci aspetta in questo salto nel passato della serie.

L’originale Metroid Return of Samus è stato il vero sequel del primissimo Metroid, con la bella cacciatrice che si reca sul pianeta SR-388, luogo natale della pericolosa medusa aliena. Per i fanatici della cronologia, gli avvenimenti si collocano dopo Metroid Prime 3 ma prima di Super Metroid, ma tutto quello che dovete sapere si può limitare a questo: dopo la battaglia con Mother Brain nella primissima uscita, Samus avvisa la Federazione Galattica della minaccia. Questi mandano una squadra ad eliminare i Metroid restanti ma, dopo aver perso i contatti, si decide di incaricare nuovamente la signorina Aran e di mandarla personalmente ad esplorare il pianeta e le sue profondità. Tutto ciò viene riassunto da brevi schermate statiche che, per chi ha la possibilità di attivare la visuale stereoscopica, avranno comunque un buon impatto. Essendo un remake non sono cambiate le dinamiche narrative o comunque gli avvenimenti, ma chiunque si sia perso l’uscita in bianco e nero (e siete in tanti…), potrà rimediare godendosi un gioco davvero valido che, in puro stile Nintendo, fa del gameplay il suo punto di forza.

Se Metroid è il titolo che ha dato vita ai “metroidvania” un motivo ci sarà, e la precisione con cui propone novità utili a proseguire, potenziamenti, scontri furiosi, esplorazione spicciola e zone pericolose da attraversare sono qui a dimostrarlo. Andare in giro per le grotte che caratterizzano il pianeta è una bellissima esperienza che non sfocia mai e poi mai nell’horror, ma che sa come creare momenti di tensione non indifferenti. Le energie che scendono, i nemici che non vogliono saperne di finire a terra ed enigmi ambientali ben pensati, creano un livello di immersione che spinge sempre a continuare, controllando spesso la mappa per cercare di scoprire location non ancora esplorate che potrebbero farvi guadagnare un’abilità tanto attesa con cui superare quella zona verticale altrimenti inaccessibile. Questo tipo di progressione è stato leggermente semplificato grazie ad una tecnologia che acquisirete molto presto nell’avventura, ossia un sonar che manda delle onde sonore nelle zone vicine, facendo comparire sulla mappa eventuali stanza nascoste dietro a pareti o anche blocchi da distruggere per raggiungerle. Ammetto che da amante della serie ho subito classificato questo aiuto come una facilitazione estremamente potente per mostrarmi la strada da battere, ma andando avanti mi sono accorto quanto questa funzione, oltre ad essere completamente facoltativa, non sostituiva il piacere della scoperta: sapere che dietro ad un muro indistruttibile si nasconde un’altra parte della mappa, può solo spingerci a cercare la strada per raggiungere la nuova area, strada che spessissimo è ben diversa da come avremmo sperato.

Scheda

  • Data di uscita / 15/09/2017
  • Sviluppatore / Mercury Steam
  • Produttore / Nintendo
  • Doppiaggio / ---
  • Sottotitoli / Italiano
  • Giocatori offine / 1
  • Giocatori online / ---
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Metroidvania, Avventura, Azione su Nintendo 3DS

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