Micro Machines: World Series - Recensione

Le corse in miniatura di una volta?

di Andrea Piaggio / venerdì 14 luglio 2017 / Recensione

I videogiocatori che sono diventati tali sono negli ultimi anni non hanno avuto la fortuna di conoscere i gloriosi primi capitoli di Micro Machines. Questi giocattoli che hanno miniaturizzato vetture, camion, mezzi da lavoro e qualsiasi cosa (o quasi) abbia le ruote, negli anni ’90 hanno goduto di una fama indiscussa grazie a uscite che hanno infiammato parecchi sistemi di gioco tra cui Sega Mega Drive e Amiga. Il momento più alto in cui la qualità ha incontrato il pubblico su vasta scala è stato probabilmente Micro Machines V3, arrivato per la prima PlayStation e diventato velocemente il gioco da tirare fuori con gli amici, magari insieme ad un bel multitap per divertirsi in quattro. Da lì in poi sono arrivati altri titoli, ma nessuno ha mai anche solo sfiorato la magnificenza di gameplay e spasso che si otteneva guidando una piccola automobilina attraverso percorsi improvvisati che comprendevano tavole imbandite per la colazione e scrivanie piene di libri, righelli e gomme. Oggi chi riprova a rinverdire quei lontani fasti è il qui presente Micro Machines World Series, uscita dal titolo ambizioso e improntato principalmente sul multigiocatore.

Qualcuno di voi sentendo parlare di multigiocatore online avrà già alzato gli occhi al cielo… Se siete della vecchia guardia come il sottoscritto saprete infatti che sfidare un amico nei vecchi giochi era qualcosa di spettacolare e non replicabile con uno sconosciuto online. “I tempi sono cambiati”, “non ci sono più le mezze stagioni” e altre frasi fatte non hanno fatto cambiare idea a Codemasters, che ha voluto focalizzarsi su questa scelta, senza però negare la possibilità di affrontare i propri amici anche in locale sulla stessa console. Questa è senz’altro una grandissima notizia, ma il problema semmai è che non è stata pensata alcuna modalità per il giocatore solitario. O meglio, si possono affrontare gare singole contro i BOT, ma ci si ferma lì. La mancanza di quella che potremmo definire “Carriera” è un colpo basso che si accusa a fondo, specie se si pensa al fatto che sarebbero bastate alcune coppe in stile Mario Kart e con più livelli di difficoltà per farci contenti. Il secondo problema che spiega il perché uno sviluppatore come Codemasters non abbia pensato a questa eventualità così banale, sta nella presenza di sole dieci piste a formare i circuiti disponibili per le gare. A parziale giustificazione sono presenti cinque arene in cui affrontarsi in battaglie spietate, ma il problema inerente la quantità rimane.

Probabilmente il prezzo budget e il target a cui si è voluto destinare il prodotto (principalmente bambini, vista anche la presenza di giocattoli Hasbro come le pistole e i fucili Nerf, i G.I. Joe e altri giochi da tavolo) ha colpito questi elementi e ha obbligato gli sviluppatori a scendere a compromessi tirando una coperta troppo corta. Ciò è un vero peccato perché le dieci piste disponibili non solo buttano un occhio sul passato della serie proponendo ostacoli intelligenti, biforcazioni, “ponti” sospesi e quant’altro in ambienti familiari, ma rendono giustizia ad un modello di guida semplice ed efficace che ricorda in modo netto quello delle origini. Su queste piste potrete affrontare gare classiche, così come sfide ad eliminazione in cui chi è in testa porta sempre più avanti lo schermo finché chi rimane indietro non scompare e viene eliminato. Saranno presenti armi di vario tipo e tutto contribuirà a creare un po’ di sano e divertito caos. Le battaglie invece sono strutturate in ambienti chiusi in cui ciascuno potrà andare dove vorrà e in cui, soprattutto, dovrà eliminare gli altri concorrenti. Per farlo non si useranno le armi che si trovano nelle gare, ma si dovrà fare affidamento sugli strumenti personali di ciascuna delle dodici automobiline che potrete selezionare. Un po’ come in Overwatch, ci saranno diverse abilità con tanto di cooldown che vi permetteranno di lanciare proiettili, di sganciare mine e addirittura di usare delle Super che si caricano facendo danni. La trovata è simpatica, ma il mancato equilibrio tra le abilità dei mezzi crea delle disparità che finiranno per farvi scegliere sempre una vettura che magari non vi piace granché esteticamente, ma che è avvantaggiata sulle altre dalle abilità in suo possesso.

Essendo tutto strutturato sull’online, si è pensato ad un sistema di livelli e di ranghi che vi permetteranno anche di giocare in partite competitive con premi virtuali in palio. Il fatto è che personalmente non sono mai riuscito a giocare insieme ad altri undici giocatori umani. Il sistema pensato da Codemasters sostituisce gli assenti con dei BOT facendovi sempre gareggiare con la griglia piena, ma a quel punto diventa abbastanza strano ritrovarsi a correre online, affrontando però una moltitudine di (anche undici) avversari guidati dalla CPU… Tra l’altro scegliendo di giocare unicamente contro la CPU nelle schermaglie non si ottiene esperienza e non si progredisce in alcun modo, lasciando a questa scelta il solo scopo di allenamento. Considerando che difficilmente diventerà un gioco popolare online, tutto ciò lascia abbastanza interdetti.

Grafica e sonoro non offrono chissà quale spettacolo, ma la cosa non dovrebbe stupire più di tanto visto che anche in passato non è mai stato il comparto tecnico il punto di forza della serie. Ciò non significa che le piste o le macchinine siano poco interessanti, ma solo che non lasceranno nessuno a bocca aperta. La ricchezza in dettagli dei percorsi è notevole per questo genere di produzione e la fluidità è sempre garantita (a meno che non subentri un po’ di lag…) con un campo lungo sulla pista che garantisce colpi di coda da parte degli inseguitori durante la modalità Eliminazione. Anche i veicoli sono discretamente modellati, con tanto di nomi divertitamente tradotti in italiano. Piccola chicca per i nostalgici: gli avatar della CPU propongono le stesse icone di Dwayne, Spider e compagnia che abbiamo imparato a conoscere nella primissima e pixellosa uscita.

Micro Machines World Series è un gioco che rimane ancorato a terra per una serie di scelte poco felici che scontrano con la natura low budget pensata per il progetto. La mancanza di una vera modalità single player e la scarsità di piste e di contenuti vanno a colpire al cuore proprio i fan della prima ora, giocatori che difficilmente ameranno la deriva online di questa uscita. Rimane la validissima modalità multigiocatore in locale e una manciata di piste davvero ben realizzate, ma alla fine ci si accorge che il divertimento dei primi capitoli è ancora lontanissimo. Dispiace perché la giocabilità c’è tutta e le idee nuove aggiungono pepe, ma la scarsità di contenuti tirano il freno a mano ad un progetto che avremmo preferito a prezzo pieno, ma decisamente più completo e strutturato. Per qualche serata con amici in questa estate 2017 può andare più che bene, ma nulla può contro quel mostro sacro che fu il mitico Micro Machines V3.

Pro

- Le macchinine si guidano come in passato

- I tracciati sono vari e divertenti

- La modalità Deathmatch è una valida aggiunta

- Il multigiocatore in locale è presente e funziona benissimo

Contro

- Assente una vera modalità single player

- I tracciati sono solo 10

- Le macchinine non sono ben bilanciate

- Pochi giocatori online già da lancio

Redazione

6,0

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Scheda

  • Data di uscita / 21/04/2017
  • Sviluppatore / Codemasters
  • Produttore / Koch Media
  • Giocatori offine / 1 - 4
  • Giocatori online / 1 - 12

Racing Game Arcade su PlayStation 4, Xbox One, PC

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