My Hero One's Justice - Recensione

MHA sbarca nel settore videoludico!

di / giovedì 08 novembre 2018 / Recensione

Che di My Hero Academia arrivasse una trasposizione videoludica era solo questione di tempo. L’opera realizzata dalla penna del geniale Kohei Horikoshi è diventata negli ultimi anni oggetto di interesse per tantissimi amanti dei manga, venendo considerata come una delle migliori opere shonen degli ultimi tempi. Una fama cresciuta rapidamente in pochissimo tempo, dopo numerosi volumi in procinto di aumentare a dismisura e ben 3 stagioni da adattamento anime (con una quarta già annunciata), tanto da accaparrarsi un pubblico di tutto rispetto anche qui in Italia. Bandai Namco non poteva farsi scappare questa occasione, ed ha finalmente cominciato a prendere confidenza anche con questo brand per trasformarlo in un picchiaduro, con l’obiettivo di ripercorrere gli stessi ottimi risultati tracciati ad esempio dalla serie Naruto Shippuden.

La storia di My Hero One’s Justice ricalca buona parte delle avventure gia viste in TV, precisamente alcuni tra i più importanti avvenimenti della seconda e terza stagione, usufruendo anche di vere e proprie tavole che ricalcano l’omonimo manga per raccontare la trama tra uno scontro e l’altro. Per chi ancora non conoscesse gli eventi, in My Hero Academia la Terra è popolata da persone con super poteri di ogni genere (detti Quirk) ed usufruirne anche nella vita quotidiana è ormai una prassi ben consolidata nel tessuto della società. Anche essere un supereroe è diventato un lavoro a tutti gli effetti, con tanto di percorso accademico da dover intraprendere per ottenere una vera e propria licenza utile a combattere i malviventi giorno dopo giorno. Izuku Midoriya, il protagonista, è un minuto ragazzo nato però senza nessuna unicità (evento negativo piuttosto raro) e la sua speranza è quella di poter un giorno di seguire le gesta del coraggioso All Might e diventare un coraggioso combattente; dopo una serie di eventi più o meno fortunati si ritroverà faccia a faccia con il suo eroe preferito e sarà scelto per ereditare il suo incredibile potere dal nome One For All.

Da qui si dipanano gli eventi che porteranno alla crescita fisica e psicologica del protagonista, insieme a nuovi amici, fino a scontrarsi con la Lega dei Supercattivi; nel videogioco in questione, in realtà, avrei preferito una copertura maggiore dal punto di vista della narrativa, con gli eventi legati alla prima stagione ed alla seconda metà della terza da considerare come assenti ingiustificati. La storia giocabile è un susseguirsi di missioni comunque valido anche grazie alla realizzazione di poche, ma buone, scene di intermezzo, e poterla giocare anche dal punto di vista dei cattivi permette un buon approfondimento e conseguente aumento della giocabilità che si attesta sulle 4-5 ore senza considerare la difficoltà maggiore e l’ottenimento del grado S per ogni match.

Gli scontri in sé, da poter affrontare sia durante la campagna, sia nelle più blasonate partite libere online ed offline, sono caratterizzati dalla presenza di due combattenti su scherzo con massimo 2 spalle di supporto prese da un roster composto da 20 personaggi. La loro caratterizzazione è buona ma avrei preferito davvero qualche presenza in più tra professori, super cattivi o studenti delle altre scuole; insomma, sarebbe stato perfetto l’inserimento di almeno un’altra decina di personaggi. Invece, come spesso accade in questo genere, gli sviluppatori hanno optato per la solita progressiva sfilza di DLC che però sarebbe stato meglio se fossero stati presenti già nel gioco base. Comunque quelli che ci sono offrono un buon numero di meccaniche grazie alla possibilità di concatenare mosse ed attivare alcune tecniche che aggiungono una buona dose di spettacolarità. Come se non bastasse, alcuni personaggi hanno dei set specifici capaci di sfruttare in modo davvero particolare le varie Unicità, condizione che permette, soprattutto online, di elaborare interessanti strategie a seconda del proprio modo di combattere; ad esempio Toga può prendere le sembianze dei propri avversari e copiarne gli attacchi dopo averne assaggiato il sangue, Todoroki utilizza l'uno o l’altro Quirk a seconda che si trovi a combattere a terra o a mezz’aria, mentre Aizawa può bloccare temporaneamente le Unicità dell’avversario grazie al proprio potere. Tante piccolezze insomma che faranno la gioia dei fan più accaniti senza comunque rinunciare a destare curiosità nei neofiti intenzionati a dare una possibilità al titolo.

Oltre alla modalità Storia, i videogiocatori possono cimentarsi negli scontri online classificati e le più classiche partite libere contro la CPU, oltre ad una modalità Arcade dove affrontare più scontri in rapida successione. A portare una ventata d’aria fresca invece ci pensano le Missioni, feature che presenta più step contro i nemici e differenti obiettivi da completare per avanzare tra i round diramazioni più o meno intricate a seconda della difficoltà: qui bisognerà scegliere il proprio team dall'inizio, la vita non si rigenera alla fine del round se non con speciali oggetti ottenibili dopo la conclusione dello stesso, anche se si possono variare i combattenti con le spalle tra quelli scelti inizialmente; un quasi impercettibile accenno gestionale della squadra utile ad aumentare la longevità  con un pizzico di personalità. Pochine anche le mappe disponibili, nonostante una buona realizzazione delle stesse e qualche elemento distruttibile capace di arricchire i match. Ultimo, ma non per importanza, My Hero One’s Justice presenta un’ampia ed apprezzabile gamma di personalizzazioni con copricapi, travestimenti ed accessori più o meno stravaganti utili a rendere unico il proprio combattente durante gli scontri online senza mai risultare fastidioso.

Tecnicamente ci troviamo davanti un buon lavoro soprattutto dal punto di vista del character design, fedelmente riproposto grazie ad una palette cromatica accattivante e scelte stilistiche di tutto rispetto per eroi e villain; graficamente non ha nulla da invidiare alla trasposizione  originale e farà la gioia di ogni appassionato dell’opera stessa. La telecamera si comporta quasi sempre nel migliore dei modi, mostrando qualche incertezza solo durante gli attacchi a mezz’aria, laddove il frame rate sovente zoppica con le combo più stratificate e più personaggi su schermo. Niente comunque di problematico ed anzi il risultato d’insieme riesce ad essere convincente. Da segnalare, infine, la presenza del doppiaggio originale giapponese supportato da un ottimo lavoro per quanto concerne le linee di dialogo completamente sottotitolate in italiano, con grande gioia di tutti i videogiocatori del Bel Paese.

 

My Hero One’s Justice getta solide basi per un espansione del brand nel mondo videoludico, cercando di seguire le orme dei precedenti titoli di Bandai Namco. Tante modalità differenti, amalgamate con un gameplay rodato negli anni, ma sempre apprezzabile, fanno del titolo una ghiottissima occasione per divertirsi da soli ed in compagnia. Peccato solo per alcuni dubbi sull’offerta proposta dal punto di vista quantitativo legato soprattutto ad un roster un po’ troppo limitato rispetto alle reali potenzialità;  rimane un acquisto imprescindibile per i fan, mentre per tutti gli altri il consiglio è di dargli una chance a seconda delle priorità.

Pro

- Artisticamente ispirato

- Scontri divertenti e frenetici

- Le Missioni aggiungono quel pizzico di varietà e longevità in più

- Buon numero di personalizzazioni

- Tecnicamente solido

Contro

- La Storia tralascia diversi avvenimenti importanti

- Solo 20 personaggi giocabili

- Telecamera un po' ballerina

 

Redazione

7,5

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Scheda

  • Data di uscita / 26/10/2018
  • Doppiaggio / Giapponese
  • Sottotitoli / Italiano
  • Giocatori offine / 1 - 2
  • Giocatori online / 1 - 2
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