My Time at Portia - Recensione

Da una grande bottega derivano grandi responsabilità!

di / mercoledì 30 gennaio 2019 / Recensione

Il mondo sull’orlo di un’apocalisse è ormai da anni una delle ambientazioni più utilizzate per i videogame di molteplici tipologie; dagli FPS, passando per gli action adventure, talvolta open world, gli utenti hanno sempre avuto una discreta scelta sotto questo punto di vista. Nell’ultimo periodo poi, questa tendenza sembra essere ancor di più utilizzata nell’industria, basti pensare a uscite del calibro di Fallout o l’uscita imminente di Far Cry New Dawn e Rage 2. Nel marasma generale, tuttavia, l’ultimo anno ha visto la realizzazione anche di un interessante progetto indie sviluppato dal talentuoso Team 17 dal nome My Time at Portia, da qualche settimana uscito ufficialmente dall’early access dopo numerosi aggiornamenti ed implementazioni.

 

In My Time at Portia si comincia nei panni del figlio del proprietario di una famosa bottega dell’omonima città, tornato nel paese natio dopo la scomparsa improvvisa del padre ed obbligato a prendere in gestione l’attività commerciale di famiglia. Sin dai primi minuti le mansioni da svolgere saranno molteplici e la quantità di informazioni ricevute possono rischiare di confondere i più; si comincia con la conoscenza del sindaco e l’introduzione alle attività ed i cittadini di Portia, per poi continuare a prendere confidenza con i primi lavori da fare nella bottega, ottenere la licenza adatta a tale mansione e proseguire con l’obiettivo di far crescere la propria attività. Nonostante le rivalità con altri imprenditori, la presenza di due fazioni ben delineate legate all’utilizzo o meno della tecnologia antica dopo l’apocalisse, ed una trama in generale sorprendentemente longeva e variegata, il nostro obiettivo principale sarà sempre quello di gestire e far crescere la bottega, da piccola casetta malconcia a vera e propria azienda ricca di macchinari dalle numerose possibilità con incarichi sempre più complessi da portare a termine.

L’attività principale realizzata dagli sviluppatori, lo ribadiamo, è proprio quella del crafting che nella versione definitiva di My Time at Portia è ancora più stratificata rispetto al passato. Cominciando dalla semplice raccolta di materiali, passando per la combinazione e lavorazione degli stessi a seconda dell’eventuale macchinario utilizzato, le combinazioni sono numerosissime e tutte fin da subito disponibili dal comodo sommario presente nel menù. Proprio riguardo il manuale bisogna confermare nuovamente l’ottimo lavoro fatto per spiegare anche i progetti più complessi con chiarezza e schematicità, valorizzato anche dalla buona traduzione volta a spiegare come lavorare ogni materiale necessario per la costruzioni stesse; vedere man mano completare le componenti dei progetti più complessi  sopra il tavolo da lavoro porta a grandi soddisfazioni.

Altra colonna portante dell’esperienza è la cittadina di Portia con tutti i suoi NPC (circa una 50ina) ben differenziati, dotati di una propria routine giornaliera, sub-quest varie ed un livello di interazione tale che fa difficilmente credere di trovarsi all’interno di un lavoro low budget. Il sistema non può non ricordare Animal Crossing per le sue dinamiche; si potranno scambiare semplici chiacchiere, scambiare doni per aumentare l’empatia ed addirittura trovare la propria dolce metà. Ciò si incastona bene nella calendarizzazione realizzata dagli sviluppatori per conferire alla città particolari festività ed eventi a seconda di specifiche giornate e stagioni, andando a coinvolgere tutti i cittadini e, per forza di cose, anche il videogiocatore, magari solamente incuriosito dal particolare evento in programma. Si potrà poi combattere contro gli altri personaggi, conferendo al titolo caratteristiche da picchiaduro però poco consone e ripetitive. Ciò va ad influenzare il parere su un combat system un po’ troppo semplificato nonostante la sua importanza, considerando la necessità di introdursi in dungeon con numerosi nemici da sconfiggere per ottenere minerali sempre più pregiati per la propria bottega. La personalizzazione del nostro alter ego è discreta, nonostante non ci siano tantissime possibilità se non legate all’espressività, ma bisogna considerare il buon sistema di progressione inserito dal Team 17 che lascia la possibilità di progredire e guadagnare esperienza con ogni semplice azione compiuta in game. Così facendo si possono anche guadagnare punti utili per sbloccare abilità suddivise tra social, combattimento e crafting che danno un’ulteriore identità al proprio modo di giocare.

Tecnicamente i passi in avanti in questi mesi sono stati considerevoli, grazie ad un frame rate finalmente più stabile anche durante gli scontri, ed una telecamera che quasi mai si ritrova fuori posizione. Esteticamente il titolo gode di alcuni paesaggi sorprendenti, complice una scelta di colori accattivante che non può non ricordare ai più esperti le opere di Miyazaki come Nausicaa della Valle del Vento o Il Castello Errante di Howl. Peccato per alcune texture veramente troppo scarne soprattutto nella vegetazione, ma il risultato nel complesso non può che essere piacevole, riuscendo ad accontentare tutti. Si segnala, infine, una colonna sonora discreta  che aumenta il senso di relax e benessere che fuoriesce dal giocare in tranquillità.

My Time at Portia esce finalmente dall’involucro colmo di incertezze per mostrarsi come un valido e ricco prodotto colmo di cose da fare. La paura di essere un lavoro con poca personalità che cerca di prendere in prestito troppi elementi da molteplici tipologie di videogame svanisce fin dai primi minuti, grazie ad un crafting realizzato ad hoc ed un mondo pieno di possibilità ed interazioni con i numerosi NPC. Peccato per gli evidenti compromessi per il combat system, ma per una cifra vicina ai 30 euro non si può non parlare di un progetto riuscito e che merita di essere supportato adeguatamente dagli utenti.

Pro

- Sistema di crafting ben stratificato

- Tante possibilità di interazione con gli abitanti di Portia

- Stilisticamente accattivante

Contro

- Combat system troppo semplificato e ripetitivo

- Il ritmo iniziale dell'avventura è un po' sottotono

Redazione

8,2

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Scheda

  • Data di uscita / 15/01/2019
  • Sviluppatore / Pathea Games
  • Produttore / Team17 Digital Ltd
  • Doppiaggio / ---
  • Sottotitoli / italiano
  • Giocatori offine / 1
  • Raggiungi la pagina ufficiale

Casual, Avventura, Sandbox, RPG su PC, Xbox One, PlayStation 4, Nintendo Switch

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