Ni no Kuni II: Revenant Kingdom - Recensione

Un JRPG da favola

di Andrea Piaggio / venerdì 06 aprile 2018 / Recensione

Sono tanti quelli che nel 2013 hanno giocato Ni no Kuni: La Minaccia delle Strega Cinerea e se ne sono innamorati. Il comparto narrativo fiabesco, la dinamica dei due mondi, i personaggi di Oliver, Lucciconio e tutti quelli che avremmo poi incontrato durante l’avventura, hanno contribuito a rafforzare un gioco che aveva dalla propria parte l’abilità dello sviluppatore nipponico Level-5 e quello del leggendario Studio Ghibli, celebre per capolavori d’animazione come Totoro e Principessa Mononoke. Aggiungeteci delle musiche orchestrali ad ampio respiro e capirete perché quello fu uno dei JRPG più belli mai arrivati su PlayStation 3. A distanza di cinque anni e su hardware molto più performanti come PlayStation 4, ma stavolta anche i moderni PC,ci attende Ni no Kuni II: Revenant Kingdom, secondo capitolo che sceglie di cambiare strada in molti modi diversi, mantenendo però lo stesso tocco fiabesco del passato.

Il concetto dei due mondi è un punto cardine anche di questa produzione, seppur possa sembrare meno centrale. L’inizio infatti è abbastanza fumoso, specie se si pensa alla figura di Roland. Il suo mondo sembra il nostro e mentre quest’uomo di mezza età che viene chiamato Presidente si avvia verso un summit in una grande città, un missile sfreccia nel cielo e crea una tremenda esplosione. Al suo risveglio si troverà più giovane e soprattutto in un mondo a lui sconosciuto. Qui farà rapidamente la conoscenza del giovane Evan Pettiwhisker Felix, futuro re di un regno che però gli viene soffiato sotto il naso tramite un colpo di stato. In fuga dalla sua stessa terra e accompagnato dall’esperto Roland, Evan inizierà un viaggio che avrà come scopo finale quello di unificare tutti i popoli in un nuovo regno felice. Dietro ad una storia apparentemente politica, si cela una narrazione che non ha nulla da invidiare alle favole più riuscite, con il ritorno di città come Gatmandù, con pirati dal cuore d’oro e con tutta una serie di trovate che vi faranno sorridere e arrabbiare come farebbe una fiaba che merita di essere ascoltata.

La storia non sembrerebbe avere niente a che fare con Oliver e i suoi amici ma quello che vi colpirà maggiormente e vi farà capire quanto è cambiato questo secondo episodio dal precedente è la dinamica dei combattimenti. Messi da parte quelli parzialmente a turni dell’originale e soprattutto la possibilità di reclutare i famigli, Ni no Kuni II ci propone un gameplay molto più action in cui, scelto il leader da impersonare tra i vari personaggi che recluteremo, potremo attaccare con colpi deboli e potenti, usando armi a lunga distanza che consumano punti magia (e che si ricaricano tornando ad attaccare corpo a corpo) e interagendo con i Cioffi, dei piccoli esserini che ricordano i Pikmin di Nintendo e che agiscono sul campo creando una serie di aree da attivare per scatenare i loro poteri. Non aspettatevi la frenesia di un Devil May Cry, ma le dinamiche di attacco sono pressoché quelle, comprese parate e schivate da eseguire per evitare i danni. Potrete attivare tre armi da mischia da cambiare al volo, avrete abilità speciali che potranno essere potenziate una volta che l’arma in uso avrà raggiunto la carica massimo del 100% e gli stessi personaggi hanno modi di combattere, armi e tempi piuttosto diversi, con Roland che è una buona via di mezzo, Evan che risulta più debole ma con più abilità magiche a disposizione e Batu che invece si dimostra il tank del gruppo, lento ma devastante. Quello che ne deriva è un tipo di gameplay più diretto e immediato, con parecchie dinamiche specifiche, ma che rischia di finire schiacciato dalla scarsa difficoltà generale.

Eccoci dunque al vero problema di questa importante e comunque magnifica produzione: la sfida offerta da Ni no Kuni II è tarata verso il basso, con buona parte delle battaglie che si possono affrontare continuando a premere uno dei tasti di attacco. I danni che si ricevono vengono spesso curati dai Cioffi che avrete equipaggiato o dalle sfere verdi rilasciate talvolta dai nemici e, a meno che non vogliate rischiare di affrontare alcuni boss o mostri di diversi livelli superiori al vostro, difficilmente incapperete in un game over. E, se dovesse succedere, anche in questo caso nessun problema perché il gioco, per fortuna, salva spesso i vostri progressi in automatico per evitare inutili ripetizioni di passaggi già affrontati. Se solo ci fosse stato un selettore della difficoltà, si sarebbe potuto creare un gioco per tutti i palati, ma allo stato attuale, la sfida è l’unico elemento su cui si possono muovere delle critiche. Ed è un peccato perché sono state inserite delle dinamiche molto interessanti per personalizzare e potenziare la squadra. Basti pensare all’equalizzatore che si ottiene dopo poche ore e che permette di aumentare l’attacco o la difesa, in base alla natura dei mostri che si incontra e al loro legame con specifici elementi. Tutte caratteristiche interessanti che vengono però sminuite dalla facilità con cui si sconfigge la stragrande maggioranza dei nemici comuni. Con i boss, alcuni nemici potenti chiamati Creature del maleficio e in alcuni labirinti nascosti dietro alle Porte Oniriche le cose si fanno un po’ più interessanti ma solitamente, se il livello del nemico è simile al vostro (anche di due o tre livelli sopra), non avrete problemi. Chi si preoccupa del grinding può infine tirare un sospiro di sollievo poiché la disposizione dei nemici è fatta per creare guai solo a chi si avventura in aree chiaramente indicate come pericolose e mai necessarie per proseguire a quel punto dell’avventura.

Scheda

  • Data di uscita / 23/03/2018
  • Sviluppatore / LEVEL-5
  • Produttore / Bandai Namco Entertainment
  • Doppiaggio / Inglese/Giapponese
  • Sottotitoli / Italiano
  • Giocatori offine / 1
  • Giocatori online / ---
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RPG, Azione, Avventura su PlayStation 4

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