Red Dead Redemption 2 - Recensione

Il Far West che abbiamo sempre sognato di vivere e giocare

di Andrea Piaggio / venerdì 09 novembre 2018 / Recensione

Sulle nostre pagine digitali Red Dead Redemption 2 prende 10, il nostro perfect score. Stavolta abbiamo voluto dirvi subito la nostra votazione perché, quando si tratta di giochi così ben riusciti, un qualsiasi valore numerico perde significato e può essere un ingombro. Volevamo quindi chiarirvi subito le idee su quanto il gioco ci sia piaciuto, focalizzando il nostro articolo sul perché la nuova creazione di Rockstar Games abbia raggiunto un così alto risultato. Per rimanere sul terreno del celebre sviluppatore americano, posso dirvi che anche GTA V si portò a casa questa valutazione, ma con Red Dead Redemption 2 abbiamo avvertito un ulteriore perfezionamento che lo ha reso uno dei giochi migliori dell’intero panorama videoludico.

Il genere western al cinema è quasi scomparso, come se i grandi spazi incontaminati e i protagonisti che ci hanno cavalcato attraverso non avessero più nulla da raccontare. Andando contro le mode e apparentemente contro il gusto comune, Rockstar Games otto anni fa confezionò il primo capitolo della serie (che in realtà arrivava dopo Red Dead Revolver ma da cui era completamente slegato in fatto di trama) e dimostrò la sua innata abilità nel raccontare storie e nel caratterizzare personaggi. Dopo il successo di GTA V e forte delle entrate generate da GTA Online, lo studio americano ha potuto investire alla grande sulla creazione del suo free roaming più complesso e spettacolare, dando così vita a Red Dead Redemption 2, sequel nel titolo ma prequel di fatto, visto che ci porta nel 1899, dodici anni prima degli eventi che abbiamo vissuto nei panni di John Marston e della caccia ai membri della sua ex banda di fuorilegge. Stavolta ci muoveremo nei panni di Arthur Morgan, pistolero e braccio destro di Dutch Van der Linde, il carismatico leader di una banda in fuga dalla Legge e dal progresso che avanza inesorabile. Prima di installare i circa 80 gigabyte del gioco sulla nostra console temevamo che Arthur non potesse competere con John e, beh, ci sbagliavamo. Arthur è un uomo diverso e lo scopriremo anche grazie agli incontri tra il nostro e il giovane John. Incontri che, neanche a dirlo, danno vita a missioni e ad attività curate in modo incredibile.

Sarebbe facile parlare della storia di Red Dead Redemption 2 ma, state tranquilli, qui non lo faremo. Sia perché non vogliamo fornire alcun spoiler, sia perché la trama in sé riesce ad essere tanto semplice quanto articolata. Una situazione finita male ma di cui non sapremo inizialmente nulla poiché narrata senza far partecipare noi giocatori accende la miccia di quello che accadrà in questo sequel/prequel, ma è l’insieme degli eventi che andrete a vivere missione dopo missione, attività dopo attività, a raccontare la vostra storia, garantendo un ritmo costante che non si lascia scappare momenti più rilassanti, senza però sfociare mai in veri e propri tempi morti. La scrittura delle decine di migliaia di battute presenti è perfetta per il contesto, così come la recitazione dei doppiatori americani che prestano la loro voce a questo mondo, ma spesso è la qualità degli eventi casuali a fare la differenza. Prima di approfondire facciamo un piccolo passo indietro: Red Dead Redemption 2 è un classico free roaming made in Rockstar e ciò significa che il suo sviluppo e la sua progressione attraverso la storia si articolano attraverso puntini sulla mappa da raggiungere per attivare una missione. Al termine di questa ci saranno altri puntini da raggiungere, creando una narrazione che ci conduce attraverso una strada decisa in partenza dagli sviluppatori ma da cui possiamo allontanarci senza soluzione di continuità per intraprendere decine di situazioni secondarie. La storia di Arthur è quindi già decisa in partenza, ma le avventure che io giocatore potrò vivere con Arthur possono essere molto diverse rispetto a quelle che potreste vivere voi, poiché determinate dal mio modo di giocare e dagli eventi che incontrerò. Le missioni principali sono uguali per tutti, ma nel tempo in cui non ne starete affrontando una, potreste incontrare donne rapite, cacciatori feriti, contadini attaccati dai lupi e tantissime (ma davvero tantissime!) situazioni che potrete ignorare o rendere parte della vostra storia, uccidendo per esempio dei rapinatori, ma poi rapinando a vostra volta i malcapitati che pensavano di averla scampata.

La libertà offerta al giocatore è enorme e molto del merito va al nuovo sistema di interazione con ambiente e personaggi legato al grilletto sinistro: premendolo infatti aggancerete l’elemento interattivo verso cui starete guardando, avendo spessissimo due o più possibilità. Agganciando un animale mentre cacciate potrete studiarlo per vedere il suo stato fisico e, di conseguenza, la qualità dei materiali che potreste ottenere scuoiandolo. Agganciando il vostro cavallo potrete scegliere tra una vasta gamma di opzioni tra cui dargli da mangiare, strigliarlo, condurlo a piedi, accarezzarlo o utilizzare la sua bisaccia per scegliere le armi che vorrete portare con voi in quel momento. Rivolgendovi invece ad una persona, solitamente potrete salutarla, provocarla o rapinarla. A ciò si uniscono attività secondarie specifiche come rapine alle diligenze o ai treni, che possono però anche essere compiute senza attivarle da alcun NPC ma semplicemente scegliendo di far fuori le guardie, di rompere il lucchetto che contiene la refurtiva e infine di vendere la carrozza ad un ricettatore. Tutte queste attività criminali influiranno sull’onore di Arthur e sulla taglia che penderà sulla sua testa nei vari stati che caratterizzano l’enorme mappa del gioco. Essere ricercato attiverà ulteriori eventi secondari come agguati e imboscate, oltre a rendere più movimentati i vostri viaggi che a quel punto dovrebbero evitare le strade battute per diminuire il rischio di incontrare chi vorrebbe riscuotere la vostra taglia. Cambiare abiti e radervi può essere un buon inizio per sparire per un po’, ma potreste anche scegliere di pagare di tasca vostra la taglia per annullarla e ritornare a viaggiare senza pensieri, almeno fino alla vostra prossima malefatta. Il sistema delle taglie sta già alimentando un certo malcontento tra i giocatori, soprattutto per via di come sono gestiti i testimoni, personaggi che spesso compaiono all’improvviso dopo una sparatoria - di cui potreste anche essere stati prima vittime e poi superstiti - e che si dirigono sparati dallo sceriffo del posto per denunciarvi. L’idea in sé è realistica (vedere qualcuno in mezzo a cinque persone morte spinge a chiamare le autorità) ma può creare situazioni e costose taglie che, nonostante l’attinenza alla realtà, non tutti hanno gradito.

Visto quello che potrete combinare sarebbe facile vedere Arthur come ad un criminale incallito, cosa che comunque è, ma la sua umanità non viene mai messa in dubbio quando si tratta della banda a cui appartiene e da cui si può tornare in ogni momento intraprendendo il sentiero verso il proprio accampamento. Questo è un luogo importantissimo per l’economia del gioco perché manda spesso avanti la trama e perché, più in generale, si può approfondire il rapporto tra i vari membri. Dopo qualche tempo diventerà naturale interagire con i vari personaggi, scoprendo che Dutch non è il solo ad essere interessante. Scoprirete retroscena divertenti su alcuni elementi già visti nell’originale Read Dead Redemption, ma vi affezionerete alle strambe dinamiche di questo gruppo tanto male assortito quanto umano. Inoltre le vostre azioni avranno un certo effetto sul loro modo di comportarsi, con acquisti e miglioramenti per l’accampamento che potranno essere attuati grazie alle donazioni che potreste voler effettuare per rendere più agevole la vita della banda, sbloccando al contempo vantaggi non indifferenti per voi.

Scheda

  • Data di uscita / 26/10/2018
  • Sviluppatore / Rockstar Games
  • Produttore / Rockstar Games
  • Doppiaggio / Inglese
  • Sottotitoli / Italiano
  • Giocatori offine / 1
  • Giocatori online / ---
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