Spyro Reignited Trilogy - Recensione

La saga di Spyro torna ad infiammare le nostre console

di Emanuele Di Petta / venerdì 23 novembre 2018 / Recensione

Poco più di un anno fa abbiamo visto il tanto amato Crash Bandicoot tornare sulle console di nuova generazione con un’operazione decisamente interessante. La collection dell’intera trilogia originale proponeva un remake che però non andava ad intaccare in nessun modo la natura originale dei titoli, riproponendo di fatto la stessa esperienza semplicemente con un comparto grafico ricreato da zero. Il successo commerciale di questa operazione, mista tra il recupero di un grande classico e la volontà di risvegliare la nostalgia degli appassionati, ha spinto Activision a puntare per l’anno 2018 sul ritorno di un’altra grande mascotte Sony di fine anni novanta ovvero Spyro, affidando il lavoro al team di Toys for Bob, famosi per aver realizzato i videogiochi di Skylanders. Il draghetto viola è quindi pronto ad infiammare le nostre console con un remake dei tre titoli originali della saga: Spyro The Dragon, Spyro 2: Ripto’s Rage e Spyro 3 Year of the Dragon racchiusi in un'unica collezione sotto il nome di Spyro Reignited Trilogy.

Il modus operandi utilizzato per la realizzazione di questa trilogia è pressochè identico a quello della Crash N’Sane Trilogy,con la differenza che il team di Toys for Bob, non avendo potuto avere accesso al codice dei titoli originali, si è ritrovato a dover realizzare totalmente di propria mano i mondi di gioco attraverso uno studio attento delle ambientazioni e un enorme quantitativo di ore passate a giocare. Il risultato, lo anticipiamo già, è un lavoro di puro artigianato videoludico, una fantastica operazione di recupero che, grazie ad una profonda consapevolezza della materia originale, è riuscita a restituire un prodotto fedele alle intenzioni degli autori storici, arricchendola di dettagli grazie alle possibilità offerte dal motore grafico Unreal Engine 4. Chiunque di voi abbia giocato ed amato i titoli originali non potrà che rimanere stupito davanti ad un mondo perfettamente familiare nella struttura di mappe e nemici, ma così arricchito e rivisitato nella sua estetica da risultare nuovo e visivamente d'impatto. Le ambientazioni, che in passato soffrivano a causa dei limiti tecnici di molti spazi vuoti e a tratti anonimi sono stati arricchiti di dettagli, a partire dall’erba che è modellata a fili e di diversa lunghezza a seconda delle ambientazioni, fino alle strutture stesse, ricche di dettagli aggiuntivi come decorazioni, quadri e ornamenti.

Toys for Bob però ha deciso di spingersi ulteriormente oltre andando a modificare alcuni aspetti della produzione originale, in particolare i draghi del primo capitolo sono stati completamente rivisitati e dotati di una migliore caratterizzazione visiva: alcuni di essi possiedono abiti e oggetti legati al mondo a cui appartengono ed in generale guadagnano tutti un’espressività visiva paragonabile ai migliori film d’animazione moderni. Lo stesso si potrebbe dire anche per i personaggi dei capitoli successivi come Hunter ed Elora che adesso possiedono un design molto più fiabesco e definito. Anche il nostro protagonista ha ricevuto un restyle grafico che lo facesse assomigliare di più alle opere originali, allontanandosi quindi dallo stile che aveva assunto negli ultimi Skylanders, con tratti più morbidi ed animazioni fluide. Impossibile anche non citare il grandioso lavoro svolto nella gestione delle ombre e dei giochi di luce (totalmente assenti nei titoli originali) che riescono a fornire una maggiore immersività nelle ambientazioni. Queste, grazie a tutti gli elementi di cui vi abbiamo parlato, vanno a confezionare un prodotto in grado di restituire perfettamente le emozioni dei videogiochi storici ma che, di fatto, presenta un art design superiore e più espressivo degli originali. Stesso discorso si può estendere anche al sonoro, con gli effetti audio perfettamente simili ai titoli Playstation One e le musiche riproposte in una versione definita “riaccesa” curate dallo stesso Stewart Copeland, compositore della storica trilogia (è comunque possibile in qualsiasi momento passare alla musica dei titoli originali). Un plauso finale anche alla localizzazione italiana, completamente rifatta e finalmente all’altezza.

Elogiate quindi le indubbie qualità artistiche di questa riproposizione è il momento di parlare del gameplay vero e proprio che, come abbiamo accennato nell’introduzione, è rimasto praticamente invariato. Preparatevi quindi, per i pochi che non conoscessero i titoli in questione, ad una collection di platform di fine anni novanta con tutti i pro e i contro del caso. Parliamo nello specifico di una struttura, in particolare per il primo capitolo, molto semplice basata sul completamento di livelli con la possibilità di recuperare all’intero di essi le gemme, veri e propri collezionabili necessari per completare al 100% il gioco, ed altri piccoli segreti disseminati per le mappe. Già a partire dal secondo capitolo e ancora di più con il terzo, le meccaniche iniziano a diventare più complesse con abilità da sbloccare (e conseguente necessità di backtracking), sfide da completare nei livelli stessi e possibilità di utilizzare più personaggi in missioni specifiche. Come ogni gioco di questo genere è possibile una fruizione su più livelli, potendo infatti decidere di accontentarvi e concludere il livello arrivando alla fine mentre recuperate i collezionabili più in vista, oppure dedicarvi alla raccolta completa di gemme e al completamento delle sfide, cosa che ovviamente andrà ad aumentare in maniera considerevole il vostro tempo di gioco.

Scheda

  • Data di uscita / 13/11/2018
  • Sviluppatore / Toys for Bob
  • Produttore / Activision - Blizzard
  • Doppiaggio / Italiano
  • Sottotitoli / Italiano
  • Giocatori offine / 1
  • Giocatori online / ---
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Platform su PlayStation 4, Xbox One

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