Star Wars: Gli Ultimi Jedi - Versione Home Video - Recensione

Stavolta avranno usato la Forza?

di Andrea Piaggio / martedì 24 aprile 2018 / Recensione

La scelta di creare un settimo episodio che fungesse da sequel ma al contempo anche da remake dell’amatissimo primo film datato 1977, è stata molto criticata dai milioni di fan cresciuti con la trilogia originale. Perché narrare nuovamente una storia fondamentalmente identica quando la prima funzionava già a meraviglia? Se avete visualizzato il segno del dollaro non posso darvi torto, ma la speranza che ci fosse qualcosa di davvero nuovo da mostrare al pubblico non era da scartare. Con Star Wars: Gli Ultimi Jedi qualcosa effettivamente si è mosso per mostrarci nuovi eventi che non ricalcassero quanto visto in passato; il problema però è che queste novità potrebbero non funzionare comunque.

Anche dopo aver distrutto la Morte Ner… ehm la base Starkiller, i Ribell… ehm la Resistenza viene inseguita dal Primo Ordine, ma invece di nascondersi su un pianeta ghiacciato, finiscono per essere intrappolati nello spazio con una serie di navi a corto di carburante. Nel frattempo Rey ha rintracciato Luke Skywalker e ora vuole essere addestrata per contrastare la sua nemesi Kylo Ren, il quale a sua volta è ancora scottato dalla distruzione della Starkiller. Se tutto questo vi ricorda a grandi linee L’impero Colpisce Ancora, dovreste aver capito che anche stavolta quello che ci vogliono narrare ci era già stato raccontato. Cambiando alcune circostanze si rimane comunque sorpresi quando alcuni eventi vengono anticipati rispetto ad un Episodio IX o semplicemente vanno in modo diverso. Il risultato, a dirla tutta, non sembra portare a chissà quale variazione ma aiuta lo spettatore a restare sveglio quando la vicenda sembrava già nota al 100%.

Le sorprese arrivano tutte grazie ai personaggi classici, con battute e scene d’impatto che solo la presenza del personaggio più celebre di Mark Hamill poteva garantire. Qualche altra sorpresa a riguardo è presente ma come tale, è giusto lasciarla scoprire a voi. La principessa Leia di Carrie Fisher ci regala un’ultima interpretazione che, purtroppo, non può dirsi memorabile per colpa di scene abbastanza piatte e di dialoghi molto semplici che sentono la mancanza del vecchio capitano del Falcon. Mentre la sceneggiatura elimina senza pietà qualche personaggio storico negandogli una fine degna della fama che lo aveva portato fin lì, i due droidi più famosi del cinema sono ancora al loro posto, lasciando però la gran parte del lavoro al piccolo BB-8, loro erede che per questioni di marketing deve catalizzare l’interesse del pubblico più piccolo. Tra tutti i nuovi personaggi introdotti in questa nuova, futura trilogia, è comunque uno dei più riusciti.

Sì perché quando si inizia a parlare dei nuovi eroi che dovranno prendere le redini della saga, ci si imbatte in un bel pasticcio, visto che nessuno di loro sembra in grado di reggere il peso e lo spessore degli eroi originali. La protagonista Rey passa gran parte del tempo a fare l’apprendista di Luke, combattuta tra lato chiaro e lato oscuro e senza mai dimostrare di poter essere la nuova speranza della Galassia. Finn appare come il disilluso che vuole solo sopravvivere, finendo per accompagnarsi con un nuovo personaggio che combina più problemi che altro, mentre Poe Dameron è il solito pilota di caccia eroico e testardo che non rispetta gli ordini. Tutti stereotipi poco approfonditi e soprattutto già visti un po’ dappertutto e che, in uno Star Wars, avremmo voluto vedere solo se dotati di battute spiritose e di scene appassionanti. Le prime non sono pervenute, mentre le seconde sono presenti a sprazzi. Gli effetti speciali sono eccellenti com’era ovvio aspettarsi, e le battaglie spaziali, così come la fuga dalla città casinò di Canto Bight, sono un bello spettacolo visivo che però non colpiscono mai davvero il cuore. La più intensa e bella da vedere è comunque la battaglia finale sul pianeta desertico Crait, visivamente meritevole per le grandi nuvole rosse alzate dalle navi che solcano quelle terre, oltre che per la battaglia che si svilupperà.

La vera piaga di questa trilogia si conferma però essere il personaggio di Kylo Ren, un antagonista così infantile che invece di temerlo come accadeva con l’originale Darth Vader, fa venir voglia di sfotterlo a più riprese. Quando le cose non vanno come vuole lui (quindi mai) sembra una bimbetta petulante che inizia a gridare e a tirare oggetti. Alcune rare scene che lo vedono protagonista tentano di mostrare il tormento per un giovane che non sa come comportarsi per via dei suoi trascorsi, ma la debolezza di questo passato e i capricci fatti nelle scene precedenti fanno precipitare quel poco di credito guadagnato attraverso la scena. Chiunque abbia pensato di sostituire Darth Vader, uno dei più grandi cattivi nella storia del Cinema, con questo completo impiastro, ha avuto una delle peggiori idee di sempre. La vera vittima di Kylo Ren probabilmente è il povero Adam Driver che ha dovuto interpretarlo, visto che gli è toccato uno dei personaggi più fastidiosi che mi vengano in mente. Almeno Jar Jar Binks nasceva come mal riuscita spalla comica; Kylo Ren invece dovrebbe essere un villain di spessore che, già dal precedente film, si rivela involontariamente molesto al limite del comico.

La versione da noi visionata è la Steelbook comprendente sia il blu-ray standard, sia quello in 3D, sia un terzo supporto sempre blu-ray che contiene invece un gran numero di contenuti speciali. Il comparto tecnico è in tutti i casi di ottima qualità, con un formato 2.39:1 che prevede le bande nere sopra e sotto lo schermo senza però danneggiare in alcun modo la visione. Il livello dell’alta definizione è elevato, con un bit rate che passa dai 25Mbps delle scene spaziali ai quasi 40Mbps di quelle sui pianeti, e con una codifica che rimanda ottimi colori e definizioni in qualsiasi situazione, da quelle più movimentate ai primi piani. Nonostante la durata del film sia di circa due ore e mezza, sul blu-ray sono presenti varie tracce audio tra cui le più curate sono quella originale inglese in DTS-HD HR 7.1 e quella in italiano che può arrivare a sfruttare anch’essa il 7.1 attraverso un Dolby Digital Plus. Quella originale è più potente, ma anche quella italiana se la cava bene. I sottotitoli sono presenti in entrambe le lingue, più altre che probabilmente non userete mai.

Tra gli extra di questa edizione si conta il commento audio lungo tutto il film del regista e sceneggiatore Rian Johnson, sottotitolato in italiano e presente sul disco del film in 2D. La stragrande maggioranza dei contenuti è invece presente sul terzo disco completamente dedicati ad essi. Il più imponente è Il Regista e gli Jedi, un making of di un’ora e mezza abbondante che getta uno sguardo su tutta la produzione. In dieci minuti L’equilibrio della Forza esamina gli avvenimenti sull’isola di Luke, prendendo in esame anche alcuni eventi della passata trilogia e Kylo Ren. L’analisi delle scene ci mostra come sono state create e pensate tre scene spettacolari come quella iniziale, la fuga da Canto Bight e la battaglia finale su Crait, il tutto per circa quaranta minuti. I cinque minuti di Andy Serkis Live! (Solo per Una Notte) ci mostrano la performance reale del celebre attore che ha prestato le sue movenze al Leader Supremo Snoke in una scena chiave, mentre nelle Scene Eliminate troviamo circa 23 minuti composti da quindici sequenze tagliate dal montaggio finale, sigillando una serie di extra che supera le tre ore, senza contare il commento audio al film.

Se siete arrivati fin qui avrete capito che Star Wars Gli Ultimi Jedi è un film con grosse lacune, capace di incanalare il pubblico in sala più per il nome che porta sulla locandina rispetto al suo valore intrinseco. Se ci dimenticassimo che si tratta di un capitolo ufficiale di Star Wars e non si tenesse in considerazione il grosso sforzo produttivo che sta dietro alla parte tecnica, il film sarebbe già finito nell’archivio immaginario in cui finiscono tutte quelle pellicole che alla fine della visione non lasciano nulla di concreto. Facendo invece parte di un progetto enorme che coinvolge anche generazioni differenti, non può che alimentare la fiamma del dibattito tra chi ha conosciuto il vero Guerre Stellari e, parafrasando, afferma che “questi non sono i film che stavamo cercando” e i nuovi giovani spettatori che potrebbero preferire queste uscite alle precedenti perché più moderne (seppur il ritmo e la storia siano tutt’ora fantastici e, infatti, ripresi senza ritegno in questa nuova versione). I vecchi fan non gradiranno neppure questo Episodio VIII, seppur la strada del remake non sia stata totalmente percorsa, mentre chi vuole assistere ad uno spettacolo spaziale pieno di luci e botti potrebbe anche essere soddisfatto, sempre che i suoi desideri non comprendano caratteristiche come la qualità di storia, dialoghi e/o personaggi.

Pro

- Alcune scene con i personaggi storici

- Battaglie spaziali

- Tantissimi e interessanti extra

Contro

- Trama scopiazzata dal passato

- Dialoghi piatti

- I nuovi personaggi non convincono mai

- Kylo Ren è involontariamente comico

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Scheda

  • Data di uscita / 13/12/2017
  • Regia / Rian Johnson
  • Produttore / Lucasfilm
  • Doppiaggio / Italiano - Inglese
  • Sottotitoli / Italiano - Inglese
  • Musica / John Williams
  • Attori / Daisy Ridley, Mark Hammill, Carrie Fisher, Adam Driver, John Boyega
  • Genere / Fantascienza
  • Durata / 152
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