Super Mario Odyssey - Recensione

Mario mette il suo sigillo di qualità su Switch

di Andrea Piaggio / venerdì 17 novembre 2017 / Recensione

Quando Nintendo Switch è uscita, è stata accompagnata da quel capolavoro di The Legend of Zelda: Breath of the Wild. Per qualcuno quel singolo titolo poteva sembrare troppo poco per capire il reale valore della console e non era raro sentire frasi del tipo, “vediamo che succede nei prossimi mesi”. L’obiettivo di moltissimi scettici o comunque di giocatori che non volevano rischiare un abbaglio, magari perché scottati da Wii U, era il nuovo Super Mario Odyssey, il gioco che avrebbe riportato sotto i riflettori il piccolo idraulico baffuto come non si vedeva dall’incredibile Super Mario Galaxy 2. Ora la nuova Odissea della mascotte Nintendo è finalmente arrivata in pompa magna e dopo tante ore giocate e, soprattutto, tante Lune raccolte, è giunta l’ora di raccontarvi cosa ne pensiamo di questo titolo tanto atteso e spesso bramato.

Ve lo devo dire? Ok: Bowser rapisce Peach e Mario intraprende un viaggio per riportarla in salvo. Per l’ennesima volta la storia ci dà il solito pretesto per rimetterci in movimento tra monete e blocchi, con l’unica differenza che ora il Re dei Koopa vuol fare le cose in grande, organizzando addirittura il matrimonio con la principessa del Regno dei Funghi. Nel tentativo di salvataggio che vedremo nel filmato iniziale, il cappello del nostro Mario farà una brutta fine, ma verrà immediatamente rimpiazzato dal celebre Cappy, copricapo parlante che è poi la più grande novità di quest’avventura. Con la sua sorellina rapita anch’essa da Bowser per adornare la testa di Peach al matrimonio, Cappy si unisce a Mario per fargli rimettere in funzione la Odyssey e iniziare così la missione di recupero. Per chi se lo stesse chiedendo la Odyssey che dà il nome al gioco altro non è che una sorta di astronave a forma di cilindro che servirà ai due eroi per viaggiare tra i mondi che ci porteranno da Bowser. Per volare però avrà bisogno di energia, e l’unico modo per alimentarla sarà caricare nel suo serbatoio delle Lune che potremo trovare nei luoghi in cui approderemo.

La progressione attraverso il gioco avviene in due fasi abbastanza distinte. Appena arrivati in un mondo si ha una “missione principale” da portare a termine, solitamente legata all’inseguimento di Bowser o dei suoi scagnozzi che qui svolgono il ruolo di wedding planner. In questa fase ci si muove seguendo una sorta di “strada” più o meno tracciata che ci fa attivare alcuni checkpoint, utili in seguito per il viaggio rapido, oltre che esplorare in modo comunque abbastanza superficiale la zona di quel momento. Una volta completata questa prima parte che ci farà finire in tasca un quantitativo di lune che non supera la decina, si torna alla Odyssey per verificare se un nuovo mondo è a portata della nostra nave. Se lo è, ci si può imbarcare verso la prossima meta e affrontare le sue “missioni principali”, altrimenti occorrerà soffermarsi un po’di più. Premesso che andando avanti occorreranno Lune extra rispetto a quelle recuperabili seguendo solo la trama, va anche detto che finire il gioco limitandosi a recuperare quelle necessarie a proseguire si potrebbe definire un comportamento criminale. La scelta di non bloccare mai il giocatore la trovo giusta nei confronti dei più piccoli che potranno così avanzare, scoprendo sempre mondi nuovi, ma un vero giocatore troverà il vero motivo per continuare a giocare con Super Mario Odyssey nell’esplorazione.

Mario è sempre Mario e ogni sua nuova uscita riesce ad apparire familiare tanto a chi lo segue da 30 anni, quanto per chi lo ha conosciuto solo oggi. Super Mario Odyssey però, riprende il concetto esplorativo visto prima in Super Mario 64 e poi in Super Mario Sunshine. Gli ultimi giochi del protagonista, compresi i due Galaxy e Super Mario 3D World, erano molto più limitati in questo ambito, fornendoci livelli con punti d’inizio e altri d’arrivo. Stavolta il concetto è simile solo quando si affrontano le missioni che per comodità ho definito principali. Il fatto è che le Lune presenti in un singolo mondo possono superare anche la cinquantina, facendo subito capire quanto la loro caccia sia fondamentale per godersi al massimo il gioco. Essendocene in totale più di 800, non tutte sono legate a boss da sconfiggere o a punti difficili da raggiungere, ma possono saltare fuori anche da attività apparentemente più semplici. In alcune zone dovremo raccogliere cinque frammenti di Luna per farne comparire una intera, un po’ come accade con le monete rosse. In altri casi basterà avere un buon colpo d’occhio nello scovare Captain Toad e in altri ancora basterà calciare più e più volte quella che potrebbe sembrare una semplice pietra. Di esempi ne potrei fare molti altri, ma servirebbero solo a rovinarvi il piacere della scoperta, una caratteristica che rende Super Mario Odyssey unico nel suo genere. Arrivare in un nuovo mondo infatti elettrizza per la novità in sé che ci obbliga a conoscere una nuova mappa, ma anche per le possibilità offerte, spesso legate a doppio filo a Cappy e alla sua abilità di Cap-Tura.

A dispetto delle decine di giochi che integrano level up, abilità da acquisire e più in generale una progressione sempre più dettagliata, Mario rimane lo stesso per tutta la sua Odissea. Addirittura rinuncia ai classici power up come il Super Fungo, il Fiore d Fuoco, la Campanella o la Foglia, limitandosi alla raccolta di monetine e di cuori in grado di ripristinare la sua salute, normalmente limitata a tre tacche. All’inizio così come alla fine, Mario sarà quindi sempre lui, con la stessa capacità di salto e le stesse manovre che abbiamo imparato a conoscere negli anni, tra salti in lungo e altri a parete. Nonostante questa apparente immobilità, la varietà è spinta all’estremo grazie al potere di Cappy di prendere possesso di nemici e di elementi dello scenario, portando per esempio il nostro nel corpo di un Goomba, piuttosto che in quello di un Pallottolo Bill. Ecco così che Mario potrà appilarsi su altri Goomba nel primo caso e volare per la mappa nel secondo, superando situazioni più o meno complesse ma, soprattutto, permettendogli azioni che, se usate nel modo giusto, potrebbero farci scoprire Lune nascoste. Le trasformazioni eseguibili sono decine ma tutte contestuali, così che non vi trasformerete mai in qualcosa di inutile nella zona in cui siete. Questo concetto spinge ancor di più sul pedale dell’esplorazione, portandoci a battere palmo per palmo ogni possibilità. La cosa geniale è che spessissimo questa nostra curiosità verrà premiata in qualche modo, fosse anche uno scorcio bellissimo da fotografare nella nuova modalità Foto. Ah sì, non vanno poi dimenticate le monete speciali di ciascun mondo, presenti in numero limitato e utili per comprare i vestiti speciali di quella zona. Agghindare Mario con un costume da bagno o con una maschera da immersione sarà spesso fine a se stesso, ma non mancheranno occasioni in cui un costume specifico vi aprirà le porte a sfide altrimenti inaccessibili.

Scheda

  • Data di uscita / 27/10/2017
  • Sviluppatore / Nintendo
  • Produttore / Nintendo
  • Sottotitoli / Italiano
  • Giocatori offine / 1 - 2
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