Sword Art Online: Fatal Bullet - Recensione

Un nuovo inizio nel mondo di GGO

di Emanuele Di Petta / martedì 27 febbraio 2018 / Recensione

La trasposizione in forma videoludica di anime di successo non è certo una novità per il mondo dei videogiochi, e non poteva ovviamente mancare all’appello l’acclamatissimo brand di Sword Art Online che negli ultimi anni ha fatto tanto parlare di sé. Nato da una serie di light novel scritte da Reki Kawahara e pubblicate nell’anno 2009, Sword Art Online deve gran parte del suo successo all’adattamento anime che nel corso di due stagioni è riuscito a conquistare le attenzioni di un’enorme fetta di pubblico. Tra persone che lo idolatrano difendendolo a spada tratta e detrattori pronti a sottolinearne ogni minimo difetto, la serie, indipendentemente dalla sua qualità effettiva, si è rivelata uno dei maggiori successi commerciali degli ultimi anni. Proprio per questo motivo, a partire dal 2013, il brand ha visto con cadenza annuale varie incarnazioni videoludiche, attraverso una serie di capitoli di qualità altalenante che non hanno mai effettivamente espresso appieno il forte potenziale dato dall’opera originale. Per questo motivo quest’anno lo sviluppo dell’ultimo Sword Art Online: Fatal Bullet è stato affidato ai Dimps (celebri per lo sviluppo dei famosi picchiaduro Dragon Ball Xenoverse e Street Fighter V) con l’obiettivo di effettuare un salto di qualità importante grazie ad un’ambientazione rinnovata ed un nuovo sistema di combattimento.

Per chi non conoscesse la serie animata dovete sapere che essa si ambienta in un futuro non troppo lontano, in cui la realtà virtuale ha subito un’evoluzione tecnologica talmente avanzata da permettere ai giocatori che indossano il casco VR di immergersi totalmente, attraverso l’analisi delle stimolazioni cerebrali, in mondi virtuali online in cui vivere le proprie avventure e interagire con gli altri giocatori. Tra i tanti mondi fantasy e fiabeschi vi è però un mondo più tetro ed oscuro chiamato GGO (acronimo di Gun Gale Online), un universo distropico che strizza maggiormente l’occhio al gusto occidentale e dove gli onorevoli duelli di spada lasciano il posto a scontri a base di granate e armi da fuoco. Proprio questa ambientazione a metà tra il post-apocalittico e il fantascientifico diventa il luogo dove si svolgeranno le vicende di questo nuovo titolo. Per la prima volta all’interno della serie videoludica non vestiremo direttamente i panni dei protagonisti dell’anime, bensì di un avatar personalizzato creato da noi stessi attraverso un ottimo editor di facile e comodo utilizzo che ci permetterà di realizzare in breve tempo il nostro alter ego in formato digitale. Al nostro primo avvio saremo accolti nell’hub centrale di gioco da Kureha, una nostra amica d’infanzia che ci ha invitato ad iscriverci al gioco per aiutarla all’interno di una nuova missione che verrà rilasciata a breve dagli sviluppatori di GGO. Sarà lei nelle quasi due ore di tutorial (non stiamo scherzando, purtroppo) a condurci per le vie della città spiegandoci le meccaniche fondamentali, ma anche introducendoci al contesto del mondo di gioco, cosa che sarà ben gradita per chi non ha mai visto la serie animata. In poco tempo faremo anche amicizia con i protagonisti della serie animata (Kirito, Asuna e compagni) e faremo la conoscenza, a causa di un imprevisto durante l’esplorazione di un dungeon, di ArFA-sys Type-X, un’androide programmato per obbedire e assistere il proprio padrone, ovvero noi. Scopriremo andando avanti con la trama che proprio questa androide sarà la chiave per poter svelare il mistero della SBC Flügel, la gigantesca nave spaziale aggiunta con l’aggiornamento per il quale ci aveva convocato Kureha.

Lo sviluppo della trama, nonostante le buone premesse, si perde inizialmente in una semplificazione eccessiva che ci porterà semplicemente attraverso le varie aree di gioco con l’obiettivo di recuperare i frammenti di memoria per l’ArFA-sys in modo che possa aprirci la via per la SBC Flügel, senza troppi imprevisti sul nostro percorso, per poi complicare le cose nelle fasi finali introducendo dal nulla alcune situazioni e personaggi presi di prepotenza dall’arco narrativo di GGO della serie animata. Tutte queste introduzioni forzate, specialmente poiché aggiunte verso i tre quarti della campagna, rendono il tutto fin troppo confusionario e disomogeneo, ma non impediscono comunque l’arrivo ad un finale sicuramente non indimenticabile, ma di buon livello anche dal punto di vista emotivo. Tuttavia, proprio in virtù di una corposa metà molto lineare, sarebbe stato piacevole accompagnare alla trama una caratterizzazione dei personaggi più marcata, che purtroppo viene a mancare. I protagonisti della serie non vengono sviluppati quasi per nulla, restando nella loro mediocrità esattamente come nell’anime, e anche le nuove aggiunte, tranne per la parentesi di Kureha che sviluppa un bel percorso nel tentativo di riscattare se stessa, risultano tutte piuttosto anonime e dimenticabili. È compresa nel discorso anche la nostra androide (la quale potremo rinominare e cambiare d’aspetto a nostro piacere) che cade purtroppo nella macchietta tanto cara al pubblico nipponico della “Kawaiiko”, con atteggiamenti dolci e infantili che trascorre il tempo nel vano tentativo di comprendere le relazioni e la psicologia umana. Nonostante i difetti sopracitati, in qualche modo il gioco riesce comunque a tenere vivo l’interesse di proseguire e siamo certi che i fan, che sicuramente non si aspettano dalla serie chissà quali risvolti psicologici, apprezzeranno invece i tanti piccoli approfondimenti che il gioco riserva all’ambientazione di Gun Gale e ai personaggi principali.

Scheda

  • Data di uscita / 22/02/2018
  • Sviluppatore / Dimps
  • Produttore / Bandai Namco Entertainment
  • Doppiaggio / Giapponese
  • Sottotitoli / Italiano
  • Giocatori offine / 1
  • Giocatori online / 1 - 8
  • Raggiungi la pagina ufficiale

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