The Legend of Zelda: Breath of the Wild - Recensione

L'epica avventura che stavamo aspettando

di Andrea Piaggio / venerdì 24 marzo 2017 / Recensione

La serie di The Legend of Zelda è sempre stata magica. Oltre alle sue vicende e alle sue ambientazioni lo ha dimostrato ai giocatori di tutto il mondo con una qualità dei titoli ufficiali che nella peggiore delle ipotesi era solamente ottima; il fatto poi che Ocarina of Time sia spesso considerato il gioco più bello di sempre sta lì a dimostrarlo. Il mio approccio con il nuovissimo The Legend of Zelda: Breath of the Wild è stato quindi molto cauto, evitando di prendere in mano il controller in entrambe le presentazioni svoltesi su Wii U a luglio scorso e su Nintendo Switch a poche settimane dall’uscita. Del gioco insomma non volevo sapere nulla, sfidando le notizie che si accavallavano su internet e cercando di evitare qualsiasi informazione che potesse sporcare la mia esperienza quando sarebbe stato davvero tra le mie mani. Questo per dirvi che ho provato a scrivere il qui presente articolo nel modo più oggettivo possibile, lasciando però un bel po’ di spazio anche alle emozioni che il titolo Nintendo sa scatenare nel cuore di chi lo gioca. Ovviamente cercherò di fornirvi le informazioni sufficienti per motivare il voto che troverete in fondo, ma non vi dirò nulla che possa privarvi del piacere di scoprire per conto vostro l’infinità di contenuti proposti che, anche stavolta, ravvivano la vera magia dei videogiochi.

A questo punto di solito vi parlo della trama, ma anche qui non credo che vi serva sapere nulla di particolare. C’è l’eroe che andremo ad impersonare chiamato Link, nome stavolta ufficiale e immodificabile per via del doppiaggio (poi ci arriviamo), c’è la Principessa Zelda e c’è il regno di Hyrule da salvare dalla Calamità Ganon. Punto. Tutto quello che saprete da me si ferma qui per cercare di mantenere viva la filosofia che sta alla base del gioco: la scoperta. Breath of the Wild è infatti un gioco che dal primo istante vi invoglia ad esplorare il mondo che vi circonda, ponendovi dei limiti ma facendovi sempre capire che potranno essere superati in qualche modo, offrendo spesso più alternative. L’idea è quindi quella che nessuno vivrà l’avventura che io ho vissuto, semplicemente perché nessuno raggiungerà i titoli di coda avendo fatto la strada di qualcun altro. Questo potrebbe essere vero per qualsiasi free roaming, ma in Breath of the Wild si raggiunge una liberta incredibile, dettata dal modo in cui noi approcciamo il mondo, ma anche in cui il mondo approccia noi. Per essere più chiari, quando si ricevono indicazioni su luoghi da raggiungere, non esiste un GPS o un indicatore futuristico che ci segna la strada più breve per arrivarci. Avremo solo un punto sulla mappa (neanche sempre…) e una vastissima parte del mondo da attraversare, nel modo che riteniamo più opportuno. E mentre il sole tramonta, le condizioni atmosferiche cambiano e si raggiunge la zona che porterà avanti la vicenda, vi capiterà di incontrare nemici, scoprire luoghi da visitare e più in generale, esplorare un mondo di gioco impressionante per varietà e situazioni.

Queste affermazioni le avrete già sentite in molte altre uscite, ma vi posso assicurare che non sono mai state più vere di così. Oltre alle sorprese standard come imbattersi in accampamenti di Boblin, scoprire rovine dimenticate o essere assaliti da quelli che sembrano veri e propri boss, con tanto di grossa barra delle energie, ci sono situazioni e momenti che s’innescano grazie ad un dinamismo ambientale fuori dal comune. Breath of the Wild crea un mondo dove esiste il vento, il fuoco, i fulmini e la forza di gravità con le sue leggi. Vedere due Boblin sotto di noi può portarci a scendere per ingaggiare un combattimento classico, può spingerci a colpire con arco e frecce oppure, se avvistiamo un masso nei paraggi, possiamo usarlo per spingerlo per farlo rotolare verso i nemici ignari. Allo stesso modo, mi è capitato di trovare un accampamento nemico in fondo ad una gola verso cui convogliava un forte vento. Scagliando una freccia a cui ho dato fuoco in un vicino bivacco, ho colpito dell’erba secca nei dintorni e ho lasciato che il vento spingesse le fiamme verso la postazione dei miei avversari, permettendomi di evitare del tutto la battaglia e di raccogliere i tesori in completa sicurezza una volta che l’incendio si era estinto. Tutte queste possibilità non vengono palesemente spiegate, lasciando al giocatore quella voglia di sperimentare che in molti (troppi!) giochi manca al giorno d’oggi. La mancanza di indicazioni su come raggiungere un luogo e queste possibilità che si ampliano andando avanti nell’avventura e ottenendo oggetti speciali, ci mandano un messaggio molto chiaro: Breath of the Wild non chiude l’avventura all’interno di regole di gioco, ma bensì le declina in regole di vita quotidiana, dove se chiedi a qualcuno le indicazioni te le dice a voce ma non ti aggiorna una presunta mappa. Allo stesso modo, se cerchi un luogo nel mondo di Hyrule, ti conviene salire su una zona rialzata per osservare con il cannocchiale quello che ti circonda. Se poi trovi qualcosa d’interessante, allora sarai tu a mettere un segno sulla tua cartina, sapendo così dove si trovano luoghi per cucinare e riposare, piuttosto che nemici molto forti da battere.

Scheda

  • Data di uscita / 03/03/2017
  • Sviluppatore / Nintendo
  • Produttore / Nintendo
  • Doppiaggio / Italiano
  • Sottotitoli / italiano
  • Giocatori offine / 1
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