The Vanishing of Ethan Carter - Recensione

La misteriosa libertà di Red Creek Valley

di Simone Aquilecchia / giovedì 08 febbraio 2018 / Recensione

Oggigiorno le avventure grafiche non attirano granché l'utenza media ma in qualche modo riescono a sopravvivere grazie al contributo del mondo indie. Non offrono solitamente un gameplay attraente o modalità online, ma forse proprio per queste mancanze gli sviluppatori possono concentrarsi per creare storie mozzafiato, colone sonore immersive e grafiche notevoli. Tra i tanti titoli rimasti nel buio dell'anonomiato, uno è riuscito ad emergere grazie ad un'ottima riuscita in tutti e tre i punti precedentemente citati. The Vaniscing of Ethan Carter è un titolo creato da The Astronauts, sviluppatore che chi apprezza questo genere ha probabilmente sentito nominare; non è un'avventura grafica sterile poichè presenta enigmi da risolvere, ma fa della narrativa e della storia il suo punto focale.
È un gioco in prima persona, il cui scopo è farvi immergere il più possibile nella storia e nel mondo che vi circonda. Lo stesso gioco comincia con una frase estremamente peculiare, ossia:

Questa frase descrive il gioco in modo perfetto; non vi è un HUD, delle mappe o delle bussole. Ci si ritrova immersi e soli in questo mondo, volenti o nolenti. Vestiremo i panni di un investigatore del paranormale piuttosto rinomato, Paul Prospero, in grado di vedere i fantasmi o, come sono definiti da lui, frammenti di ricordi lasciati in questo mondo. Ormai alla fine della nostra carriera riceviamo una lettera da un nostro fan, il sedicenne Ethan Carter, nella quale ci chiede il nostro aiuto. In essa sono citati fatti che un normale ragazzino non dovrebbe conoscere ed è questo a spingerci ad affrontare questa nostra ultima indagine.
Così ci ritroviamo a Red Creek Valley, dove dovremo cercare Ethan e provare a capire cosa infesta questo luogo. Già dai primi minuti in questo posto inizieremo a capire che la situazione è più complessa di quanto potessimo pensare, con misteri e crimini da risolvere con il nostro dono.
Più proseguiremo più capiremo che non tutto è come sembra e dovremmo usare anche la nostra intelligenza per capire cosa succede, andando oltre ai fatti che si susseguono sullo schermo.

Il gameplay è abbastanza basilare, sullo stile di molti giochi con enigmi a stampo investigativo.
Si possono identificare due tipi di enigmi: i principali riguardano la storia e dovremo analizzare la scena di un crimine, ricostruirla e poi sfruttare i “fantasmi” per comprendere cos'è successo; gli altri invece sembreranno indipendenti dalla trama e secondari e saranno di più tipi differenti.
La parte più importante del gameplay del titolo è la completa libertà nell'esplorazione. I limiti della mappa saranno presenti ma saranno estremamente vaghi e vasti, rendendoli non percepibili al giocatore.
Questa completa libertà si sposa bene con il genere, rendendoci possibile un immersione realistica nel luogo e nel personaggio. Va fatto notare però che questo metodo spinge il giocatore a cercare di risolvere tutto il possibile e la sensazione di aver lasciato indietro qualcosa non è delle più belle, anche perchè il backtracking, se non alla fine, sarà abbastanza frustrante; anche correndo infatti si procederà abbastanza a rilento e tornare in una zona, ad eccezione di particolari casi, non sarà così rapido. Alla fine del gioco comunque ci verrà fornita una mappa per tornare nei pressi degli enigmi secondari che abbiamo mancato in modo da poterli risolvere. Ciò che veramente manca al titolo, come in molte altre avventure grafiche, è la longevità. Una volta concluso non resta molto da fare e non si sentirà la necessità di rigiocarlo, dato che anche gli enigmi secondari si possono recuperare, senza lasciare nulla per una possibile seconda run. Anche l'arco narrativo si sarà esaurito e gli enigmi saranno ormai noti, così come le sue soluzioni.

Tra i punti di forza di questo titolo, come in molte avventure grafiche che si rispettino, sono presenti musica e costruzione dell'ambiente. Molti possono sottovalutare questi fattori ma sono, insieme alla narrativa, il cuore pulsante delle avventure grafiche. Benchè le musiche non siano memorabili come altri titoli che ho avuto il piacere di giocare, sono molto buone, lavorano in maniera ottimale con l'ambiente e riescono ad avvolgere il giocatore.
Per quanto riguarda l'ambientazione, va di pari passo con la grafica spettacolare, rendendola senza dubbio un esempio per quanto riguarda la creazione di un mondo e la sua gestione nel compartimento artistico.
Il fatto inoltre che a differenza di altri titoli non si venga portati per mano o costretti a seguire un percorso obbligatorio troppo evidente rendono questi paesaggi ancora più notevoli. Più di una volta mi sono fermato per cercare uno scorcio particolare o un gioco di luci. Le immagini che trovate su questa recensione sono state tutte prese direttamente dal gioco come screenshot, dunque perfettamente fedeli alla grafica che si può ottenere con un computer di fascia medio-alta.

Nella versione Xbox One appena rilasciata il titolo gira su Unreal 4 e la qualitò grafica non sorprende più del dovuto. Bisogna però ricordare che l'uscita originale per PC si basava interamente sulla versione precedente del motore grafico, l'Unreal 3 e solo dopo, all'uscita su console, è stato fatto il passaggio. L'essere riusciti a creare un lavoro talmente notevole a livello grafico con un motore superato è un merito non da poco: sono stati in pochi infatti ad averlo saputo sfruttare al pari di The Astronauts, considerando tra l'altro il loro essere indipendenti. Nel caso vogliate provare il gioco su PC, sappiate che potrete ottenere entrambe le versioni con un unico acquisto, con il più recente che allunga il suo titolo con la parola Redux.

Questo titolo mi divide a livello personale: da una parte adoro come è stato creato il mondo, la trama e il lato artistico. Dall'altra, forse perchè ho finito il titolo in una sola sessione, mi ha lasciato dubbioso. I puzzle principali alla fine non sono poi così diversi tra di loro, rendendo l'avanzamento nella storia principale piuttosto sbiadito rispetto sopratutto alla varietà che si trova negli enigmi secondari.
È purtroppo, come altri titoli simili, un gioco da giocare una volta sola e poi accantonare, dato che rigiocarlo non aggiunge nulla a quanto già visto, suscitando anche un po' di noia.
Ritengo dunque che questo titolo sia un must per chiunque ami godersi l'atmosfera, perdersi in una buona narrazione per quelle tre o quattro ore o sia un fanatico della grafica fatta bene.
A tutti gli altri lo consiglio comunque, ma magari sfruttando un qualche sconto: il suo particolare stile potrebbe non soddisfare il giocatore comune e la sua scarsa longevità potrebbe risultare eccessiva per il prezzo pieno di circa 20 euro

Pro

- Grafica stupenda e paesaggi notevoli

- Narrazione ispirata

- Musica ottimale

- Libera esplorazione

 

Contro

- Poco longevo e rigiocabilità quasi inesistente

- Enigmi a volte ripetitivi

Redazione

8,0

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Scheda

  • Sviluppatore / The Astronauts
  • Doppiaggio / Inglese
  • Sottotitoli / Italiano
  • Giocatori offine / 1

Avventura grafica su PlayStation 4, Xbox One, PC

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