Valkyria Revolution - Recensione

Spin-off in tutto e per tutto

di Andrea Piaggio / mercoledì 05 luglio 2017 / Recensione

Tra gli strategici più emozionanti e ben realizzati del mondo console c’è indubbiamente l’indimenticabile Valkyria Chronicles. Idee originali si fondevano con una narrazione e un approfondimento psicologico molto giapponese, ma anche molto coinvolgente. La sua uscita risale però all’epoca PlayStation 3 e solo grazie ad una remastered davvero valida e a buon prezzo, è stato possibile far scoprire questa perla del 2008 ai giocatori di PS4. Con i suoi due seguiti che non hanno convinto come l’originale, si è pensato di produrre Valkyria Revolution, uno spin-off che cambiasse parecchi elementi cercando di accontentare un po’ tutti. Un compito arduo e, come vedremo, non perfettamente riuscito.

La narrazione di questa nuova avventura è strutturata come un lungo e giocabile flashback. Nel centenario della liberazione del proprio paese, uno studente si interroga su chi fossero i cinque Traditori che un secolo fa hanno scatenato una tremenda guerra. Troverà risposta nelle parole di una sua insegnante, la quale gli racconterà la loro storia, spiegando cosa hanno davvero fatto e come è stata riportata la pace sulle loro terre. Attraverso le parole della donna torneremo agli anni in cui verrà scoperta la magnite, un minerale preziosissimo che porterà ad una sorta di rivoluzione industriale. Il suo uso nella tecnologia e nella magia sarà la scintilla del conflitto, facendoci giocare le battaglie dal punto di vista dei Traditori e mostrandoci filmati e retroscena che ci faranno conoscere il loro mondo e le loro motivazioni. Il primo problema di questo titolo viene a galla proprio per via di questa voglia inesauribile di raccontarci gli eventi. Personalmente sono il primo a volersi godere un bell’approfondimento inerente un universo così vasto e complesso, ma quando questo significa assistere per interminabili minuti a inutili ciance tra commilitoni, o comunque a discorsi che girano eccessivamente intorno al punto prima di affrontarlo, allora il ritmo ha un problema non da poco. Una maggiore asciuttezza nei dialoghi, così come veri e propri tagli nelle battute pronunciate, avrebbero fatto bene alla progressione e avrebbero agevolato la fruibilità, specie nelle prime ore, tempo in cui si viene sommersi da parole di ogni tipo e al contrario, si gioca molto poco.

Arrivando invece al gameplay vero e proprio, possiamo dire con certezza che questo spin-off non è più uno strategico, tanto meno a turni. Ora la nostra squadra, composta da un massimo di quattro elementi, si muoverà liberamente per le zone riprodotte, potendo attaccare, parare e schivare in tempo reale. L’unica limitazione sta nel consumo di una barra che regola la frequenza con cui potremo colpire, ma la sua ricarica in appena due o tre secondi non influisce in modo significativo sul vostro approccio alla battaglia. La maggior parte degli attacchi avverranno attraverso l’arma principale che, qualsiasi sia il personaggio scelto, sarà comunque da mischia. Spade, asce, lance e molto altro saranno la vostra fonte primaria di danno nei confronti del nemico, obbligandovi a raggiungerlo per attaccarlo in corpo a corpo come in un classico hack ‘n slash. Alcune meccaniche dei cari vecchi turni tornano unicamente quando di preme il tasto del menu e si ferma l’azione per usare un’arma secondaria, una granata o una magia opportunamente equipaggiata. Questa scelta dona un pizzico di strategia all’azione, permettendo per esempio di eseguiore un attacco ad area quando di è circondati, ma c’è la sensazione che molto del potenziale del gioco rimanga inespresso per via di un livello di difficoltà piuttosto basso.

Dovendo attaccare prevalentemente in corpo a corpo, caricare a testa bassa i nemici per poi colpirli rapidamente diventa la soluzione migliore. Così facendo si scopre presto che i soldati avversari hanno un’IA piuttosto basilare, influenzata da stati d’animo come panico e incertezza. Ciò è scatenato dall’uso di un’arma o di una magia, ma a conti fatti, questa variabile non modifica nulla in termini di gameplay. Al massimo dovrete raggiungere un soldato nemico che scappa, ma nulla più. Andando avanti queste situazioni vengono leggermente ridimensionate grazie all’arrivo di nemici e macchinari bellici più potenti, ma l’aver inserito questo genere di variazioni pensate per uno strategico, non lascia alcun segno visibile in questo gameplay action diametralmente opposto. Anche il sistema di potenziamento delle armi e di crafting per gli equipaggiamenti, lasciano il tempo che trovano per via di una superficialità in campo che ricorda in modo abbastanza netto quello dei musou, con la differenza che stavolta ci saranno meno truppe davanti al vostro naso.

Anche questa volta i possessori di console domestiche si trovano a doversi adeguare ad un titolo sviluppato per girare anche su PS Vita. La volontà di creare una versione portatile (comunque non rilasciata in Europa) ha limitato visibilmente la realizzazione del mondo di gioco, racchiudendolo in location limitate che ospitano modelli poligonali fermi alla generazione scorsa. Questo incide negativamente anche sulla già menzionata lentezza narrativa: le cut scene infatti propongono dialoghi con personaggi statici e inespressivi che non enfatizzano gli eventi e le situazioni che vorrebbero raccontare. Un doppiaggio senza picchi particolari e i sottotitoli presenti solo in inglese, rendono poi abbastanza pesante la scelta di aver ridimensionato questo capitolo per farlo uscire anche su console portatile. Alcuni lati positivi comunque sono presenti e tra questi c’è una valida colonna sonora che accompagna ogni momento e rende epiche alcune battaglie contro i boss, e il filtro grafico utilizzato anche questa volta per rendere le immagini una sorta di dipinto su tela. Infine è sempre un piacere vedere all’opera gli artisti nipponici quando si parla di design, sia quando è rivolto ai personaggi, sia quando deve dare forma a boss e mini boss affrontabili durante le missioni.

Valkyria Revolution potrebbe essere una piacevole sorpresa e una interessante variazione per chi vuole provare un gameplay immediato e leggero, magari prendendosi una pausa da quello più ragionato degli strategici, ma non soddisferà gli appassionati della serie regolare, perché le meccaniche non hanno nulla a che vedere con quella. Passate le prime ore, la lentezza narrativa lascia più spazio alle fasi giocate, ma bisogna capire se questo tipo di gameplay fa davvero al caso vostro. La semplicità nell’avanzare per buona parte dell’avventura rende il gioco appetibile anche agli inesperti, ma i tanti testi da leggere in inglese potrebbero frenare molta gente. Inoltre dispiace constatare la lentezza esagerata della trama, poiché la storia, presa nel suo complesso, propone parecchi argomenti spinosi e diverse zone grigie che mettono in moto il cervello del giocatore, più di quanto faccia la parte giocata. Se questa trama fosse stata utilizzata per creare uno strategico come il capostipite, ora si parlerebbe di un nuovo imperdibile titolo per gli appassionati di giochi strategici e anime. Così com’è invece può intrattenere per parecchie ore i meno esigenti, ma i fan potrebbero vederlo principalmente come un’occasione sprecata, anche se si considera l’apprezzabile prezzo budget a cui è venduto già dal day-one.

Pro

- Storia complessa e approfondita…

- Combat System immediato…

- Ottima colonna sonora

- Prezzo budget

Contro

- … ma dialoghi troppo lunghi

- … ma lontano dagli eccellenti standard strategici

- Graficamente limitato dalla versione PS Vita

- Quando arriverà un altro Valkyria strategico?

Redazione

7,0

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Scheda

  • Data di uscita / 30/06/2017
  • Produttore / Koch Media
  • Doppiaggio / inglese
  • Sottotitoli / Inglese
  • Giocatori offine / 1
  • Giocatori online / ---
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Azione, Hack and slash, RPG su PlayStation 4, Xbox One

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