Abbiamo incontrato Robert Kirkman, Cory Walker e Ryan Ottley - Speciale

Un trio davvero... Invincibile!

di Giovanni Campodonico / venerdì 02 novembre 2018 / Speciale

Durante Lucca Comics 2018, siamo riusciti a partecipare all'intervista collettiva di Robert Kirkman, Cory Walker e Ryan Ottley, il team creativo dietro il grande successo di Invincible, uno dei fumetti di supereroi meno convenzionali di sempre, edito in Italia da Saldapress, e che è giunto alla sua conclusione in Italia giusto questo mese.
La prima domanda posta ai nostri autori è stata infatti come abbiano reagito alla fine della serie. Robert si è dichiarato soddisfatto, sono stati 15 anni di pubblicazioni molto bellli, anche se la sensazione è ovviamente agrodolce. Anche perchè, ha detto ridendo "Ora ho meno da lavorare". Verso la fine, erano spuntate nuove idee per nuove storie, ma sono state ormai dimenticate, quindi va bene così, no?
Per tutta la durate dell'intervista, abbiamo potuto osservare come il signor Kirkman sia una persona molto espansiva e carismatica.

Noi di GameSailors, abbiamo colto l'occasione di ricordare al nostro della sua prima opera, Battle Pope, e Kirkman ci ha fatto sapere che quest'anno proverà a farlo portare in Italia, poichè è molto triste di non averci mai potuto proporre una serie così folle e fuori di testa. Speriamo che questa non sia stata una risposta del tutto ironica.
Ne abbiamo approfittato anche per chiedergli con quali autori avrebbe piacere collaborare, e la risposta è stata immediata: è molto contento del suo team, ma gli piacerebbe lavorare con Stuart Immonen (da lui definito uno dei migliori sulla piazza), Arthur Adams, Andy Kubert e Sara Picchelli.
Visto che Kirkman ci avrebbe poi abbandonato in una mezz'ora, la maggior parte delle domande sono quindi state poste solo a lui. Gli sono state chieste notizie sulla serie animata e sul film tratti da Invincible.
Ovviamente, non gli è stato possibile dirci troppo, ma sappiamo che entrambi i progetti vogliono essere fedeli al fumetto, il più possibile. E questo vuol dire tenere dentro anche l'iperviolenza tipica dello stile di Kirkman che, ridendo, ci ha ricordato che la sua serie di supereroi è molto più sanguinolenta della sua serie sugli zombie. La serie animata ed il film avranno due scopi diversi, ma Kirkman spera di riuscire a trasformare il film singolo, in una serie più o meno lunga.

A proposito di serie, è stato chiesto del destino di Outcast e della sua cancellazione. Kirkman non ha detto esplicitamente che la colpa è stata dello studio di produzione, la Cinemax, ma è possibile che la ristrutturazione del canale, abbia portato varie difficoltà, che hanno portato la serie a chiudere anche con buoni ascolti. E comunque, alla fine, ha detto esplicitamente che la colpa è stata della Cinemax...
Si è poi passati al primo grande successo dello scrittore, The Walking Dead. Anche dopo 15 anni, Robert coninua a macinare storie su storie, e spera di andara avanti per molto altro tempo con questa serie, promettendoci una valanga di grandi cambiamenti. Non è mancato poi un momento per parlare della manifestazione e del nostro paese, con un affezionato "Mi piace molto tutto. Punto a mangiare un sacco di pizza", oltre a numerose congratulazioni alla manifestazione lucchese.
Sul finire dell'intervista, si è parlato di cinecomic, e di come sia bello che esista un'industria che porta in vita un universo interessante come quello dei supereroi. Il film Marvel a Kirkman piacciono, quelli Dc... meno. Ma è molto ansioso di vedere il nuovo Aquaman, ed è rimasto deluso dal recente Venom.
Si è poi parlato delle influenze di Kirkman, e di consigli da dare a giovani sceneggiatori.
A Kirkman piacciono molto Stephen King, Richard Matheson, Kurt Busiek, Bob Fingerman, e tanti autori completi come Frank Miller ed Erik Larsen. Ha poi consigliato agli autori giovani di fare, fare, e poi ancora fare. E di non annoiarsi. Perchè se si annoiano, lo fa anche il pubblico.
La palla è poi passata a Walker ed Ottley.

Ottely lavora attualmente per la Marvel, ed è molto contento di lavorare sull'Uomo Ragno, anche se non può più disegnare iperviolenza. Nelle sue storie però, il nostro porta anche un po' di Invincible, grazie al suo stile unico, che rende Peter Parker, una sorta di Mark Grayson alternativo, ed è per Ottley un modo per non sentire la nostalgia dei suoi personaggi. Come Kirkman prima di lui, Ottley ha anche elogiato il suo predecessore alle redini grafiche dell'Uomo Ragno, Stuart Immonen.
Noi di Gamesailors abbiamo chiesto a Walker se gli piacerebbe ridisegnare qualche personaggio mainstream, ma ci è stato risposto che nella mente del nostro ora c'è solo fare qualcosa di nuovo. Ha infatti nel cassetto un progetto top secret, ma famigliare.
A Walker l'idea che Invincibile sia finito piace perchè dà forza alla storia e, con modestia, ci ha parlato della sua doppia pagina spettacolare finale che mostra la crescita di un personaggio del fumetto.
E su queste note, la conferenza si è chiusa con un fragoroso applauso, e la certezza che anche se l'avventura di Invincible è finita, l'avventura di questi tre titani del fumetto, sarà ancora molto lunga.

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