E3 2019 - Conferenza Bethesda - Speciale

Due nuove IP e DOOM Eternal dominano la Conferenza

di Andrea Piaggio / martedì 11 giugno 2019 / Speciale

Dopo un anno per certi versi difficile per Bethesda (leggi Fallout 76), la compagnia americana si è presentata sul palco dell’E3 più decisa che mai a proporre nuovi modi di giocare. Come ha avuto modo di dimostrare, i suoi studi hanno inventato un sacco di tecnologie e di generi, pertanto un po’ di fiducia le si può concedere. Nella mia mente, la sua conferenza in questo E3 2019 è divisibile in due parti: la prima, poco ispirata e con parecchi aggiornamenti più o meno interessanti per i giochi già usciti, e la seconda in cui sono state rivelate due nuove IP e ci si è concentrati su un titolo molto atteso. Vediamoli insieme.

La prima parte, dicevo, non ha brillato per contenuti, pur espandendo molte uscite amate dal pubblico. Il mondo di The Elder Scrolls si amplia in varie direzioni, con The Elder Scrolls Blades che, dopo essere stato reso disponibile su mobile e tablet, approderà nei prossimi mesi anche su Nintendo Switch. Dal 27 giugno avremo poi l’espansione per il card game The Elder Scrolls Legends chiamata Moons of Elsweyr che, seguendo l’esempio dell’espansione appena uscita per TES Online porterà i draghi anche in questo spin-off. E parlando dell’espansione Elsweyr per TESO, sono stati annunciati i periodi di rilascio dei due raid che continueranno le avventure nelle terre dei Khajiit, con Scalebraker in arrivo ad agosto e Dragonhold in arrivo a novembre. Purtroppo nulla di nuovo sul capitolo numero 6 della serie regolare, che comunque dovrebbe arrivare solo dopo l’uscita di Starfiled, altro grande assente di questa presentazione.

Passando ai mondi distopici diverse parole sono state spese su Fallout 76, dimostrando di credere ancora nel titolo, così come lo sta facendo la sua bellissima community. Il gioco è stato raffinato, ripulito e arricchito e per dimostrare quanto Bethesda creda in questo progetto propone in questi giorni una free trial in cui tutti potranno scaricare e provare la discussa uscita. Non mancheranno nemmeno qui aggiornamenti di vario tipo tra cui Nuclear Winter, che andrà ad aggiungere contenuti senza richiedere alcuna spesa da parte dell’utente, visto che sarà completamente gratuito. È poi stato mostrato un trailer sul nuovissimo Captain Keen, titolo mobile che si rifà ad uno dei primissimi giochi creati da id Software, adattandosi allo schermo e alle dinamiche degli smartphone. Il suo look cartoon merita sicuramente almeno una prova. Infine è stato svelato il primo contenuto scaricabile (a pagamento) di Rage 2 chiamato Rise of the Ghosts, attraverso un trailer scanzonato e scemo in cui si annunciano una nuova storia legata ad una nuova fazione, una nuova regione, nuovi veicoli, un mech armato, nuove abilità e nuove armi.

Qui inizia per me la seconda e più interessante parte della conferenza Bethesda, partendo subito con un nuovo gameplay trailer di Wolfenstein Youngblood: viene nuovamente nominata la caratteristica cooperativa del titolo, ma ci si concentra principalmente sulla velocità e sulla fluidità degli scontri, con una serie di azioni e dinamiche non proprio originali ma sicuramente emozionanti. Aspettiamo di saperne di più, specie in termini di durata, quando il gioco uscirà il prossimo 26 luglio. Arriva poi il momento di Tango Gameworks che si presenta sul palco attraverso il mitico Shinji Mikami. Stavolta però non si tratta di un terzo The Evil Within, ma bensì di GhostWire – Tokyo, nuova e misteriosa uscita in cui gli abitanti della capitale giapponese semplicemente svaniscono per motivi sconosciuti. Non è ancora chiaro chi saremo e come potremo risolvere queste sparizioni, ma la frase finale, pronunciata da un ninja dotato di arco, ci dice di non temere l’ignoto, ma di attaccarlo.

Forse ancora più interessante Deathloop, seconda IP presentata in questa occasione e sviluppata da Arkane (quelli di Dishonored per capirci). Nel trailer cinematico presentato vedremo due personaggi chiamati Colt e Juliana intenti ad uccidersi l’un l’altro in un mondo in cui il tempo è da loro manipolabile. In pratica ogni volta che un protagonista muore per mano dell’altro, ritorna in vita sapendo come è avvenuta la sua dipartita, potendo quindi controbattere all’assalto della sua nemesi. Con Colt che vuole spezzare questo circolo e Juliana che vuole mantenerlo intatto, si crea un qualcosa che gioca con il tempo in modo originale, in una sorta di “Ricomincio da capo” in cui voleranno proiettili a profusione. Le parole dello sviluppatore inoltre hanno subito evidenziato che la liberta di approcci sarà garantita anche questa volta, anche se non è stato mostrato in alcun modo il gameplay. Probabilmente potremo scegliere con quale personaggio giocare, ma il resto, a parte la probabilissima natura FPS del gioco, rimane un mistero che non vediamo l’ora di scoprire.

Prima di arrivare al pezzo forte, è stato presentato Orion: non un gioco ma una software che, quando inserito all’interno di un gioco, permetterà di migliorare lo streaming, compattando i dati in uscita e garantendo quindi risultati migliori anche per chi non è dotato della più performante connessione internet. Vedremo come sarà accolto ma potrebbe facilitare ulteriormente la diffusione di questa pratica oggi tanto amata. Infine ecco arrivare DOOM Eternal attesissimo sequel del DOOM del 2016 che, per il 25esimo anniversario della serie si presenta in grandissimo spolvero. Il nuovo FPS in arrivo il prossimo 22 novembre sembra largamente incentrato sulla campagna per giocatore singolo, con l’Inferno che si è riversato sulla Terra. Andando oltre la storia che ad oggi ignoriamo, il gameplay frenetico e ipnotico ritorna ad essere protagonista, con una serie di elementi ambientali che permetteranno ulteriori evoluzioni in aria. Le armi, il DOOM Slayer e i nemici, sembrano tutti caratterizzati alla grande, includendo anche le finisher già viste nel primo capitolo e qui arricchite grazie a nuove animazioni.

L’impressione di avere a che fare con un gioco molto ricco ci sono tutte, così come la consapevolezza di voler creare un titolo che ha dimostrato di dare il meglio mentre si combatte in solitaria. Ciò però non vuol dire che il multigiocatore sia stato completamente abolito, con la possibilità di vedersi invasi da altri giocatori che però arriveranno nel vostro mondo sottoforma di demoni, con le loro abilità e le loro debolezze. In questo modo, pur potendo confrontarsi con altri giocatori, non si perde quel senso di continuità e di frenesia che caratterizza questa uscita. Si segnala inoltra una bellissima Collector’s Edition che comprende il gioco, una cassetta “insanguinata” con i codici per scaricare la soundtrack di questi ultimi due DOOM e un casco da DOOM Slayer indossabile. I contenuti scaricabili invece comprendono espansioni che, al contrario di quanto successo con il primo DOOM, saranno dedicati al single player.

Termina così una conferenza che è partita un po' troppo lentamente ma che, arrivata a metà, ha ingranato bene ed è finita alla grande. Dispiace non sapere nulla di realmente concreto sui due nuovi progetti, così come è confortante vedere che, nonostante tutto, Fallout 76 continuerà ad offrire nuovi contenuti ai giocatori che hanno creduto in lui. Ovviamente DOOM Eternal rappresenta il più grande e atteso progetto di questo 2019, ma non ci sarebbe dispiaciuto un aggiornamento sul misterioso Starfield e sull'atesissimo e single player (?) The Elder Scrolls VI. Dovremo quindi aspettare ancora parecchio e ormai pare scontato il loro arrivo sulla prossima generazione di console. Nel frattempo però, di titoloni da giocare ne abbiamo in quantità.

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