L'idea di Google Stadia ci ha convinto? - Speciale

Un po' di opinioni su Stadia e su quello che offre

di La Redazione / venerdì 29 marzo 2019 / Speciale

Google grazie ad una conferenza interessante, e potenzialmente entusiasmante per l’utente finale, ha deciso di gettarsi a capofitto sul mondo del gaming cercando di riscriverne le regole dalle fondamenta. Una scelta troppo irruenta e pericolosa? Forse, ma le risorse e gli investimenti per Stadia sono considerevoli e sembrano non voler lasciar nulla al caso, sinonimo di un’oculata pianificazione, al netto di informazioni ben più precise e chiare in vista quasi sicuramente dell’E3 di Los Angeles proprio per iniziare fin da subito a fare “a gomitate” con i giganti del mercato. La parola d’ordine per l’inizio di questa nuova era sembra essere proprio lo streaming, con l’offerta di un servizio tramite piattaforma virtuale (in pieno stile Netflix, per dire) che può davvero creare la giusta armonizzazione tra novità ideologica e praticità d’uso.

Davide Ferrati

Dire oggi se il progetto di Google Stadia potrà cambiare il mondo dei videogiochi non è possibile perché sono presenti ancora troppi dubbi. Il punto che reputo più importante sta nel parco titoli che Stadia può offrire, in particolare non sappiamo ancora quali esclusive potrà vantare, potendo così fare la differenza tra un semplice fornitore di giochi e uno che ne crea. Il secondo punto su cui serve più chiarezza è il concetto di streaming garantito in 4K e 60 fps, con una buona connessione. Va sottolineata l’importanza di una buona connessione per usufruire di un servizio che non abbia cali di qualità, fattore sicuramente possibile negli USA, ma molto meno probabile in alcune parti d’Europa. Un esempio banalissimo è la nostra bella Italia, dove ad una Milano connessa e senza grosse difficoltà, si affianca una delle tante provincia dove la fibra non è ancora arrivata. In questo ultimo caso dubito che si riuscirà a raggiungere anche solo la qualità di 1080p senza dover scollegare qualsiasi altro dispositivo. Mi è invece piaciuta la nuova idea in grado di connettere maggiormente la community: Stadia, con l’aiuto di YouTube e dei suoi utenti, ci permette di partecipare in un lampo alla scoperta di un gioco che prima stavamo solo guardando con curiosità. Inoltre la possibilità di far interagire i nostri amici alla partita che stiamo giocando semplicemente con l’invio di un link, è un fattore innovativo che potrà rendere qualsiasi gioco in co-op ancora più dinamico ed immediato. Ora non ci resta che attendere gli sviluppi di questa idea, sia da parte di Google, sia da parte dei competitor come Sony e Microsoft, che dovranno affrettare i tempi per proporci le loro rispettive contromosse.

Alessandro Spallino

Sebbene il gaming in streaming non sia un’invenzione di Google, è piacevole notare come Stadia possegga tutte le potenzialità per ridiscrivere il paradigma stesso del gioco in streaming, consentendo di vivere l’esperienza di gioco ovunque e su qualunque device in nostro possesso. Non ho dubbi a proposito del buon funzionamento del servizio se saldamente collegati alla fibra di casa (per i pochi fortunati possessori della fibra) ma cosa accadrà quando saremo fuori casa? Cosa accadrà quando vorrò giocare sul treno che mi porta a Milano e che attraversa zone con copertura dati pari a zero? Cosa accadrà con un semplice wifi di uno Starbucks? E qualora decidessi di dar fondo ai giga del mio piano tariffario, quale sarà il prezzo da pagare in termini di consumo degli stessi e costo dell’esperienza?
Tra le varie caratteristiche promesse c’è la fortissima integrazione con Youtube, la possibilità di creare un link (esatto, un semplicissimo URL) da inviare agli amici o alla propria community per consentirgli di giocare al gioco in tempo reale, senza tempi di caricamento, su ogni device e ovunque ci si trovi, così come la possibilità di passare senza caricamenti (Google promette solo 5 secondi) dalla visione di un video gameplay su YouTube al gioco vero e proprio.
I pro, come potete facilmente immaginare, sembrano essere davvero tanti ma ci sono anche perplessità non da poco. Il più grande è l’attuale scarsa diffusione della banda larga, strumento che però sarà sempre più diffuso nei prossimi anni. Altra cosa su cui focalizzarsi sono i giochi: eccezion fatta per Assassin’s Creed e Doom Ethernal non sappiamo praticamente nulla se non che ci sono un centinaio di sviluppatori grandi e piccoli al lavoro. La paura di trovarsi di fronte a un catalogo di giochi scarno e di bassa qualità è, per ora, più che giustificata. Senza giochi anche una consoel virtuale non ha senso di esistere, ma sono sicuro che ne sapremo di più nei prossimi mesi.
Con Stadia (e forse potremmo dire anche grazie a Stadia) il percorso sembra essere stato tracciato e pianificato: il futuro del gaming è online ed è in streaming! Indipendentemente dal successo di Stadia è lecito aspettarsi un’evoluzione in tal senso: un mondo in cui i giocatori saranno possessori solo di un semplice pad e potranno videogiocare davvero ovunque si trovino, con chiunque e in qualsiasi situazione. Una sorta di paradiso del videogame che ora forse facciamo un po’ fatica a concepire e quindi anche ad accettare ma che in realtà, sono certo, sarà in grado di portare il gaming ad un livello di importanza e permeazione sociale che non ha precedenti.

Marino Puntorieri

Un nuovo competitor può solo far bene all’intero settore, obbligando gli altri attori come Microsoft, Sony e Nintendo (ma anche i team di sviluppo stessi ad esempio) a muoversi di conseguenza ed aprendo con solidità e versatilità all’innovazione legata allo streaming sotto questo aspetto. Ciò può avvenire anche perché non significa che scegliere Google Stadia impedisca la complementarità con le console (fisiche) nel soggiorno di casa, ma a seconda di un’eventuale positività legata alla bontà delle esclusive e della qualità dei giochi da poter “giocare ovunque”. Proprio questo aspetto, però, si può ritorcere contro come una spada di Damocle e rischiare di far fallire il tutto sul nascere; la qualità video come può essere garantita nel caso italiano specifico considerando i diversi problemi delle infrastrutture di rete sul territorio? Ulteriore discorso spinoso è il prezzo per un servizio che, se comunicato e percepito in modo errato fin da subito, rischia di non rappresentare più un’alternativa appetibile rispetto ai marchi già ben conosciuti. Proprio per questo continuo a guardare al fenomeno del momento con interesse e perplessità in egual misura; indubbiamente Google Stadia (almeno sulla carta) può rappresentare il futuro del gaming, ma siamo sicuri di considerare un futuro così prossimo?

Andrea Piaggio

Se mi chiedete se Stadia porta con se delle belle idee, sarei pazzo a dirvi di no. Le caratteristiche futuristiche che garantisce, fosse solo la possibilità di avere sempre con sè il proprio parco titoli, sembrano quasi fantascienza. Certo, bisognerà avere la tecnologia adatta (leggi connessione a banda larga ovunque), ma scommetto che anche le madri, le fidanzate e le mogli saranno felici non vedere più aumentare le pile di giochi ovunque, ingombrando spazio sulle mensole di casa. Se però mi chiedete se sono felice di questa rivoluzione, non posso che rispondervi con un secco "no": l'ipotizzata sparizione delle copie fisiche cambierà radicolmente anche il modo stesso di comprare un gioco e, per certi versi, potrebbe sminuirne il valore agli occhi del giocatore. La mia paura è che i giochi ottenuti con un abbonamento possano essere recepiti in modo diverso dal giocatore meno attento, portandolo a dimenticarsi del grande lavoro che risiede dietro di loro e portando ad un acquisto compulsivo e meno ragionato. Inoltre è anche possibile che la qualità generale cali in favore di un sistema che, dovendo proporre giochi nuovi a raffica, utilizzerebbe meno cura prima di immetterli sul mercato. Poi non so voi, ma vedere alla mattina un gioco sul mobiletto della TV mi ricorda che, se non ci sono intoppi, una partita dopo una giornata di lavoro non me la toglie nessuno. Avere quel gioco su un account e poterlo giocare anche nella pausa pranzo dal tablet o dal telefono, gli toglie un po' della magia di cui i giochi e il proprio tempo libero sono fatti. E se a qualcuno sembra che stia rinnegando l'idea di Switch, faccio presente che con la console Nintendo ho un sistema completo che non necessita di una rete, ma solo di una batteria carica.
È probabile che queste possano sembrare le opinioni di un giocatore attaccato al passato (e non lo nego!), ma sono anche quelle che mi faranno provare Stadia per la curiosità, escudendo però un qualsiasi abbonamento "un tanto al chilo", che non fa parte del mio modo di giocare. Per fortuna però non credo che tutto sia perduto per le copie fisiche e per le console in generale: girando su internet si legge di tantissimi giocatori che non vogliono abbandonare un hardware tutto loro in favore dei server dei vari colossi. È quindi molto probabile che i giocatori duri e puri potranno assecondare la loro brama di possesso, un po' come è successo con la rinascita dei dischi in vinile nell'epoca del digitale e, guarda un po', dello streaming.

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  • Data di uscita / 31/12/2019

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