La Compagnia degli Indie: Pocket Quest! - Speciale

JRPG board game? Si può!

di / lunedì 10 aprile 2017 / Speciale

La Compagnia degli Indie ritorna questa settimana, dopo una lunga navigazione silenziosa, per parlare di un gioco leggermente diverso da quelli che siamo abituati a “scoprire” su queste pagine. Sì, perché invece di proporvi un titolo in fase di sviluppo o nella sua versione dimostrativa, stavolta abbiamo avuto la fortuna di mettere le mani su un prodotto completo, fatto e finito. Si tratta di Pocket Quest!, progetto nato e realizzato dall’ingegno dello sviluppatore fiorentino Testament, al secolo Loriano Gori in quasi dieci (!) anni di lavoro su RpGMaker 2003. A costo di suonare come un dinosauro onesto: che volete che vi dica, con la dedizione si raggiungono sempre grandi risultati.

Pocket Quest! propone meccaniche al tempo stesso ambiziose e interessanti, che mirano a mescolare gli elementi classici dei giochi da tavolo con quelle tipiche dei JRPG. Il gameplay che emerge da questa combinazione ricorda molto da vicino “Il gioco dell’oca”, “Monopoli” e tutti gli altri titoli con tabelloni suddivisi in caselle: per spostare il nostro personaggio dobbiamo tirare un dado, il cui risultato corrisponde al numero di caselle che ci è consentito superare, mentre l’icona disegnata sulla tessera di destinazione determina l’evento a cui dovremo far fronte per proseguire. Qui subentra l’anima più “ruolistica” di Pocket Quest!, l’elemento prettamente digitale dei combattimenti a turni attorno a cui ruotano poi tutte le tipologie di caselle, che permettono di potenziare il personaggio pian piano attraverso fasi di grinding mitigate dalla curiosità per le tante caratteristiche da scoprire.

Ed è proprio su questo argomento che vorrei porre l’accento prima di spiegarvi di cosa parla Pocket Quest!. Mi ha sorpreso in positivo notare la grande quantità di caselle, eventi casuali, modificatori e situazioni. Sarò sincero: non me lo aspettavo. A volte capita che si giudichi un libro dalla copertina, ma in questo caso sono contento di essermi sbagliato. Dietro al look “anni ‘80” di Pocket Quest! si nasconde infatti un’esperienza ricca, curata fin nei minimi dettagli e che riesce nel raro intento di non annoiare anche dopo molte ore di gioco. La chiave sta appunto nella casualità del dado, gestita come si deve, nell’immediatezza del gameplay e nei modificatori, che costringono il giocatore ad alterare la propria strategia con cadenza regolare. La grande ironia di cui è pervaso l’intero titolo fa il resto, divertendo l’utente grazie a situazioni al limite dell’assurdo (colme peraltro di citazioni transmediali).

Il comparto narrativo di Pocket Quest! è semplice e senza troppe pretese: prendiamo da subito il controllo di Nono, taciturna e buffa guerriera, accompagnata dalla lumaca gigante Uzu. Dopo un incontro casuale le due decidono di viaggiare insieme per andare alla ricerca di un principe rapito, trovando però sulla loro strada innumerevoli difficoltà e ostacoli. Lungo il tragitto Pocket Quest! costruisce tuttavia molto bene una lore ironica, con continui riferimenti (anche nonsense) ad altre opere. Un punto di forza che supporta ottimamente il gameplay allontanando il rischio noia con i suoi sviluppi inaspettati. Nono dovrà inoltre esplorare diversi ambienti per raggiungere l’agognato principe - e la ricompensa che ne consegue - superando tabelloni vari, caratterizzati da nemici ed imprevisti diversi tra loro.

Il vibe positivo fornito da Pocket Quest! passa però anche attraverso la realizzazione tecnica. Abbiamo detto che si tratta di un prodotto costruito usando RpGMaker 2003, ed è già una notizia sorprendente se si tiene conto delle meccaniche particolari presenti nel gioco. Aggiungiamo una serie di risorse (sprite, musiche, sfx) reperite ovunque sul web e talvolta “estrapolate” da grandi classici degli anni ‘80-’90, per un risultato che ricorda tantissimo gli anime ed i giochi di una generazione (o due) fa. Un’aggregazione che potrebbe a prima vista far storcere il naso, ma che in realtà ben si presta allo scopo di Pocket Quest! che - ricordiamo - è un gioco completamente gratuito. Bene quindi anche sotto questo profilo, perché il buon Testament ha fatto di necessità virtù mescolando con sapienza tanti diversi elementi senza appesantire il suo progetto.

E veniamo ora ai lati negativi, perché da bravo criticone mi stanco di parlare sempre bene dei giochi. Anche quando meriterebbero soltanto applausi, come in questo caso. Tuttavia neppure Pocket Quest! è esente da difetti: il primo, e forse anche l’unico vero neo, è rappresentato da una certa legnosità nel ritmo di gioco, dovuta alle molte animazioni che non è possibile saltare. Se da un lato la varietà di situazioni è sicuramente un elemento positivo, l’alto numero di animazioni (spesso lunghe) rende alcune fasi lente e pesanti. Lo stesso dicasi per i dialoghi, principalmente lasciati alla logorroica lumachina Uzu, suddivisi in piccoli balloon e quindi visualizzati “a piccole dosi”. A questo aggiungo anche il tutorial, che è molto lungo e statico: troppe le pagine da leggere e comprendere per un nuovo giocatore, col rischio di lasciarlo disorientato. Capisco bene la necessità di spiegare le meccaniche di un gioco che richiama i board games, coi loro manuali giganteschi, ma forse un tutorial maggiormente “attivo” per il giocatore avrebbe rappresentato una soluzione più intuitiva.

Al di là di questi dettagli, siamo di fronte ad un progetto encomiabile: non solo perché frutto del lavoro di un singolo programmatore, ma anche - e soprattutto - per la sua complessità. Tecnicamente Pocket Quest! è un piccolo gioiello, se si considera che lo strumento utilizzato è RpGMaker 2003, pensato per tutt’altra (o quasi) categoria di giochi. Il talento di Testament è fuori discussione anche in termini ludici, perché il suo titolo diverte a lungo ed è adatto un po’ a tutti i tipi di giocatori. Mi permetto quindi di promuoverlo a pieni voti e lo consiglio caldamente a tutti coloro che cercano una bella esperienza da gioco da tavolo trasposta in digitale, per di più del tutto gratuita!

Link download - Pocket Quest!

Link - Sito ufficiale

Pro

- Gameplay atipico e ben fatto

- Non annoia

- Completo e gratuito

Contro

- Impossibile “skippare” animazioni e dialoghi lunghi

Vuoi segnalarci un errore? Scrivici qui!