Shadow of The Tomb Raider - Speciale

L'ultimo capitolo della saga di Lara Croft cerca di fare le cose in grande

di Emanuele Di Petta / giovedì 05 luglio 2018 / Speciale

Shadow of the Tomb Raider è stato uno dei protagonisti più importanti della conferenza Square Enix, sia per essere stato il titolo di apertura della conferenza, sia per il grande spazio che è stato dedicato alla presentazione del titolo, che oltre ad un trailer molto coinvolgente ha saputo catturare il pubblico per una lunga sequenza di gameplay atta a svelare le più importanti novità del gioco. In questo articolo ci occuperemo di approfondire quanto più possibile riguardo questo titolo tanto atteso, alla luce di ciò che ci stato mostrato e presentato fino ad oggi, per cercare di avere un quadro quanto più completo possibile sull’ultimo episodio della serie reboot di Lara Croft che uscirà nel prossimo, e ormai vicino, 14 settembre 2018.

Questo titolo rappresenta l’episodio finale della nuova trilogia iniziata nel 2013 che non solo ha il compito di chiudere in maniera degna e altrettanto spettacolare quest’ultimo arco narrativo ma si porta dietro anche la responsabilità di essere l’ultimo atto per giustificare il percorso di maturazione e di crescita che la protagonista dovrà affrontare per diventare la Lara Croft sicura e intrepida che tutti conosciamo dalla saga originale. Proprio per rimarcare questa caratteristica, gli sviluppatori hanno deciso di calcare la mano sulla componente narrativa che, secondo loro, verterà molto più su una componente drammatica, in modo che l’avventura che andremo a vivere possa rappresentare a tutti gli effetti questo atto di passaggio per la nostra protagonista. La storia infatti si svolgerà in America del Sud, incentrandosi ovviamente sul folklore delle culture Maya, Azteca e Inca, ma ponendo particolarmente l’attenzione sulla protagonista, che sarà a tutti gli effetti la causa scatenante di un’apocalisse, risultando, di conseguenza la diretta responsabile della morte di molte persone; una condizione che la porterà inevitabilmente a riflettere e a dover fare i conti con le sue stesse azioni.

Oltre al cambio di tono sul comparto narrativo, Square Enix ha dato anche grande spazio alle novità in termini di gameplay e alla struttura di gioco stessa. La novità più grande è sicuramente rappresentata dall’aggiunta, per la prima volta all’interno della serie, di un vero e proprio Hub di gioco che rappresenterà il punto di snodo tra le varie fasi della campagna. La mitica città di Paititi raccoglie al suo interno le architetture più imponenti e maestose appartenenti alle antiche civiltà precolombiane, andando a costituire quella che per certi versi potrebbe rappresentare l’idealizzazione di El Dorardo. Oltre alle architetture davvero ispirate la città rappresenta anche una vasta area esplorabile in cui incontrare una grande quantità di npc, alcuni di questi svolgeranno il classico ruolo di mercanti, da cui rifornirsi per fare scorta di munizioni, armi e vestiti, ma sarà presente anche un gran numero di personaggi che interagiranno con Lara, fornendo non solo tante informazione sulla storia e la mitologia dei luoghi che visiteremo, ma talvolta potranno fornire anche incarichi secondari (di cui però non abbiamo ancora informazioni, e perciò non possiamo ancora valutarne la qualità) da cui ricevere ricompense aggiuntive.

La nuova location della città di Paititi sembra rappresentare una naturale evoluzione per un gioco che, pur volendo mantenere una forte attenzione sulla componente scenico-narrativa con la presenza di sequenze scriptate e cinematografiche, sta calcando sempre più la mano sugli aspetti rpg e la diversità di approcci. A tal proposito, proprio dal lungo video di gameplay mostrato durante la conferenza appare chiaro come il team di sviluppo si sia concentrato anche all’ampliamento delle fasi stealth che ora godono di una serie di approcci differenti in base alle abilità che avrete deciso di sviluppare nel corso della partita. Lara sarà in grado, ad esempio, di incoccare una freccia avvelenata in grado di stordire uno dei nemici, in modo da renderlo ostile ai suoi alleati. E’ stata anche ampliata in maniera importante l’interattività ambientale, in modo da rendere i movimenti di Lara all’interno della foresta molto più naturali, anche per venire incontro alla maggior libertà di approcci del giocatore che ora potrà muoversi attraverso delle liane oppure appostarsi sulle chiome degli alberi più alti per avere una visione migliore della situazione attorno a sé.

Quella di Shadow of the Tomb Raider non sembra un’uscita che ha come obiettivo quello di sconvolgere il genere d’appartenenza, bensì ha lo scopo di chiudere la nuova trilogia con un titolo che possa rappresentare la maturazione definitiva della strada intrapresa con il primo reboot. Se da un lato dobbiamo renderci conto che il titolo non sembra avere lo stesso mordente dell’ultimo Uncharted di Naughty Dog per quanto riguarda le scene puramente action, dall’altro non possiamo che apprezzare il tentativo di rinnovamento riguardo le meccaniche rpg e l’aggiunta del nuovo hub di gioco. Questo terzo capitolo potrebbe effettivamente rappresentare l’esperienza definitiva per la nuova saga di Tomb Raider che è riuscita finalmente a ritrovarsi un suo spazio grazie alle aggiunte nel comparto rpg che forniranno a conti fatti, un’esperienza molto più completa e varia rispetto ai suoi già validissimi predecessori.

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Scheda

  • Data di uscita / 14/09/2018
  • Sviluppatore / Eidos Montreal
  • Produttore / Square Enix
  • Doppiaggio / Italiano
  • Sottotitoli / Italiano
  • Giocatori offine / 1
  • Giocatori online / ---
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