Batman V Superman: Dawn of Justice-Recensione

Uno scontro fra Titani…che non convince

Dati Tecnici

Sequel de “L’Uomo d’acciaio”, reboot delle origini di Superman, Batman V Superman: Dawn of Justice (da adesso BvS) è un film diretto da Zack Snyder (Watchmen, 300) e scritto da David S.Goyer(Blade, i film di Batman di Nolan) e Chris Terrio (Argo). Il film prende a piene mani da varie storie a fumetti sia di Batman sia di Superman, senza mai però sceglierne veramente una, preferendo fare un mischione piuttosto che un “semplice” adattamento.
Nel film, Clark Kent/Superman (Henry Cavill) viene messo di fronte al suo enorme potere, e come questo possa influenzare il corso della storia dell’umanità. Mentre Lois Lane (Amy Adams), prova a difenderlo, Bruce Wayne/Batman (Ben Affleck), vigilante della città vicina Gotham, decide di prendere un mano la situazione, preparandosi in caso l’uomo d’acciaio diventi una minaccia. Ma forse, dietro questa faida di nasconde lo zampino del magnate Lex Luthor (Jesse Heisenberg Jr). E in tutto questo, cosa può fare Diana Prince/Wonder Woman (Gal Gadot)? In tutto questo, il mondo degli eroi ci viene anche filtrato dagli occhi del giornalista Perry White (Laurence Fishburne) e del maggiordomo Alfred (Jeremy Irons)

Sul fronte doppiaggio, il film è stato gestito dalla Margutta Digital International, su direzione di Marco Mete (che doppia anche Thomas Wayne). Di base, ci troviamo di fronte al classico doppiaggio da film di supereroi, dove i dialoghi sono più letterali che adattati,ma, direi che a parte in un paio di occasioni dove il discorso strideva, il risultato è relativamente buono.
Le voci italiane sono:

Batman: Riccardo Rossi
Superman: Gianfranco Miranda
Wonder Woman: Claudia Catani
Lois Lane:Ilaria Latini
Lex Luthor: Davide Perino
Perry White: Massimo Corvo
Alfred Pennyworth: Mario Cordova

Cosa c’è di buono

Wonder Woman. Per quanto la sua presenza non sia proprio centrale, in ogni scena Gal Gadot ruba i riflettori e li punta su di lei
Ben Affleck è un Batman molto convincente il 70% delle volte. Le scene d’azione sono ben coreografate, e hanno quel tono tamarro che piace a chi vuole vedere un film d’azione.
Di base, non è un film strutturato nei canonici tre atti, e forse è un pregio.
Henry Cavill, per quanto in alcune scene sia sempre abbastanza spaventoso, diventa un Superman più buono, e il suo rapporto con la madre resta la parte migliore del suo personaggio. Il film si rende conto di alcuni errori commessi nella trasposizione del prequel, e prova a mettergli freno. Alfred sembra Robert Downey Junior da vecchio, e non è sempre un male. Bill Finger è nei credits del film  E’ una vittoria, dite quello che volete ma è una maledettissima vittoria.

Cosa c’è di non buono

Il 30% delle volte nel quale il buon Ben non è un buon Batman è quello che conta. Lois Lane non ha il minimo spessore, e così Lex Luthor, un personaggio la cui intelligenza e motivazioni si capiscono solo se si ha idea di chi sia. I comprimari sono tutto sommato inutili per la la prima metà del film, e poi chissenefrega dei comprimari, abbiamo un film da fare.
Il film è monumentalmente lento, e la prima metà scorre con una pesantezza ragguardevole, con una ripresa nella seconda.  I semini che getta per lanciare il sequel sulla Lega della Giustizia sono di un fuori posto abbastanza palese.
La sceneggiatura è fallata sotto molti punti di vista e i dialoghi, sono forse la parte peggiore del film.

Giudizio Finale

BvS è un film che punta a mettere in discussione le nostre aspettative. Se da un lato se ne frega dell’adattare il medium fumetto, preferendo raccontare la sua versione della storia, dall’altro lascia in giro delle citazioni finissime, che stonano un sacco con il tono generale del film. Se da un lato ci vuole presentare la lotta fra due eroi, poi ci presenta un team-up.
  Il problema non sono tanto i personaggi (beh, quel 30% di Batman è un problema per me, e lo sarà per molti appassionati, ma di sicuro non per tutti), quanto la trama, che non va da nessuna parte, con un Batman e un Luthor che fanno praticamente le stesse cose per tutta la prima metà del film, e che prova a prendersi dannatamente sul serio, riuscendo sì in alcuni casi, ma in altri dando palese idea di cosa succederà nelle scene successive. Il colpo di scena del secondo atto l’ho capito tipo subito.
L’altro grande problema sono i dialoghi. Non credo ci sia una frase pronunciata da personaggi, che non voglia essere una pesante metafora sulla vita l’universo e tutto il resto, e su quanto comunque puoi fare quello che vuoi, anche essere un supereroe ma  tanto il mondo fa schifo uguale. Una pesantezza che permea davvero tutti i personaggi, in un esercizio di stile che sembra una citazione continua di un libro di frasi memorabili, piuttosto che un flusso di dialogo reale.
Tutto questo toglie dall’immersione. BvS non è un film che tiene incollati alle sedie, con la voglia matta di sapere dove andrà a parare, perchè è subdolo come un calcio volante nello stomaco, e tu, spettatore, sai già dove andrà a parare. In alcuni momenti prova a trovare delle soluzioni intelligenti, ma il suo voler avere un sottotesto che in realtà è un testo e basta, rende tutto piuttosto ridicolo, anche alcune scene che dovrebbero avere del pathos. Che poi, il pathos in un paio di scene c’è, in un paio di scene il lavoro sui personaggi c’è, ma sono un paio di scene in 153 minuti di un flusso continuo di parole che dovrebbero dirti qualcosa e invece ti fanno guardare l’orologio ed esclamare “Porca vacca siamo solo al primo tempo”. Il fatto che non venga rispettato il medium fumetto è probabilmente una scelta stilistica, che mi sento di appoggiare. Proviamo a raccontare storie nuove, piuttosto che adattare senza sosta, quando sappiamo che tanto non ci andrà mai bene come hai adattato questo o quello.  BvS è un film poco, molto poco divertente, ma interessante. Interessante perchè per ogni passo avanti che fa, come introdurre un personaggio femminile pazzesco come Wonder Woman, ne fa sette indietro mettondo Lois Lane come la tipa da salvare ogni singolo secondo. E’ un esercizio di stile bizzarro, dove il messaggio che il regista e gli sceneggiatori ci vogliono dare, ovverosia “l’umanità è spaventosa, ma forse non troppo” non è un messaggio scemo, però lo sembra da come viene presentato, in un orgia di filosofia da seconda elementare che dovrebbe colpire, ma dopo un po’ annoia. Batman V Superman risulta meglio di Man of Steel, ma non che ci volesse molto, ma ancora lontano dall’essere un bel film di supereroi. Ma anche solo un bel film.

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