Wolfenstein II – I Diari dell’Agente Morte Silenziosa – DLC – Recensione

Chi ci segue sa quanta importanza riserviamo alla modalità Single Player. Il reboot di Wolfenstein del 2014 e il suo seguito uscito giusto qualche mese fa riportavano nel mondo degli FPS proprio quest’anima da giocatore singolo, inserendo una storia e una serie di extra che permettevano di continuare a sparare anche una volta completata l’avventura. L’immancabile Season Pass uscito per The New Colossus espande l’ucronia di MachineGames con tre nuove avventure, più una sorta di prologo che funge da anticipazione. Oggi ci troviamo alle prese con Wolfenstein II – I Diari dell’Agente Morte Silenziosa che, come il primo, propone una breve avventura in tre livelli che alterna scelte azzeccate ad altre meno funzionali.

Alcune tavole in stile fumetto portano avanti l’azione dall’inizio alla fine, raccontandoci la vendetta di Morte Silenziosa, nome in codice di un agente segreto britannico che all’anagrafe fa Jessica Valiant. Una lettera della Resistenza la rivuole in azione per eliminare i tre bersagli nazisti che hanno contribuito a farle perdere un occhio e, soprattutto, hanno ucciso su marito, anch’esso spia al servizio di Sua Maestà.

Partendo da Sacramento inizierà quindi una breve avventura basata su tre distinti livelli che porteranno all’eliminazione dei vari bersagli, oltre che ai nemici che proveranno a difenderli. Non ci sono sorprese narrative di chissà quale genere e l’approccio mentale del giocatore è quello di avere a che fare con tre stage da superare attraversando una strada pressoché guidata. Saltuariamente abbiamo usato la mappa per individuare la stanza da raggiungere per proseguire, ma le aree sono di dimensioni modeste e, ad un livello di difficoltà medio, possono essere superate in circa 30 minuti l’una.

Con livelli sufficientemente semplici ma comunque godibili, gli sviluppatori hanno cercato di inserire varie possibilità per farci sfruttare l’abilità di Morte Silenziosa di passare in piccole feritoie. Questa è la stessa che il nostro Blazkowicz ottiene a circa metà della sua avventura principale e la mancata originalità di questo inserimento smorza un po’ gli animi. Per fortuna sono presenti molte sezioni che fanno uso di questa abilità, permettendo tattiche evasive e stealth molto efficaci. Con una salute che arriva a 100 ma con una corazza di appena 40 punti massimi, nei panni di Jessica Valiant dovremo agire in modo molto più silenzioso rispetto alle spacconate che avremmo potuto fare con Terror-Billy.

La sua pistola silenziata e la sua abilità saranno le più grandi alleate del nostro vendicativo agente: troveremo armi automatiche e shotgun, ma vanno considerate solo come strumenti d’emergenza nel caso scatti l’allarme. E anche così posso assicurarvi che difficilmente riuscirete a risolvere granché vista la salute ridotta. Per venire incontro a fasi stealth più accentuate arrivano in nostro soccorso alcune caratteristiche speciali come un tempo rallentato quando stanno per scoprirci o la possibilità di muoverci silenziosamente alle spalle dei nemici anche senza abbassarci.

Una volta terminato il DLC i livelli saranno aggiunti alla modalità extra che tiene conto dei punti, aggiungendo quindi ulteriori prove a quelle del gioco principale. Ovviamente il gameplay è rimasto lo stesso, con le dovute differenze stealth, ma è anche meno aperto alle sperimentazioni. Jessica è più fragile, ma viene da pensare che sia più limitata proprio perché può contare sono su un approccio stealth e su una delle tre abilità presenti nel gioco base, laddove Blazkowicz metteva a disposizione più possibilità tattiche.

Consideratela quindi come una sfida un po’ diversa rispetto al gioco base, proprio perché dotata di regole inusuali che cambiano il metodo di approccio a sparatorie che sarebbe sempre meglio evitare o comunque terminare il più in fretta possibile. Anche perché spesso scendono in campo nemici corazzatissimi che possono farvi fuori rapidamente anche con salute e corazza (limitata) al massimo.

La revisione di Wolfenstein in chiave quasi unicamente stealth rende interessante l’avventura di Wolfenstein II – I Diari dell’Agente Morte Silenziosa, anche grazie alle sue limitazioni e ai suoi vantaggi sul campo. La presenza di soli tre livelli, peraltro abbastanza brevi, moderano un po’ l’entusiasmo, così come una storia che non mostra nulla di originale. La rigiocabilità può invece contare sulle sfide a punti dei livelli completati, ma difficilmente rigiocherete la storia visto lo scarso coinvolgimento che provoca. Se vi è piaciuto Wolfenstein II: The New Colossus, la possibilità di giocare con alcune regole rivisitate potrebbe farvi gola. Solo non aspettatevi nulla di davvero originale.

Pro
  • – Dinamiche stealth accentuate
  • – Livelli che sfruttano bene l’abilità della protagonista
  • – Livelli extra per le sfide una volta completati
Contro
  • – Solo tre livelli
  • – Approccio meno libero del gioco base
  • – Trama molto classica

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