Tekken 7 – Recensione

Anche se abbiamo dovuto aspettare un po’, questo 2017 si sta dimostrando molto generoso in fatto di picchiaduro. Poche settimane fa è stato il turno di Injustice 2, da pochi giorni su Switch è arrivato l’originalissimo ARMS ma ora tutto è pronto per far salire sul ring l’attesissimo Tekken 7.

La produzione Bandai Namco mancava dai riflettori da un po’ troppo tempo e soprattutto aveva dimostrato di aver perso un po’ di smalto dopo l’incredibile terzo episodio uscito addirittura nell’era della prima PlayStation. Dopo alcuni svarioni stilistici e di gameplay, questa settima uscita vuole dimostrare di aver imparato dai suoi sbagli tornando prepotentemente sul trono. Vediamo cosa ci propone per convincerci.

Questa volta gli sviluppatori hanno scelto di calare i protagonisti all’interno di una storia tamarra, ma anche meno delirante rispetto ai precedenti capitoli. Al centro della vicenda non ci saranno divinità risvegliate o altre situazioni di cui, francamente, ci interessa poco o nulla, bensì il travagliatissimo rapporto tra Kazuya ed Heihachi, due dei personaggi simbolo di questo universo. L’intento di questo settimo episodio tra l’altro è quello di volare molto alto, descrivendo il momento decisivo del conflitto padre/figlio della dinastia Mishima.

Per farlo mette in scena una modalità farcita di filmati più o meno esagerati che si intervallano a combattimenti completamente giocabili. La voglia di copiare il modus operandi di altre etichette occidentali è palese, ma a differenza di quanto succede altrove, la messa in scena di Tekken 7 è molto più trash e folle. Vi basterà vedere le prime scene in cui Heihachi si difende a mani nude da dei missili in arrivo per capire il tipo di sviluppo previsto dalla storia.

Gli scontri non sono da sottovalutare in questo frangente poiché, anche a livello medio, propongono una sfida che può obbligarvi a qualche ripetizione, specie nelle parti finali. I capitoli da completare sono appena tredici e potreste arrivare alla fine in poco più di due ore. La maggior parte di questo lasso di tempo tra l’altro la passerete davanti ai filmati non interattivi che compongono la trama, quindi è chiaro che si potesse fare qualcosa di più a riguardo.

Come potrete immaginare, nella storia non si riescono ad introdurre tutti e 36 i personaggi presenti nel roster, ma cercando di ovviare al problema, si è scelta una strada alternativa poco soddisfacente. In pratica ognuno dei lottatori assente nello story mode avrà appena un combattimento con quello che dovrebbe essere il suo nemico finale. Una volta sconfitto, ci verrà mostrata una veloce sequenza che però non ha nulla a che vedere con i filmati conclusivi delle precedenti uscite.

Qualcuno potrebbe sperare quindi nell’arcade mode, ma anche qui non c’è molto da fare. Con appena cinque combattimenti in sequenza, tra cui qualche “boss”, arrivare alla fine vi porterà unicamente un po’ di crediti in game. A questo punto l’ultimo baluardo del giocatore singolo rimane la Battaglia Tesoro, una serie infinita di match in cui si cerca di migliorare la classifica del proprio personaggio, facendolo combattere contro un’IA sempre più coriacee.

Oltre alla scalata verso i ranghi più alti, alla fine di ogni combattimento otterrete monete e personalizzazioni estetiche per i personaggi, da quelle standard per tutti, fino a quelle specifiche per quel lottatore. Queste non apportano alcun bonus o vantaggio specifico, ma rendono solo più estremi i personaggi da sfoggiare nelle battaglie online.

Ed è proprio online che Tekken 7 dà il meglio di sé, con una serie di modalità che permettono a tutti di divertirsi. Ci sono incontri classificati e non, così come la possibilità di organizzare tornei che seguono le regole di quelli in cui si affrontano i grandi professionisti. Va comunque detto che le possibilità offerte non sono particolarmente varie o originali e a poche settimane dall’uscita i server impiegano ancora un po’ troppo tempo prima di trovare uno sfidante.

Durante questo frangente avrete comunque la possibilità di allenarvi con le mosse del personaggio. Una volta scesi sul ring può capitare qualche problemino inerente la connessione ma il più delle volte si riesce a giocare senza particolari problemi. Combattere contro un amico è però la cosa migliore da fare, ma con qualche ulteriore patch, anche le zuffe online potrebbero diventare perfette. Sono già molto buone, ma la differenza con le battaglie in locale è abbastanza netta.

La ricerca della fluidità e di una pronta risposta ai comandi è fondamentale in un picchiaduro tecnico e nonostante possa essere giocato anche premendo tasti a casaccio, Tekken 7 dimostra la sua natura proprio a chi vuole studiare a fondo i tanti protagonisti. La diversificazione dei lottatori è sempre stata una prerogativa della serie, offrendo stili di combattimento come capoeira, tae-kwon-do, wrestling e pugilato e riuscendo a farli convivere senza difficoltà.

Anzi, in questo settimo Iron Fist Tournament il bilanciamento dei 36 personaggi è altissimo, con mosse per ogni evenienza disponibili per tutti. A questo punto riuscire a vincere diventa davvero una questione di esperienza personale e di conoscenza della move list a disposizione. Qui troverete le tante combo che rendono unici i lottatori, comprese le nuove Rage Art e Rage Drive.

Queste sono quelle che potremmo definire le super mosse di Tekken, disponibili sono quando la propria energia è prossima allo zero. In questo casi si ottiene un boost alla potenza dei colpi, oltre a due modi di usare dei super attacchi che possono essere usati singolarmente o all’interno di combo specifiche. Il risultato è spettacolare e mantiene viva la fiamma di chi si trova in svantaggio, con la consapevolezza di poter ancora ribaltare un incontro dato per perso.

Oltre a questa valida aggiunta sono poi state fatte una serie di modifiche al gameplay in generale. La gestione di calci e pugni attraverso i tasti frontali è un marchio di fabbrica immutabile, ma sono cambiate alcune dinamiche inerenti per esempio le amate/odiate Juggle. Queste sono le mosse che possono tenere in aria un avversario, ma siccome in passato c’era la possibilità di prendere o rifilare colpi senza che il difensore potesse far nulla, si è deciso di limitare questa possibilità.

Scagliare il nemico verso il cielo è sempre possibile, ma ora occorrono mosse specifiche eseguite con tempismo perfetto per poter prolungare l’assalto, senza che però questo possa prosciugare in pochi istanti una barra vitale piena al 100%. Questi tecnicismi non sono certo per tutti, ma Tekken 7 dimostra di sapersi adeguare alle capacità del giocatore come già avvenuto in passato. Da questo punto di vista diventa quindi questione di un attimo cominciare a scalciare con Hwoarang o a sentirsi un grande maestro di arti marziali con Law.

Il roster fa un ottimo lavoro in quasi tutti i versanti, eliminando alcuni “doppioni”, ma dimenticandosi per strada anche qualche vecchia gloria tra cui l’amatissimo Lei Wulong che i fan stanno già chiedendo a gran voce. A parte qualche svista dunque, imparare ad usare tutti i personaggi è un‘impresa a dir poco titanica. Eppure sarà molto semplice ed emozionante muovere i primi passi attraverso il roster mentre si inizia a conoscere quelli che diventeranno i propri preferiti.

Il motore che muove Tekken 7 è l’Unreal Engine 4, tecnologia che si dimostra abile nel creare personaggi grandi e grossi, così come minute fanciulle. L’impatto grafico iniziale non è comunque stupefacente poiché la pulizia video non sembra essere stata la priorità. Osservare un’immagine statica non fa un grande effetto, ma quando si unisce il movimento, la sensazione cambia moltissimo. Il più grande responsabile di ciò è la fluidità, ancorata a 60 Fps e inamovibile durante ogni fase dello scontro.

I frame che compongono le animazioni sono parecchi e rendono davvero fluido anche un movimento banale come un semplice calcio. Ciò si evidenzia maggiormente durante le mosse più intense o prolungate, fornendo tra l’altro un effetto all’impatto che rende davvero dolorose le mosse inflitte. Non è solo l’esplosione dovuta al colpo a fornirci un feedback sull’efficacia, ma anche la reazione di chi incassa che si dimostra concreta e appagante. Le arene si comportano egregiamente, con alcune di esse davvero valide grazie alle luci e all’atmosfera.

Queste non presentano veri elementi interattivi, ma non mancano muri e strapiombi contro cui provare a spingere l’avversario per limitarne i movimenti. Sono presenti poi diversi effetti che riproducono i colpi sul terreno, facendo volare pezzi di pietra e simili.

Ci sono lodi anche per il comparto audio, il quale si dimostra validissimo sia per quanto riguarda le ottime musiche durante i match, sia per i potenti suoni che, uniti all’impatto visivo, restituiscono la grande forza di cui dispongono Heihachi e company. Infine il doppiaggio di ogni personaggio è legato al suo paese di provenienza. In altre parole Nina parlerà inglese, Kazuya giapponese e la new entry italiana Claudio pronuncerà le sue frasi nel nostro idioma.

Tekken 7 è un grandissimo picchiaduro: tecnico ma abbordabile, con un roster vasto e diversificato, con una mezza infinità di mosse e di strategie da imparare e con un combat system assolutamente soddisfacente. Il suo problema, come altri esponenti nipponici, risiede tutto nella quantità delle modalità in cui tutto ciò si può apprezzare. Il giocatore singolo purtroppo casca male, con una storia brevissima che difficilmente vorrà rigiocare e una modalità arcade fondamentalmente inutile per come è strutturata.

L’unico sprone in questo caso è la Battaglia Tesoro, ma l’ottenimento di elementi unicamente estetici potrebbe essere una magra ricompensa. La parte multigiocatore è invece molto più divertente, ma si va a scontrare con un’originalità praticamente nulla e soprattutto con dei server che continuano a dare problemi rallentando gli scontri… Quelli per cui il gioco è da consigliare senza riserve sono quindi quei giocatori che hanno spesso amici per casa da sfidare. Così facendo potrete ingaggiare battaglie spettacolari che tirano fuori il meglio da un grandioso picchiaduro che avrebbe meritato più rifiniture per riuscire a scalzare dai nostri cuori l’indimenticabile terzo capitolo.

Pro
  • – Gameplay eccellente
  • – 36 personaggi ben diversificati
  • – Move list enorme
  • – Grandioso nei Versus da divano
Contro
  • – Pochissime modalità per il giocatore singolo
  • – Online da migliorare e arricchire
  • – Ridateci Lei Wulong

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