NBA 2K23 – Recensione

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I miei primi passi con NBA 2K stato sono stati con la versione 2012 che, guarda caso, aveva Michael Jordan in copertina. L’impatto con quel gioco così simulativo rispetto ad altre uscite mi aveva stordito, ma mi fece capire meglio il vero basket. Oggi, per celebrare l’edizione 2023, NBA 2K23 si appoggia nuovamente a MJ, talento mostruoso il cui numero di maglia corrisponde all’annata. Dietro a modalità di ogni tipo e complessità, quest’edizione segna un netto miglioramento anche nella giocabilità e godibilità generale. Ecco com’è andata!

Torna la Sfida Jordan

NBA 2K23 si apre su un menu apparentemente modesto, in cui sono presenti tutte le modalità che ci si aspetterebbe. Al loro interno troverete una marea di variabili impensabile solo l’anno scorso. Essendo il gioco dedicato a “His Airness” , partiamo dalla Sfida Jordan, una selezione di 15 partite che sintetizzano la grandezza di questo campione negli anni. L’impostazione è molto semplice: per ciascuna partita avremo tre sfide da completare che corrispondono ad altrettante stelline. Una volta ottenuta almeno una stellina, vincendo una partita, segnando un tot di punti o recuperando diversi rimbalzi, sbloccheremo la partita successiva. Ottenere quaranta stelline ci permetterà di ottenere alcuni premi molto succosi per la modalità La Mia Squadra, come una carta Michael Jordan di livello 99.

Al di là dei premi e dell’ottimo gameplay (tra un po’ vi racconto tutto), è l’accuratezza storica a fare effetto. Ogni partita offre un comparto grafico televisivo che rispecchia quello dell’epoca. Troverete un filtro per simulare i vecchi schermi (disattivabile) e la riproduzione fedele di pubblico, grafiche, arene, staff tecnico e giocatori, così com’erano a quei tempi. L’impatto finale è impressionante, perché sembra di essere davvero tornati davanti a vecchi video anni ’80, magicamente diventati giocabili.

La Carriera dispersiva di NBA 2K23

La modalità che invece mi è parsa meno convincente è La Mia Carriera, tentativo di incrociare il mondo del NBA con un MMORPG. La storia principale sarebbe anche migliore di tante altre viste in passato, ma si perde nella realizzazione. Le versioni per PC, PS4 e Xbox One si focalizzano su una nave da crociera, mentre quelle next-gen si ambientano in una città, ma il risultato non cambia granché. Saremo sempre chiamati a muoverci per la mappa per parlare con vari personaggi, mandano avanti missioni principali o secondarie che ci sono sembrate sempre accessorie. Comprare NBA 2K23 e trovarsi ad andare in giro a bordo dello skateboard più lento del mondo, appesantisce la scalata NBA del personaggio che creerete.

Si è scelto di creare anche stavolta un’area comune in cui i giocatori possano divertirsi tra loro in vari modi, ma il risultato non convince. Chi compra NBA 2K23 vuole evidentemente giocare a basket, non fare corse a checkpoint con lo skateboard o muoversi lentamente da un’area all’altra. Ci sono campetti in cui unirsi ai giocatori come si farebbe in quelli reali, ma anche troppe alternative che rischiano di confondere. Inoltre la realizzazione tecnica non è delle migliori e anche con un collegamento internet in fibra ottica, ho assistito a glitch di vario genere. Questa è stata sicuramente la parte meno convincente del pacchetto.

The W centra il bersaglio

A rendere ancora più evidente quanto sia dispersiva La Mia Carriera, ci pensa The W, la sua controparte dedicata al basket femminile. Qui non ci sono hub da esplorare, ma partite da giocare dopo aver creato la propria cestista. Ci sono sfide lanciate da altre giocatrici per aggiungere obiettivi alle partite, ma poi tutto si concentra sul campo, con partite ufficiali ma anche altre d’allenamento. Si sale di livello, si migliorano le caratteristiche e si perde meno tempo in chiacchiere. Qualche cut scene potrebbe anche aggiungersi in futuro, ma il nocciolo di un gioco di basket dovrebbe essere il basket. The W fa esattamente questo. Le giocatrici e il loro modo di muoversi e di creare le giocate poi è molto diverso dal mondo maschile e questo rende questa variabile davvero interessante anche dal lato della pura giocabilità.

Gioca oggi è sempre ricchissimo

Le altre tre modalità probabilmente le conoscete molto bene, ma fidatevi se vi dico che ci sono grosse novità. Gioca oggi è quella che vi permette di scegliere una squadra e di fare subito una partita veloce. Potrete scegliere vari tipi di partita, decidere di allenarvi nei controlli alla 2K University od organizzare partite online. Troverete tantissime squadre che partono dai Celtics di Bill Russell e arrivano al giorno d’oggi, comprendendo che i Team olimpici del 2012 e 2016. Poi, a campionato iniziato, potrete scegliere di giocare anche le partite del momento, con la reale formazione. Nulla di nuovo dunque, ma sempre funzionale.

In NBA 2K23 arrivano le Ere per tornare indietro nel tempo

Ben diversa La Mia NBA, esperienza anche gestionale, che ci concede di prendere il controllo di una o più squadre per gestire interamente il campionato. La grandissima novità, prima di personalizzare le regole e dare il via alla Stagione, sta nella scelta dell’Era in cui volete giocare. In pratica ci sono ben quattro Ere che attraversano gli ultimi 40 anni di questo sport. Potrete scegliere L’Era di Magic Vs Bird, L’Era di Jordan, L’Era di Kobe o l’Era moderna, ossia quella attuale. Se quest’ultima è l’esperienza classica de La Mia NBA, le altre tre ci permettono di giocare e simulare campionati del passato.

Troveremo le squadre del periodo, le regole del periodo (opportunamente riassunte all’inizio) e lo stile del periodo. I filtri visti nella Sfida Jordan, il tipo di commento, di regia, di transizioni e di grafiche, qui tornano per garantirci un’esperienza il più possibile attinente a quel glorioso passato. È un lavoro gigante che lascia nell’appassionato una sensazione di esaltazione e completezza davvero mirabile. Poi, come sempre, potrete personalizzare ogni cosa, compreso aprire agli amici questo scenario per competere in un campionato online condiviso.

Figurine per tutti i gusti

Infine non poteva mancare La Mia Squadra, modalità basata sulla collezione di carte che rappresentano anche i giocatori che potrete schierare. La novità più importante riguarda l’eliminazione totale dei contratti, permettendoci di schierare i giocatori quanto volte vogliamo. Inoltre si aggiunge la modalità cooperativa con amici Tripla Minaccia 3Vs3. La scelta per giocatore singolo si è ampliata anche con partite Clutch Time, match in cui i canonici 24 secondi per segnare, sono stati dimezzati. Ci sono sempre una marea di sfide e di statistiche che coinvolgono anche il ricchissimo multigiocatore competitivo, con tanto di torneo da 250.000 dollari in palio. Infinita per conto suo, questa modalità rende NBA 2K23 titanico, capace di durare anni, prima di aver visto tutto.

Controlli e giocabilità

Come sempre, nonostante le mille modalità, è sul campo che si capisce se un gioco di basket funziona e NBA 2K23 funziona addirittura benissimo. Tutti gli anni ci sono miglioramenti di vario tipo, ma quest’anno è subito evidente che tutto gira meglio, dai movimenti di palla, fino ai giocatori. Muovere Michael Jordan nelle sue sfide è, per esempio, incredibile. A patto di sapere cosa si sta facendo e come gestire il gioco, la sua agilità è, giustamente, fuori misura. Basta prendere il controllo di un altro giocatore per capire la differenza, anche se la giocabilità rimane comunque notevole. I giocatori infatti si muovono meglio e sono più reattivi, è più facile capire quando tentare di rubare palla e quando un passaggio in area potrà essere intercettato. Molte cose si imparano, ma è diventato più comprensibile leggere schemi, eseguire blocchi ed entrare in post.

In questo aiuta il sistema di controllo, molto simile ai precedenti, ma potenziato da un ottimo indicatore del tiro. Stavolta gestire il rilascio è estremamente chiaro, con una barra verticale che va a riempirsi e a svuotarsi e che richiede il rilascio del tasto o della levetta il più vicino possibile all’apice. Anche l’indicatore ai piedi del giocatore con la palla è cambiato. Ora si colora di verde con spicchi rossi nella direzione in un avversario che ci pressa, segnalandoci difficoltà di tiri o di passaggi. Tutte indicazioni che non danneggiano la leggibilità della partita e che anzi aiutano i principianti a rilevare le criticità. Per gli esperti ci sono poi schemi da attuare e manovre da eseguire, offrendo anche a loro un sacco di materiale su cui lavorare.

Il Comparto tecnico di NBA 2K23

Riguardo il comparto tecnico è facile rimanere di stucco. NBA 2K è sempre stato un enorme contenitore di animazioni, grafiche e modellazione poligonale convincente, specie nei casi di giocatori famosissimi. In NBA 2K23, che per la cronaca richiede più di 150 GB in versione next-gen, tutto questo è spinto ancora più in là. Vuoi per la presenza delle diverse annate riprodotte, vuoi per il reale sfruttamento dell’hardware moderno, tutto spinge a creare partite convincenti in ogni aspetto. Possono capitare minuscole compenetrazioni visibili solo guardando e riguardando replay, ma è davvero difficile pensare ad una messa in scena più convincente di questa.

Per il mio gusto personale non ho trovato una sola canzone che mi ha emozionato, ma qui credo di essere io il problema. Notevolissimi gli effetti sonori dei palazzetti e il commentato delle partite, in inglese ma variabile anch’esso in base al periodo storico in cui starete giocando. Tutto il gioco è sottotitolato in italiano (a parte i commenti della partita e i video di 2K Sports) e anche i meni risultano sempre chiari e precisi. Purtroppo ci spiace segnalare che il gioco in versione PC continua ostinatamente a proporre la versione old-gen. Ed è davvero un gran peccato.

Commento Finale

NBA 2K23 riporta in vetta una serie che negli ultimi anni si era un po’ persa. Le microtransazioni ci sono sempre, ma le ho trovate molto meno invasive, specie per chi vorrà giocare modalità come The W e La Mia NBA. La Mia Carriera è la modalità meno convincente ma tutte le altre modalità, compresa La Mia Squadra, fanno di tutto per farci giocare senza sosta. La Sfida Michael Jordan ha poi un’importanza enorme, non tanto per i 15 scenari che propone o per i premi che offre, quanto per aver introdotto le Ere, contenuti che ci aspettiamo di vedere anche nelle future uscite, insieme alla ritrovata e stellare giocabilità. Pur senza avversari, NBA 2K23 ha imparato dai propri errori e quest’anno merita davvero MJ sulla copertina.

Pro
  • – Giocabilità al massimo
  • – Complesso e completo
  • – Tantissime modalità
  • – Le Ere NBA sono una grande aggiunta
  • – Microtransazioni meno invasive
  • – Comparto tecnico maestoso su next-gen
Contro
  • – Modalità La Mia Carriera troppo dispersiva
  • – Versione PC ancora inspiegabilmente old-gen

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