Quantum Break – Recensione

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I Finlandesi Remedy, dopo aver dato i natali all’antieroe Max Payne scrivendo una pagina totalmente nuova degli sparatutto in terza persona, e dopo averci fatto sprofondare nella splendida inquietudine dello scrittore Alan Wake, ci vogliono ora raccontare un’altra storia, fatta di macchine del tempo, paradossi temporali e poteri sovrannaturali. La passione di Sam Lake e dei suoi collaboratori per la narrazione torna su sistemi Microsoft per offrirci un’altra grande storia che questa volta strizza l’occhio alle serie televisive, proponendo un ibrido che incrocia questi due media. Il risultato di anni di lavoro è Quantum Break, un esperimento che si dimostra riuscito grazie all’equilibrio tra il gameplay di uno sparatutto in terza persona e le affascinanti vicende dei protagonisti, raccontate tramite dialoghi da ascoltare mentre si gioca, testi da leggere e vere e proprie puntate TV che fungono da collante per l’intera storia.

Cosa può andare storto nel test di una macchina del tempo, fatto di notte, illegalmente e con la convinzione che non ci saranno problemi? Ovviamente tutto. Ed è proprio così che inizia l’avventura di Jack Joice (interpretato dall’attore Shaw Ashmore).
L’esperimento fallito dona a Jack poteri straordinari e con le sue incredibili abilità dovrà riuscire a salvare il tempo stesso, visto che l’incidente ha causato una frattura nel continuum temporale che solo lui può ora sistemare.

Questo è il preambolo di una trama ricchissima, raccontata magistralmente e, malgrado tratti un tema già visto più volte, piena di spunti originali ed interessanti. Indugiare oltre sugli eventi significherebbe rovinare l’esperienza di gioco, quindi senza svelare altro, analizziamo il secondo aspetto fondamentale di questa produzione.

Forti dall’esperienza ottenuta con Max Payne, i ragazzi di Remedy hanno reso il giocare a Quantum Break un vero piacere per le dita. Il gameplay è semplice e profondo e utilizzare i diversi poteri, sia negli scontri, sia negli (sparuti) enigmi ambientali, risulta naturale e divertente. Diverse sono le tipologie di abilità a disposizione del giocatore: il Blocco Temporale ci permette di rallentare le zone prese di mira per fermare i nemici al loro interno, sparargli e, una volta dissolta la bolla, fargli arrivare addosso tutti i proiettili in una sola volta.

Poi c’è lo Scatto Temporale che con la sola pressione del tasto LB ci fa muovere lontano da situazioni critiche e, premendo al contempo il tasto per mirare, attiva un classico bullet time grazie alla cosiddetta Modalità Concentrazione. Proseguendo nel gioco Jack scoprirà ulteriori poteri, alcuni sono evoluzioni dei due appena elencati ed altri saranno più specifici, aumentando le possibilità a disposizione per uscire da ogni situazione.

La scelta di non dedicare un tasto alla copertura è, in questo caso, particolarmente intelligente: il frequente spostarsi e l’assiduo uso di poteri avrebbe reso le coperture “a pulsante” inutilmente macchinose, mentre il movimento automatico di Jack risulta comodo, pratico e naturale. Una scelta coraggiosa, ma che ha dato risultati molto positivi. Nota di merito poi anche agli avversari che oltre ad offrire alcune interessanti variazioni, sanno muoversi sul campo con coerenza ed efficacia, mettendo alle corde il giocatore e obbligandolo a sfruttare le sue abilità.

Come ogni buon gioco action che si rispetti, avrete dalla vostra una serie di armi di vario tipo, tra pistole, fucili d’assalto, mitra e shotgun, ognuno dotato di caratteristiche proprie che imparerete a conoscere sul campo. Oltre alle scelte tattiche basate sull’equipaggiamento da portare con voi, potrete poi avvalervi di potenziamenti che vanno a migliorare le abilità speciali. Questi upgrade avvengono grazie al ritrovamento dei frammenti di chronon sparsi per i livelli assieme ad una buona dose di collezionabili come dossier, mail, e media di vario tipo.

Trovare questi oggetti non è fine a sé stesso come accade in molti altri giochi, ma amplia di fatto la trama facendo luce su molteplici aspetti. Tra questi collezionabili vi sono le Propagazioni Quantiche, elementi nascosti (ma facilmente individuabili) che alterano di fatto il proseguimento della storia andando a modificare anche “fisicamente” gli episodi della serie TV collegata al gioco.

Come detto in apertura Quantum Break è un progetto che abbraccia più media. Ci sono già stati in altre occasioni esperimenti del genere e per rimanere in casa Microsoft basta citare la serie dedicata ad Halo. Il progetto di Remedy però riesce in qualche modo ad evolvere questo aspetto, rendendo di fatto il gioco e la Serie TV un’unica cosa. I quattro episodi in live-action vengono proposti al giocatore tra un livello e l’altro, proprio come se fossero filmati in game, o un capitolo dello stesso.

Grazie alla possibilità di alterare il corso degli eventi con le scelte che affronteremo, saremo in grado di cambiare anche le vicende raccontate negli episodi, aspetto che fonde completamente gioco, narrazione e puntate, rendendoli imprescindibili l’uno dall’altro. Questa fusione convince anche grazie ad una realizzazione di alto livello, con puntate, girate talmente bene e così godibili nel loro complesso che qualche episodio in più non avrebbe certo guastato.

La bellezza della serie TV è comunque in buona compagnia e il comparto grafico messo in piedi per sostenere il progetto, si dimostra all’altezza delle aspettative. Probabilmente Quantum Break è uno dei titoli che meglio rappresenta la potenza di Xbox One: oltre ai modelli poligonali dei personaggi, alle loro animazioni e alle ottime espressioni facciali, a farla da padrone sono gli effetti particellari. Luci, ombre, scie e distruttibilità di moltissimi oggetti, rendono gli ambienti vivi e pulsanti in maniera quasi tangibile e reale. A peccare qua e là sono alcune ambientazioni un po’ più spoglie di altre, o magari poco ispirate, ma sono un’inezia di fronte ad una tale realizzazione generale.

L’unico neo da segnalare corrisponde alla presenza di piccoli scatti che accompagnano alcuni filmati in-game che comunque non rovinano l’esperienza complessiva che si conferma sempre di altissimo livello.
Il gioco, così come la serie televisiva, gode di un doppiaggio in italiano di ottima fattura, come da tradizione Microsoft per i suoi progetti più ambiziosi, mentre la colonna sonora può avvalersi di alcune musiche su licenza e su una soundtrack originale che sa dimostrarsi epica quando serve.

Quantum Break è la maturità dei due punti cardine che contraddistinguono i videogiochi Remedy: un gameplay solido e divertente ed una componente narrativa di altissimo livello che permea il titolo in maniera totale, senza minare in alcun modo il piacere di giocare. Certo, come conseguenza fisiologica di una narrazione così dinamica e incalzante ci si ritrova presto a vedere i titoli di coda, ma la rigiocabilità dovuta alle scelte possibili vi porterà a completare il gioco almeno un paio di volte, anche se la seconda run sarà sicuramente più sbrigativa e meno intensa della prima.

Chiunque abbia amato i precedenti giochi Remedy amerà sicuramente anche questo. Magari diventerà il vostro gioco Remedy preferito o magari non riuscirà a scalzare dal trono uno degli altri due, ma sicuramente vi troverete a giocare con un ennesimo gioiello made in Finland. E per chi non ha ancora avuto il piacere di giocare alle vicende di Alan Wake, beh, il gioco è incluso gratuitamente nelle copie di Quantum Break ora nei negozi.

Pro
  • – Gameplay fresco e dinamico grazie anche ai poteri temporali
  • – Graficamente eccelso
  • – Progetto multi-mediatico riuscitissimo e molto interessante
  • – Trama intelligente e ben narrata
  • – Scelte “morali” che influenzano gioco e serie tv
  • – La confezione contiene il codice riscattabile del bellissimo Alan Wake, DLC compresi
Contro
  • – Si finisce in fretta
  • – Versione PC problematica

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