Moonscars – Recensione

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Durante l’ultimo evento dedicato ai giochi indie targato Microsoft, abbiamo potuto fare la conoscenza di molti sviluppatori indipendenti e delle loro piccole creazioni. Molte di queste verranno o sono già state inserite nell’offerta di Xbox Game Pass. Tra i vari titoli Moonscars ha attirato la mia attenzione, un ibrido tra metroidvania e souls-like sviluppato da Black Mermaid e rilasciato sul mercato da Humble Bundle. Il titolo dalle ambientazioni cupe si è reso subito interessante ed ecco il perché.

Una storia affascinante

Fin dalle prima immagini l’atmosfera di Moonscars fa l’occhiolino ad opere del calibro di Bloodborne, con scelte di colori cupe e grande accentuazione sullo spargimento di sangue. Definire poi la storia come high fantasy è dire poco. All’avvio saremo accolti da una sequenza in pixel art con un doppiaggio di sottofondo in lingua inglese, che introduce l’avventura che andremo a vivere. Ci troviamo in un regno ormai in decadimento, travolto da una lunga guerra che ha lasciato profonde ferite in quelle che erano delle tranquille terre.

Ci viene raccontato come per opporsi alle armate nemiche sia stata creata una squadra di soldati “artificiali”, sicuramente senziente, ma tutt’altro che umani. Questa squadra avrebbe avuto il compito di affrontare ogni combattimento e vincere la guerra. Eppure qualcosa è andato storto. Anni dopo la disfatta del regno, una dei membri di questa armata speciale viene rianimata, la nostra protagonista, Grey Irma. Sfortunatamente però, la nostra paladina ha completamente perso la memoria e non ha idea di cosa sia accaduto a lei, ai suoi compagni d’armi. Inoltre non ricorda nemmeno la sua natura come creatura destinata solamente all’uso in battaglia.

Da questo punto di partenza Irma inizierà un lungo viaggio in ricerca di risposte, ma più in particolare del suo creatore, il quale sembra essere scomparso. Questo percorso non sarà una passeggiata. Troveremo molti nemici, ma anche molti personaggi non ostili e, chissà, anche qualche sua vecchia conoscenza. Il mondo e la storia che si è voluta creare dietro Moonscars è quindi molto intrigante e porta all’estremo il concetto di mondo fantasy, senza concetti stereotipati.

Il gameplay di Moncar

Passiamo ora al punto più importante in un metroidvania, ovvero il gameplay. Mooscars si presenta come un ottimo ibrido tra i generi metroidvania e souls-like con un feeling di gioco rapido ed intuitivo, richiamando altri cugini del genere come Hollow Knight e Blasphemous. La nostra Irma parte con molte skills che solitamente vengono acquisite procedendo nell’avventura. Infatti, siamo già in grado di eseguire un dash che ci garantirà l’immunità da ogni danno e la capacità di poter scalare le pareti per raggiungere punti più alti nella mappa.

Per quanto riguarda il combattimento invece, Irma è dotata in uno spadone, che nonostante sembri eccessivamente pesante, non influisce sulla sua velocità d’attacco. Possiamo eseguire una serie di colpi in successione premendo ripetutamente il tasto, oppure, tenendolo premuto, la nostra eroina caricherà un colpo più potente. Con l’utilizzo dei grilletti posteriori del joypad invece potremo usare le abilità magiche, sbloccabili tramite un vasto albero delle abilità. Queste saranno equipaggiabili nei punti di check-point, rappresentati da degli enormi specchi argentati.

Dato che è presente l’utilizzo di magie, ovviamente Irma possiede anche una barra del mana, la quale può essere usata anche per curarci nel momento del bisogno. Similmente ad Hollow Knight, il consumo di mana sarà proporzionale alla rigenerazione dei punti vita. Ultimo movimento d’attacco utilizzabile da Irma è la capacità di eseguire una mossa speciale, trasformando la sua spada in un altro armamento come, per esempio, una lancia od un martello e sfoderando una potente offensiva.

Luna rosso sangue

Questa abilità speciale ci verrà fornita una volta che visiteremo l’hub centrale di gioco. Tramite l’utilizzo degli specchi argentati potremo raggiungere questo luogo non ostile dove saranno presenti anche NPC legati alla storia e che potranno venderci oggetti vari. La particolarità è che ogni qualvolta decidiamo di raggiungere questo posto Irma perderà la sua abilità speciale. Per poterla recuperare bisognerà tornare nel preciso specchio da cui ci siamo teletrasportati. In quel punto troveremo un nostro alter ego, una sorta di fantasma con le nostre stesse abilità, e solamente sconfiggendolo potremo riacquisire l’abilità speciale, oppure cambiarla.

L’altra caratteristica molto importante di Moonscars, che giustifica anche il nome dell’opera, è una piccola icona a forma di luna sempre presente a schermo. Questa è decisamente fondamentale, di fatti, nel momento della nostra sconfitta la luna si tingerà di sangue e la difficoltà generale di gioco aumenterà, con nemici più aggressivi, con maggiori punti vita e che ovviamente ci infliggeranno più danni. Non disperate però, la luna potrà tornare normale tramite l’utilizzo di un consumabile, un frutto non così raro, che potete trovare praticamente in ogni mappa. Ancora una volta grazie all’interazione con gli specchi argentati sarà possibile placare la luna e tornare ad una difficoltà di gioco più pacata.

Aspetto finale di gameplay per Moonscars sono le piccole componenti RPG presenti. Non ci saranno livelli di crescita del personaggio, quantità di punti vita e mana potranno essere aumentati in alti modi più “classici”, ma sono presenti molti amuleti che Irma potrà equipaggiare. Sono equipaggiabili quattro amuleti fin da subito, ma state attenti a quali volete portare con voi, dato che alcuni potranno essere utilizzati una sola volta e dopo la morte si romperanno. Non devo certo dirvi che questi sono decisamente i più potenti.

Arte cupa

Dal punto di vista più artistico Moonscars si presenta con uno discreto stile in pixel art, ma non tra i migliori in circolazioni, nonostante richiami le atmosfere cupe che vuole raccontare. Lo stesso vale per i suoi personaggi, sia boss che NPC fin da subito riconoscibili e ben caratterizzati nell’ambiente in cui ci troviamo. Al contrario non ho apprezzato al meglio la scelta stilistica dei menù, in particolare la rappresentazione della mappa, alquanto sterile e talvolta di difficile interpretazione. Sicuramente un punto da rivedere, data anche l’importanza di avere una mappa chiara e ben collegata in questa tipologia di gioco.

Stesso problema per il menù degli equipaggiamenti, soprattutto dei talismani, con icone poco varie che li rendono tutti troppo uguali l’un l’altro, costringendo il giocatore e rileggere gli effetti più volte. Nulla da dire sul comparto sonoro e sul level design delle mappe. Un’ottima sorpresa il doppiaggio ad inizio gioco e le musiche che sanno accompagnare bene ogni momento. Allo stesso modo la struttura di ogni mappa risulta ben collegata con short-cut posizionate a dovere, in grado di ricompensare l’esplorazione di ogni area.

Commento finale

Mooscars è il titolo di debutto per i ragazzi di Black Mermaid ed il prodotto finale è sicuramente un gioco valido ed intrigante. Il gameplay colpisce fin da subito essendo molto veloce, dinamico e ben strutturato. Gli sviluppatori hanno saputo prendere delle dinamiche base di altri esponenti del genere e renderle loro in un modo furbo e assolutamente funzionale. Allo stesso modo c’è anche molta personalità nella trama di gioco, decisamente coinvolgente ed intrigante.

Vi avverto però che dovete masticare un po’ in inglese per comprendere al meglio le vicende, dato che la lingua italiana non è presente e l’inglese utilizzato non è dei più semplici. Ogni boss fight è unica e devo dire anche pulita nei pattern scelti. Qualche incertezza nel design grafico, ma nulla che non si possa risolvere in futuro con un po’ di esperienza. Per ora Moonscars convince ed è un prodotto indie sicuramente valido. Con la presenza su Xbox Game Pass perché non dargli una chance? Che la spada di Grey Irma possa accompagnarvi.

Pro
  • – Gameplay dinamico e divertente
  • – Buon level design
  • – Boss unici e ben costruiti
  • – Trama appassionante
Contro
  • – Solamente lingua inglese
  • – Alcune scelte stilistiche non condivise
  • – Non adatto a tutti

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