New Tales from the Borderlands – Recensione

Recentemente sia tornati a parlare di avventure grafiche, ma al di là di un gradito ritorno, molti le hanno conosciute nel periodo di Telltale. Circa 10 anni fa infatti, questo sviluppatore si fece conoscere al grande pubblico con storie che coinvolgevano serie e personaggi molto famosi. Una di queste era Borderlands, sparatutto molto amato che, con le sue ambientazioni e i personaggi folli, si dimostrò ottima per ospitare una di queste uscite episodiche. Tales from the Borderlands è presto diventata una delle serie più amate di Telltale, con personaggi ben scritti e un modo di raccontarsi davvero vincente. Gli anni sono passati, Telltale ha chiuso, ma oggi Gearbox, sviluppatore di Borderlands, ha scelto di far uscire New Tales from the Borderlands (qui la pagina ufficiale), il sequel che molti aspettavano ma che un po’ anche temevano.

New Tales from the Borderlands racconta, appunto, una nuova storia

Per non complicare la vita a chi non ha giocato la “prima stagione”, Gearbox ha scelto di raccontarci una storia che non ha molto a che fare con i vecchi protagonisti. Stavolta la narrazione si concentra su tre personaggi, rispetto ai due dell’uscita originale. Abbiamo Anu, scienziata brillante ma simpaticamente nevrotica e insicura, suo fratello Octavio, giovane furfantello che vorrebbe diventare famoso pur senza saper fare molto e infine Fran, proprietaria di un negozio di yogurt gelato con notevoli crisi di rabbia. Alternandoci ai loro comandi incontreremo un sacco di personaggi diversi che in quanto a caratterizzazione non sono da meno e garantiscono scambi di battute che vanno dal piacevole al molto divertente.

Anu inizia lavorando per una vecchia conoscenza.

Narrazione sopra ogni cosa

New Tales from the Borderlands è un gioco fortemente narrativo, con un’interazione da parte del giocatore che non si esprime tanto attraverso le sue abilità manuali, quanto nelle sue scelte. Chi ha giocato una qualsiasi avventura Telltale sa a cosa mi riferisco, ma per gli altri serve una piccola spiegazione. Il gioco avanza spesso come se fosse un filmato, chiamandoci a interagire con i personaggi e le situazioni attraverso scelte da compiere. Ad una domanda si può sempre rispondere con una sola risposta tra quelle proposte a schermo, cercando di guidare la conversazione, per quanto possibile.

Allo stesso modo, quando c’è da prendere una decisione tra due possibili azioni, si va a creare un bivio narrativo più o meno importante che può modificare le situazioni e le relazioni future. Questo tipo di scelte si effettua premendo il tasto corrispondente sul controller entro un limite di tempo di alcuni secondi. I quick time events si attivano invece in momenti più concitati, richiedono anch’essi di agire sul controller ma esigono un tempismo più marcato.

Octavio è un trafficone di buon cuore che vuole diventare famoso ma che si accompagna ad un robot killer.

La poca esplorazione di New Tales from the Borderlands

Le fasi esplorative sono anch’esse presenti, chiedendo di spostare il personaggio nell’area del momento ma, paradossalmente, sono quelle meno interessanti perché non gestite tramite la regia e le scene animate. In queste fasi si possono recuperare statuine con cui partecipare ad un buffo minigioco basato su action figure dei personaggi di Borderlands, ma si tratta principalmente di un diversivo. Sullo sfondo rimangono poi anche barre che indicano la relazione tra i personaggi, ma non sembrano avere una reale utilità in termini di gameplay. Molto più concrete si rivelano le scelte effettuate durante la partita, con alcune, specie negli ultimi due episodi sui cinque che compongono il gioco, che possono anche portare a finali differenti. Rigiocare New Tales from the Borderlands per recuperare tutti i collezionabili e per fare le scelte che non si sono fatte ad un primo giro, è quindi una possibilità da non sottovalutare.

Fran sembra il personaggio più scollegato dagli altri, ma già alla fine del primo episodio, capirete che non è così.

Pochissime novità, tantissima messa in scena

Se avete giocato altri titoli di Telltale vi sarete accorti che le novità di questo New Tales from the Borderlands sono praticamente nulle. La difficoltà è quasi assente e se si sbagliano quick time events “vitali”, il gioco ricarica il salvataggio per farci riprovare. I movimenti nelle fasi libere sono meno ingessati che in passato, ma ci si muove sempre in una zona molto limitata, facendo ben poco per sfidarvi in qualche compito. Se non si fosse capito quindi, anche questa nuova “stagione” si gioca per il gusto di vedere cosa succede, per scoprire quali stramberie si sono inventati gli sviluppatori e per vivere “di pancia” le situazioni in cui finiscono i nostri personaggi.

La loro scrittura è notevole ed è molto facile affezionarsi a Anu, Fran e Octavio, così come a molti comprimari, grazie al loro modo di fare, alle loro insicurezze e paure. Ovviamente il gioco è ricco delle sfumature bizzarre, grottesche e comiche della serie di Gearbox, ma non mancano momenti più seri e argomenti più delicati come l’uso delle armi e il pacifismo. Non è certo una seduta di psicoanalisi e spesso si ride divertiti davanti a descrizioni o dialoghi, ma c’è altro per chi lo vorrà trovare.

Sarà facile affezionarsi a comprimari come LOU13

Lo stile di New Tales from the Borderlands

Il comparto tecnico di un’avventura grafica non dovrebbe essere fondamentale, ma in New Tales from the Borderlands ci sono diversi argomenti da trattare. Con tutta quell’enfasi sulla narrazione, servivano personaggi che sapessero “recitare”. In questo ambito il lavoro svolto con la motion capture è impressionante, e ci porta alcuni dei personaggi più vivi che ricordi in questo genere di produzioni. Basta guardare come gesticola Anu fin dalle prima battute per capire il suo personaggio. Da quelli più umani a quelli più folli, il lavoro in questo ambito è sbalorditivo. Unito alla sincronizzazione dei labiali con la lingua inglese, si ha davvero un colpo d’occhio notevole.

Gli ambienti sono anch’essi curati con elementi e texture caratteristiche, così come i modelli poligonali nel loro insieme ricreano un’atmosfera che convince. Il cel-shading ha il vantaggio di richiamare sia la serie originale di Borderlands, sia moltissimi lavori di Telltale, tra cui la prima stagione. Oltre alle musiche e all’effettistica di ottimo livello, il doppiaggio inglese è eccellente, e può essere seguito senza problemi grazie ai sottotitoli in italiano.

Il doppiaggio dei personaggi e la recitazione sono davvero notevolissimi

Commento finale

New Tales from the Borderlands è un gradito ritorno per chi ama questo genere di produzioni e per chi ricorda con affetto l’originale. Il suo limite più grande è la mancanza di una qualsivoglia innovazione in questo campo. Poi ci sarà chi farà un paragone tra i due giochi in termini di narrativa e potrà preferire l’uno o l’altro, ma è una questione di punti di vista molto personali. Quello che importa è che New Tales from the Borderlands saprà divertire chi vorrà comprare un’avventura guidata, in cui la storia viene mossa dalle nostre scelte. Non cercate una sfida perché non la troverete, ma se andate cercando compagni di viaggio folli e bizzarri siete nel posto giusto. Segnaliamo infine che la versione deluxe del gioco, ad appena 10 euro in più di quella standard, vi offre anche l’originale Tales from the Borderlands, anch’esso sottotitolato in italiano e tutt’oggi estremamente godibile.

Pro
  • – Lo spirito di Borderlands
  • – Personaggi a cui ci si affeziona
  • – Le scelte cambiano le cose
  • – Animazioni e “recitazione” eccellenti
Contro
  • – Nessuna novità strutturale
  • – Alcune aggiunte come il denaro, sono estremamente laterali
  • – Non adatto a chi cerca una sfida

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