The Eternal Cylinder – Recensione

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Parlare di videogiochi sta diventando sempre più complicato, man mano che il media si evolve. È anche normale, d’altronde: progetti nuovi e familiari vengono costantemente presentati agli occhi di un pubblico affamato di novità, pronto a trangugiare, pad o mouse alla mano, la prossima esperienza indimenticabile. E bisogna dirlo, a tratti sta diventando difficile sorprendere i giocatori più navigati in questo vasto mare, un po’ perché tutto pian piano si somiglia, un po’ perché la vita porta a crescere e a cambiare interessi e gusti. Poi ci sono giochi come questo, come The Eternal Cylinder, che li guardi e non sai neanche da dove cominciare. Non perché siano difficili da spiegare, ma perché si avverte un lavoro di estrema passione da parte di chi ci ha lavorato.

Un progetto nato diversi anni fa

Andiamo con ordine: The Eternal Cylinder nasce nel 2015 come concept artistico di Carlos Bordeu, co-fondatore di un gruppo di sviluppatori Cileni chiamato ACE Team. Nel primo video condiviso sul loro canale Youtube, The Eternal Cylinder conserva la maggior parte degli ingredienti del gioco oggi giocabile sulle maggiori piattaforme (PC, PS4 e Xbox), ma con un nome diverso. Prima di chiamarsi così, il titolo di questo progetto era The Endless Cylinder (in Italiano “Il Cilindro Senza Fine”). Semantica del titolo a parte, il cambio del nome del gioco è stato significativo, specie se si conta la tipologia di storia che ACE Team ha voluto raccontare.

Introduzioni evocative

The Eternal Cylinder introduce il giocatore nel suo mondo atroce e malinconico fin dalle primissime battute, recitate da un narratore inglese con sottotitoli italiani ancor prima di arrivare alla schermata del titolo.

“Non è la storia Dell’Uno; l’uno ingloba troppo, schiaccia tutto e lo rende uguale. No, questa è la storia dei Molti, benedetti dalla differenza e pieni di stranezze. Questa è la storia di una famiglia.”

Questa brevissima introduzione, unita poi al prologo perfettamente ben composto a livello di struttura, rappresenta un perfetto spaccato di tutta l’esperienza che The Eternal Cylinder promette di raccontare. The Eternal Cylinder ci permette di comandare una piccola creaturina bipede dotata di proboscide appartenente ad una razza di nome Trebhum. I Trebhum sono tantissimi, e la cosa viene resa nota dal momento in cui si avvia il gioco. La prima cutscene riprende una enorme moltitudine di uova di Trebhum dall’interno, concludendosi poi con la schiusa di una singola creatura, quella che per il momento ci sarà assegnata e potremo controllare. Di qui in poi iniziano le somiglianze strutturali con tantissimi giochi Nintendo, e non solo.

The Eternal Cylinder
I Trebhum sono tantissimi e molto vari, ma sta a noi capire come mutarli!

Versatilità in due gambette e una proboscide

Ad esempio, i Trebhum potranno con la loro piccola proboscide aspirare oggetti e creature e sputare sia oggetti nell’inventario che acqua. Non solo: ogni oggetto aspirato potrà essere mangiato o assorbito, per apprendere abilità specifiche che cambieranno sia l’aspetto che la funzionalità del Trebhum in questione. Insomma, i Trebhum sono dei piccoli Kirby con la proboscide.
Tornando al prologo, poi, imparare a spostarsi in queste prime battute può essere una sorta di trauma, specie se si gioca con il controller. Avendo giocato The Eternal Cylinder su PC possiamo affermare tranquillamente che il gioco è stato inteso per la combo Mouse + Tastiera, dato che risulta tutto molto naturale nel Layout dei comandi.
Tornando al Gameplay, la breve intro e la rassicurante voce del narratore ci guideranno nei primi momenti di esplorazione. Saremo però limitati in un piccolo cratere e avremo bisogno di uscire aguzzando l’ingegno, specie perché, non l’abbiamo ancora detto… Dietro di noi c’è un enorme cilindro rosso fuoco che non vuole far altro che schiacciarci roteando su sé stesso in maniera molto pigra e minacciosa.

Giusto per fare un confronto in scala, questa è la grandezza effettiva del cilindro rispetto al Trebhum. “Mastodontico” è dir poco.

Omaggi e somiglianze in salsa deprimente

Scappare da questo maledetto cilindro è la priorità uno di The Eternal Cylinder. Il cilindro distrugge tutto e tutti, indipendentemente che colpisca alberi, pietre o creature viventi. L’unico modo per salvarsi dall’inesorabile rotazione di questo titano è scappare verso le torri di controllo Trebhum più vicine, costruite proprio dagli antenati della piccola creatura che stiamo controllando. Queste torri hanno la funzione di fermare per un po’ il cilindro, permettendoci di esplorare delle zone del mondo più o meno grandi per raccogliere risorse e trovare altri Trebhum per ampliare le mutazioni ed esplorare ancora di più del mondo circostante.
Non è un caso che questa parte del gioco, riguardante il recupero risorse e la schiusa di altre uova, ricordi tantissimo Pikmin. Concettualmente i Trebhum funzionano alla stessa maniera, solo che non c’è un Olimar a comandarli come unità mastodontiche nelle decine lanciandoli sui nemici come se non ci fosse un domani. Da questo punto di vista, per certi versi, può anche ricordare a tratti Spore, senza però il lato creativo tipico dei giochi di Will Wright, ma solo il gameplay.

The Eternal Cylinder
Qualche creatura di questo mondo. Non tutti sono aggressivi, ma bisogna restare attenti.

Scappare ed esplorare

A differenza delle creature dei giochi sopracitati, i Trebhum hanno bisogno, anzi necessità, di essere molto più conservativi. Stare attenti ai predatori è la seconda cosa più importante di questo gioco, perché i Trebhum sono creature fragili e non possono combattere. Possono, però, scappare e difendersi con suoni particolarmente forti, ma scoprire le maniere per fuggire o spaventare i mostri comuni è lasciato quasi totalmente al giocatore. L’esplorazione, sviluppata in maniera davvero simile a Breath of the Wild, porta il giocatore ad aguzzare la vista e cercare qualsiasi cosa che possa risultare anche solo remotamente interessante per sbloccare nuovi potenziamenti o scoprire strutture segrete.

The Eternal Cylinder
Ci sono anche i biomi. Bisogna stare attenti alle temperature!

Siamo tutti una grande famiglia!

Rafforzare la propria Famiglia di Trebhum, renderli forti raccogliendo oggetti e mutandoli quando possibile… Sembra non mancare niente, eppure un ultimo tassello si aggiunge in maniera estremamente naturale man mano che la storia procede. Dopo essere scappati due o tre volte dal cilindro (uscendo, quindi, fuori da ogni area sicura che ogni torre delimita), il Trebhum si fermerà momentaneamente, e spunterà fuori una terza statistica (a parte sete e resistenza, presenti fin dall’inizio del gioco), la fame. Queste tre statistiche, unite alle tipiche barre di energia di ogni creaturina, portano The Eternal Cylinder ad essere un gioco esplorativo dallo stampo narrativo con tinte survival e una spolverata di gestionale in stile Pikmin, che mai guasta.
Nonostante tutta questa descrizione risulti quasi impegnativa, specie in come è stata affrontata in questa recensione, c’è da dire però che il gioco affronta tutti questi elementi in maniera semplice e naturale, aggiungendo un tassello alla volta e formando un mosaico perfetto, che ha di sicuro i suoi alti e bassi, ma che sa farsi apprezzare come pochissimi altri giochi di questi anni.

The Eternal Cylinder
I templi sparsi nel mondo sono spesso protetti da predatori pericolosi.

L’amore nel caos

Ad esempio, ogni zona esplorabile contiene una certa quantità di contenuti e strutture: a parte le eventuali caverne in cui è possibile raccogliere minerali e pietre preziose (la valuta di questo gioco, usata per sbloccare Trebhum rifugiati o per resuscitare quelli morti), sarà possibile visitare saltuariamente diversi templi, ognuno con una propria funzione. Tra un tempio che permette di livellare le proprie statistiche e un altro che fa avanzare la trama grazie a incontri con saggi Trebhum ed entità sovrumane, una volta usciti non potremo rientrare. Il grado di importanza di ogni singola scelta si ripercuote su tutto il gioco come un’onda d’urto, e probabilmente il senso è proprio quello.

The Eternal Cylinder
Una struttura visitabile. Spesso questo tipo di costruzioni contiene elementi importantissimi per procedere.

Costruire un gioco come The Eternal Cylinder non è affatto cosa facile. Il mondo in cui vivono i Trebhum è spietato, inospitale e malinconico, i colori sono completamente sfalsati e sovrannaturali, ma nonostante tutto si avverte comunque un grado di sicurezza e intimità che può essere capito solo giocando. Sarà forse la cura nell’aspetto tecnico, che permette all’Unreal Engine 4 di brillare in maniere uniche, saranno i versetti rassicuranti dei Trebhum o i suoni che fanno quando mangiano, bevono o assorbono poteri.
Oppure, forse, potrebbe essere la voce calma e rassicurante del narratore, che un po’ come in Bastion o Biomutant guida il giocatore parlando di quello che fa in maniera totalmente super partes, quasi come se lui sapesse qualcosa e non volesse dircela per tenere noi giocatori al sicuro. Probabilmente la risposta è nel bel mezzo di tutte queste ipotesi, perché il mix di questi elementi compone un prodotto perfetto, profondamente complicato, ma spiegato in maniera semplice e intuitiva.

The Eternal Cylinder
Incontrare i saggi Trebhum risulta sempre in un momento particolare e solenne.

Il comparto tecnico di The Eternal Cylinder

Non ci siamo trovati di fronte a particolari difficoltà, giocando. Nessun glitch, nessuna situazione spiacevole né inaspettata o fuori luogo: tutto è al suo posto ed è sintomo di un prodotto davvero molto curato. Anche l’Unreal Engine 4, seppur non proprio recentissimo, viene spremuto ben bene e arriva a gradi qualitativi tali da portare il gioco sui 50 FPS su tutti i dispositivi su cui l’ho provato, rigorosamente a qualità bassa.
C’è sicuramente bisogno di una rig più recente del 2017 per poter giocare a The Eternal Cylinder a 1080p e 60FPS, e questo è comunque rappresentativo di un titolo che se spinto in maniera adeguata può fare davvero un figurone. In alternativa, la versione console del gioco resta ugualmente valida, anche se probabilmente adattarsi ad un controller potrà risultare a tratti alienante, specie se poi subentrano i lati del gioco più gestionali come il cambio del Trebhum che stiamo controllando utilizzando la visuale dall’altro.
Comunque, si tratta davvero di piccolezze: The Eternal Cylinder si lascia sempre giocare e resta accessibile. È incomprensibile e ameno finché non lo si avvia, e questo è forse il lato che lo rende estremamente affascinante e unico.

The Eternal Cylinder
C’è da dirlo: graficamente questo gioco sa essere strabilante.

Commento Finale

The Eternal Cylinder è un progetto artistico in tutto e per tutto, che lascia ampio spazio al giocatore per poter vivere un’esperienza piena di eventi ed emozioni uniche grazie a delle creature inermi in un mondo cattivo e spietato, in cui il lento e inesorabile roteare del cilindro non è altri che un chiaro presagio del destino di ogni cosa.
Eppure, in tutto questo pessimismo, i Trebhum riescono a trasmettere quello che tutti gli esseri viventi fanno ogni giorno: semplicemente vivere, amando ogni respiro possibile, senza neanche accorgersene. So che questa recensione potrebbe sembrare quasi troppo altezzosa e impegnativa, ma non sono personalmente riuscito a trovare altre maniere per trasmettere il senso di solennità e di inesorabilità che questo mondo mi ha trasmesso.
The Eternal Cylinder trasmette delle emozioni forti e pure, uniche, quasi esistenziali, e lo fa utilizzando una dimensione completamente aliena, fuori dalla normale comprensione umana. Capire i Trebhum non è una scelta, ma solo questione di tempo. Potranno essere bruttini, visivamente parlando, ma sono anche dannatamente carismatici. Nonostante ciò, però, è importante dire che The Eternal Cylinder non è assolutamente un gioco per tutti. Le sue tematiche a tratti deprimenti potrebbero non essere adeguate al gusto di determinati giocatori, e va anche bene così. Come qualsiasi altro prodotto artistico, The Eternal Cylinder va capito, e se non si riesce a capirlo poco male, ci sarà qualcos’altro che saprà catturare la vostra attenzione.

Pro
  • Trasmette un messaggio potentissimo
  • Ottimo utilizzo dell’Unreal Engine 4
  • Gameplay accessibilissimo
  • Ottimi spunti creativi e artistici
  • Design ricercato…
Contro
  • Potrebbe non essere per tutti
  • Tematiche forse troppo esistenziali
  • … Ma col rischio di sembrare troppo impegnativo

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