NieR Replicant ver.1.22474487139… – Recensione

Giustizia per l’opera di Yoko Taro

Inizialmente la recensione di questo NieR Replicant 1,22474487139… doveva essere scritta da un altro redattore di GameSailors.it che aveva provato il gioco originale e poteva quindi fare un paragone tra questa uscita e la sua base d’origine. Poi il caso ha voluto che me ne occupassi io e, anche se ho ricevuto parecchie informazioni dal collega, tra cui la ripristinata e originale parentela fratello/sorella tra Nier e Yonah, qui troverete principalmente la mia esperienza senza grossi richiami a quello che NieR fu 11 anni fa. Molti di noi non lo hanno giocato e quindi un approccio più libero, alla fine, mi è sembrato anche quello più adatto. Prima di continuare, se vi piacciono i nostri video, vi ricordiamo di iscrivervi al canale e di attivare la campanella per essere sempre aggiornati sui nostri contenuti.

NieR è frutto di Yoko Taro, un game designer decisamente atipico che non poteva che portare questa sua caratteristica anche nei suoi giochi. Eppure iniziare NieR Replicant ci porta subito a combattere in un grande magazzino diroccato contro alcune creature chiamate ombre, a trovare un libro magico parlante e a combattere contro un boss. Un inizio apparentemente classico, ma mentre lo giocherete, il vostro personaggio accumulerà livelli di esperienza in modo un po’ troppo rapido… Si chiude la scena e poi via, si viaggia avanti nel tempo di ben 1412 anni! Ad aspettarci c’è il personaggio a cui avremo dato il nome che vorremo (noi ci siamo limitati a Nier) e sua sorella Yonah, abitanti di un villaggio immerso nel verde in un mondo che però è al collasso. La stessa Yonah è affetta da una malattia mortale e Nier sta cercando in tutti i modi un sistema per salvarla. Dopo un po’ di introduzione il sistema salterà fuori quando Nier incontrerà Grimoire Weiss, un libro magico parlante che gli indicherà la via: per salvare Yonah bisogna trovare tutti i Versi Sigillati e sconfiggere il libro malvagio Grimoire Noir, causa della malattia. Alla storia principale si intrecciano ulteriori vicende, alcune accessorie come quelle che vengono portate in scena dagli NPC che vi assegneranno missioni, altre più importanti e legate alla prosecuzione della trama che vedono unirsi a Nier personaggi che amplieranno la nostra visione del mondo di gioco.

Per chi arriva da NieR Automata, e siamo tanti, bisogna chiarire subito che NieR Replicant si dimostra più lento. Soprattutto all’inizio, vi troverete a correre per gli scenari per compiere missioni banali che spessissimo non hanno nemmeno un vero premio per gli sforzi. Ecco questa mi è sembrata una scelta specifica voluta da Yoko Taro per farci immedesimare nel mondo desolato che ci viene proposto. Il continuo andare avanti e indietro per determinate location personalmente l’ho letto come il modo per mostrarci che ci stiamo dando da fare come pazzi su questioni inutili, mentre Yonah è a casa in fin di vita. Una visione nichilista in cui Yoko Taro è maestro: senza fare spoiler, c’è una missione totalmente accessoria in cui un anziano ci chiede di trovargli il cane. Noi andiamo a cercarlo dove ci viene detto, purtroppo lo troviamo morto e quando torniamo dal suo padrone, scopriamo che è morto anche lui… così, giusto per darvi un’idea… Per fortuna al gioco non manca una vena ironica data dalla presenza e dai dialoghi che Grimoire Weiss scambia con Nier, prendendolo in giro per tutta la disponibilità che dimostra verso gli abitanti dei villaggi in difficoltà e commentando per esempio il personaggio di Kainè chiedendosi perché vada in giro in biancheria intima, domanda che qualsiasi giocatore si sarà fatto.

Il gioco però come funziona? Abbiamo un action adventure in terza persona con combattimenti rapidi e veloci, presi in prestito dall’amatissimo Automata. Un colpo veloce, uno potente per spezzare la guardia, si salta, si schiva, si contrattacca e si usano le magie di Grimoire Weiss che ci svolazza accanto e che va a prendere il posto del Pod del gioco PlatinumGames. A dirla tutta Replicant si dimostra abbastanza semplice, con rifornimenti continui di oggetti curativi e con nemici che non presentano quasi mai una minaccia, a patto di non affrontare Ombre opzionali eccessivamente forti per la situazione del momento. Le dinamiche di gioco e la varietà sono poi un altro punto forte della produzione, visto che alla classica visuale in terza persona si alternano cambi di inquadratura che trasformano il gioco in un action bidimensionale, talvolta in uno sparatutto e a volte in sequenze unicamente testuali, con piccoli enigmi da risolvere. Queste e molte altre variabili rendono il gioco imprevedibile e sono il motore che spingono a proseguire anche quando la trama sembra essersi presa una pausa. La storia, seppur lineare e guidatissima alterna infatti momenti più tranquilli ad altri molto più intensi, usando circa metà delle 20 ore utili per completarlo, come innesco per una seconda parte molto più intensa e ricca di rivelazioni. Inoltre, anche una volta finito il gioco non avrete visto davvero tutto quello che ha da offrire e potrete ricominciare un New Game + che parte da circa metà avventura (evitandovi quindi la prima parte più lenta) ma che propone le stesse sfide e lo stesso gameplay, aggiungendo però punti di vista alternativi che sembrano poco, ma che in un titolo come questo sono praticamente tutto.

Il mondo in cui ci muoveremo, per come è stato strutturato, mi ha ricordato per certi versi gli Zelda 3D, con Ocarina of Time in testa. Il villaggio di Nier è al centro di una mappa che si apre in varie direzioni, portandoci per esempio alle Pianure settentrionali, a loro volta collegate ad altre aree come il Nido o il Bosco dei Miti. Si procede quindi a blocchi, talvolta piuttosto grandi, ma pur sempre limitati da confini ben delimitati, evitando completamente il concetto di free roaming. Dopo un po’ ci si accorge che le aree non sono poi particolarmente numerose, ma al loro interno ci sono comunque storie da scoprire o situazioni da risolvere. Inoltre, vista la propensione nel farci raggiungere più volte certe location, il fatto che il mondo non sia estremamente vasto, va visto in modo positivo. Anche perché tutti i luoghi che visiteremo sono studiati in modo maniacale, con alcuni di essi, come il già citato Nido, che dimostrano una cura nel design eccellente, non tanto per la parte grafica, quanto per l’idea che portano con sé e per l’apporto che offrono ai sentimenti che vi verranno trasmessi.

Quindi veniamo al comparto tecnico e soprattutto artistico. NieR Replicant viaggia su un frame rate veloce a 60 fps e offre caricamenti rapidi anche su console old gen. Il comparto tecnico è stato migliorato in modo incredibile rispetto alla versione originale, e il suo portare ambienti piuttosto “vuoti”, fa parte del design di un mondo desolato e desolante. Poi si poteva fare qualcosa di più per arricchire questi ambienti con elementi accessori o con texture che fossero sempre pulitissime, ma l’atmosfera è quella giusta, quindi non lamentiamoci troppo. Parlare dell’aspetto tecnico è però abbastanza inutile, perché se cercate il graficone lo troverete più facilmente in altre uscite. Quello che probabilmente non troverete altrove è il livello qualitativo raggiunto dal lato artistico di Replicant, capace di trasmettere emozioni dall’inizio alla fine. Il design dei luoghi colpisce grazie alla messa in scena di un futuro che non sembra tale, se non fosse che tra le aree immerse nella natura, spuntano costruzioni e ruderi di una civiltà avanzatissima ma ormai estinta. Tutta questa arte visiva viene poi enfatizzata da una colonna sonora maestosa, composta da brani cantati in una lingua inesistente ma capace comunque di veicolare forti emozioni. Il doppiaggio è presente sia in inglese che in giapponese ed è ottimo in entrambe le lingue, mentre i testi e i sottotitoli sono tradotti in italiano, così da rendere comprensibile a tutti questa magnifica opera d’arte.

NieR Replicant 1,22474487139… aveva il compito di riscattare l’insuccesso dell’originale NieR, gioco molto più rigido e lento che passo in sordina all’uscita. La missione è perfettamente riuscita grazie ad una revisione che lo trasforma al meglio delle sue possibilità. La storia cattura, le stramberie di Yoko Taro spingono a continuare per vedere cos’altro può essersi inventato e il combat system offre sempre più soddisfazioni man mano che ci si avvicina al finale. Continua a non essere un gioco per tutti per via di alcune scelte di game design che lo rendono più lento del previsto in alcune parti e per via di una rigiocabilità che ci chiede di rifare parti di gioco da diverse ore senza reali modifiche al gameplay, ma “solo” per scoprire qualcosa di più che spesso cambia moltissimo di quello che già sappiamo. Chi avrà la voglia di arrivare in fondo e poi di ripartire, scoprirà un modo di fare videogame davvero geniale e unico.

Pro
  • – Il vecchio NieR ora splende davvero
  • – Controlli veloci e intuitivi
  • – Originale e spiazzante
  • – Livello artistico elevato
  • – Va giocato più volte per vedere tutto
Contro
  • – Prime ore un po’ lente
  • – Parecchio backtracking
  • – La rigiocabilità non è ai livelli di Automata

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