Bayonetta 3 – Recensione

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Bellissima, misteriosa e sfacciata. Un po’ come accade con le dive, era lecito aspettarsi che Bayonetta arrivasse elegantemente in ritardo. Con la sua terza uscita però, molti giocatori si sono anche un po’ preoccupati perché le informazioni rilasciate erano poche e la data dal secondo episodio si allontanava sempre più. Il dubbio che Bayonetta 3 (qui la pagina ufficiale) potesse avere qualche problema insomma era concreto, vista anche la qualità non proprio esaltante di alcune ultime produzioni PlatinumGames. Per fortuna però, la strega si Umbra è arrivata sul suo palcoscenico targato Nintendo Switch e non ha deluso. Anzi, ha addirittura sorpreso. Vediamo dunque cosa potete aspettarvi da questo nuovo grandissimo episodio che si colloca alla svelta tra i migliori giochi del vasto catalogo Switch.

Non è la storia, ma il mondo in cui la racconti

Bayonetta 3 si apre in modo abbastanza sconcertante (niente spoiler, tranquilli) per poi tornare su binari più consueti e conosciuti. Mentre la nostra strega fa shopping per New York insieme allo sfortunato Enzo, la minaccia degli Homunculus disturba la sua tranquillità. Il pericolo stavolta arriva da armi biologiche create dagli uomini, ma come scoprirete il bestiario è molto ricco e sfaccettato. Inoltre la storia verte su un concetto che in questi anni va fortissimo nei cinema e questo permette di creare situazioni e personaggi che mantengono alta l’attenzione.

Una delle sue classiche entrate in scena

La storia non punta sull’originalità degli eventi, ma ha un suo modo di procedere molto avvincente. Più che il susseguirsi degli avvenimenti, è il modo in cui vengono affrontati che rende l’esperienza eccellente, con Bayonetta che riesce anche a mostrare nuovi lati del suo essere. Molto ben caratterizzata anche la new entry Viola, nuovo personaggio giocabile che si dimostra una validissima comprimaria della protagonista, senza rischiare mai di soccombere davanti alla sua ingombrante ombra.

Cos’è Bayonetta 3

Come i suoi predecessori, Bayonetta 3 è un action stylish, ossia uno di quei giochi in cui si combatte un sacco, ma si cerca anche di farlo con stile. Banalizzando molto, si attacca con calci e pugni che danno vita a combo più o meno complesse, e nel mentre si cerca di schivare i colpi in arrivo all’ultimo istante, per attivare anche un effetto slow motion tanto coreografico quanto utile per contrattaccare. A questa base, già ricchissima, si aggiungono una marea di variabili, dalle armi che cambiano completamente gli attacchi, ai nemici.

Demoni giganti che sembrano usciti da un film di Godzilla

A questo giro arriva poi un’ulteriore dinamica, ossia le evocazioni demoniache. Con tre slot a disposizione potremo cambiare al volo, il demone che ci supporta, potendolo anche chiamare a combattere per noi in tempo reale. Se prima questi mostri si occupavano solo di finire gli avversari, ora diventano parte attiva al combattimento, modificandolo e arricchendolo.

Tenendo premuto il grilletto sinistro e avendo un po’ di magia nell’apposita barra, Bayonetta evocherà la creatura selezionata. La strega sarà obbligata a restare ferma sul posto, e in balia di eventuali nemici, ma i tasti che premerete attiveranno gli attacchi devastanti della creatura. Le evocazioni potranno anche essere chiamate in supporto alla fine di una combo per massimizzare il danno, così come poco prima di essere colpiti per procedere immediatamente al contrattacco.

Le armi permettono anche di trasformarsi nei demoni a cui appatengono

Una tecnica così potente potrebbe sbilanciare il gameplay ma questo per fortuna non accade. Ci sono nemici che possono eliminare all’istante l’evocazione, obbligandovi a gestirli senza aiuti in attesa che un cooldown li renda nuovamente utilizzabili. L’equilibrio è quindi sempre presente ed è una qualità che il gioco persegue senza sosta.

Le tante cose da fare in Bayonetta 3

È infatti proprio l’equilibrio uno dei punti centrali dell’esperienza, oltre che ingrediente che permette a Bayonetta 3 di spiccare sugli episodi precedenti. La progressione si svolge su livelli che vengono sbloccati man mano che si procede. Sono piuttosto lineari, inframmezzati da combattimenti obbligatori, ma anche con alcuni bivi minori che possono nascondere varie attività. Ci sono scontri secondari, collezionabili da raccogliere, così come tre animali da acciuffare per sbloccare altre missioni accessorie che appariranno sulla mappa. Bayonetta non è un open map e ogni stage è più o meno limitato da muri di nebbia ma tenere gli occhi aperti permette di arricchire un’esperienza molto varia.

Non solo Bayonetta

Anche se i livelli sono tutti diversi e gli scontri cambiano sempre qualche elemento, la ripetitività strutturale potrebbe farsi sentire. Invece la varietà è garantita sia dalle situazioni, sia dallo stile dalle sue protagoniste. Viola è infatti una combattente molto diversa da Bayonetta. Combatte solo con una spada e freccette esplosive, può schivare gli attacchi, ma per attivare lo slow motion deve effettuare una parata perfetta, assente per la protagonista.

Viola (in piccolo) e Cheshire (in grande)

Inoltre non ha evocazioni tra cui scegliere, ma possiede una versione demoniaca dello Stregatto di Alice nel paese delle meraviglie (che infatti si chiama Cheshire, come il gattone originale di Lewis Carroll). Alcune dinamiche sono simili, ma il combattimento evidenzia le differenze e permette di apprezzare il suo stile senza far rimpiangere quello di Bayonetta. In più ci sono missioni specifiche anche per Jeanne, strega amica di Bayonetta che qui è sfruttata in modo alternativo diventando molto più di una semplice reskin.

Varietà e sfida

Il risultato è un mix di giocabilità e divertimento come non capitava da anni, con combattimenti spettacolari che sanno rendere epiche anche le mazzate contro i nemici più comuni. La varietà dei cattivi è altissima e può permettersi anche di recuperare vecchie conoscenze senza far mai avvertire l’idea del riciclo. Questo perché con le nuove mosse, armi ed evocazioni (o con Viola), affrontarli è effettivamente differente e comunque esaltante.  Inoltre Bayonetta 3 non è punitivo come altri capitoli della serie. Alla fine di ogni combattimento, qui chiamato “versetto”, riceveremo una medaglia in base alle combo eseguite, ai danni ricevuti e al tempo che abbiamo impiegato per completarlo.

Bayonetta fa la spaccona, ma spetterà a noi non farla sfigurare

Questa medaglia ci assegna più o meno punti da spendere per acquistare equipaggiamento o abilità, ma non limita l’esperienza. Essere sconfitti penalizzerà il punteggio finale, così come curarsi con oggetti nel proprio inventario, ma non impedisce di riprovare e di divertirsi. Ci sarà poi tempo per potenziarsi e ritentare lo scontro, grazie ad una rigiocabilità estrema che si amplierà ulteriormente dopo i titoli di coda. Fin dall’inizio potrete scegliere tra diversi tre livelli di difficoltà, ma non pensiate che siano gli unici disponibili…

Stile e azione sfrenata

Se c’è un singolo aspetto in cui Bayonetta 3 fatica un po’, è nel comparto grafico. Per mantenere una fluidità invidiabile gli asset dei livelli, così come le texture di certi scenari, appaiono molto semplici. È anche vero che mentre si combatte e tutto lo schermo si riempie di effetti speciali e animazioni spettacolari, la cosa passa in secondo piano, però alcune location, ammirate a personaggio fermo, sono un po’ desolanti. Badate bene: il comparto tecnico soffre un po’, ma il lato artistico è una meraviglia come sempre. Dalle inquadrature nelle cutscene, fino al design di armi, demoni e nemici, Bayonetta 3 stupisce a ripetizione.

Le cutscene sono una più bella dell’altra e l’ottovolante inizia già dal livello 1

Ogni aspetto è curatissimo, compresa una colonna sonora eccellente e spesso cantata durante le fasi action. Per godersi tanta bellezza c’è anche un archivio integrato nel gioco che permette di vedere bozzetti, modelli 3D e ascoltare decine di musiche. Il gioco è doppiato in inglese e giapponese, ma nonostante il criticato cambio di doppiatrice per la versione anglofona, la recitazione è rimasta altissima e ci si abitua in fretta. Tutti i testi, sottotitoli compresi, sono in italiano.

Commento finale

Bayonetta 3 è un’avventura pazzesca dall’inizio alla fine. Giapponese all’estremo con il suo gusto per la distruzione ma anche per le coreografie a base di calcioni e polvere da sparo, ha uno stile invidiabile che diventa tratto distintivo. La sua esagerazione per lo spettacolo però non influisce con il rigore quasi marziale che viene chiesto al giocatore per portare a termine scontri perfetti, in cui i colpi nemici passano a un centimetro e noi evochiamo ragni giganti e cuccioloni infernali.

I demoni possono essere evocati alla fine di una combo per ultimare in grande stile e fare ancora più male

Equilibrio e varietà la fanno da padroni e l’unico rammarico sta nell’hardware di Switch che obbliga PlatinumGames ad abbassare alcuni dettagli grafici per stare dietro a tanta esplosiva azione. Un sacrificio fattibile senza indugi per godersi probabilmente il gioco d’azione più pazzesco mai arrivato sulla console ibrida di Nintendo. L’abbiamo attesa a lungo, ma dopo un ingresso in scena così memorabile, nessuno può tenere il muso ad una Bayonetta così incredibile.

Pro
  • – Giocabilità stellare e varia
  • – Avventura sempre diversa e coinvolgente
  • – Combattimenti arricchiti dalle evocazioni
  • – Mai frustrante
  • – Tanti contenuti end game
  • – Fluido e spettacolare
  • – Parte audio impeccabile
Contro
  • – Comparto tecnico non sempre all’altezza
  • – Il tempo che ci separa da un quarto capitolo

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