Inscryption – Switch Version – Recensione

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Parlare di un gioco di cui non bisognerebbe sapere quasi nulla per goderselo al massimo, non è un compito facile. Se però Inscryption arriva su Switch, qualcosa bisogna pur dirlo. Ad un anno dall’uscita PC (qui la nostra recensione), seguita da conversioni per Linux, Mac e PlayStation 4 e 5, l’opera di Daniel Mullins diventa così anche portatile. Nel farlo non perde nulla del suo fascino originale, guadagnando anzi la possibilità di essere giocato con maggiore libertà. E già qui il vostro ermellino potrà festeggiare.

Narrazione di qualità

Se non avete ancora giocato ad Inscryption siete molto fortunati perché potrete viverlo per la prima volta. Già dai trailer è facile identificare il gioco come un card game con componente roguelite. Il punto focale è che Inscryption non è solo un card game in cui si procede di avversario in avversario, come potrebbe accadere in un card game free to play. Questo perché il gioco ideato da Mullins ha una storia molto più interessante di quanto sembri. La visuale in prima persona ci getta immediatamente in una partita da giocare a lume di candela contro un avversario di cui vediamo solo degli occhi inquietanti. Sarà lui il nostro avversario, cambiando il suo ruolo attraverso maschere che lo porteranno ad interpretare personaggi di supporto, così come diversi boss.

Questa è la porta che vi separa dalla salvezza, ma c’è un solo modo per aprirla

Dalle linee di testo tradotte in italiano capirete di potervi alzare dal tavolo, potendo curiosare nella stanza in cui vi troverete. Capirete anche che da questa capanna di legno, dovrete in qualche modo scappare, visto che il vostro avversario è tutt’altro che amichevole. Intorno a voi ci saranno orologi, cassetti chiusi, una cassaforte e diversi altri oggetti con cui interagire, ma per farlo dovrete scovare una qualche soluzione che sblocchi il loro segreto. Il segreto più grande però sarà capire come ci siete finiti in questo pasticcio, e l’unico modo per poterne uscire sembra quello di battere il proprio carceriere.

La mappa su cui muoverete la vostra pedina nel folle gioco del misterioso rapitore

Inizia così un’avventura che incrocia meccaniche da card game, con un mistero che porta a giocare per sbloccare sempre nuove dinamiche. Alle carte iniziali se ne aggiungono presto altre, con abilità e poteri differenti. Mentre avanzerete sulla mappa srotolata sul tavolo, troverete luoghi dove potenziare le carte in vostro possesso, altri per fonderle insieme, altri ancora dove ottenere oggetti preziosi e un sacco di varianti che andranno imparate partita dopo partita. Perdere fa sì che si venga uccisi, ma non prima di aver ottenuto una carta della morte che potrà essere costruita secondo alcuni parametri per poi essere inserita nel mazzo iniziale durante la successiva nuova partita.

Come si gioca

Le meccaniche del card game sono piuttosto solide ed intuitive, con regole base che imparerete fin dalla primissima partita. Chi apprezza i giochi in cui si costruisce il proprio mazzo prima di iniziare non sarà contento di sapere che il mazzo di base sarà sempre identico. Le modifiche alle carte dovranno essere applicate man mano che si procede, e questo può portare a partite inconcludenti se la fortuna non starà dalla vostra parte. Questa frustrazione viene ridimensionata quando si scopre che anche le partite fallite possono aggiungere una nuova carta al mazzo futuro o un nuovo oggetto, ampliando comunque le opportunità.

Il gameplay è quindi ben realizzato ma è la storia e il modo in cui ci viene narrata che tiene alta l’attenzione. Ci sono alcune carte per esempio che ci parlano quando le peschiamo o quando le giochiamo. Ce ne sono altre che non sono visibili e vengono mascherate da un effetto neve che ricorda i vecchi televisori non sintonizzati. Ci sono misteri e segreti in ogni dove, compreso il manuale in game che ci descrive gli effetti di alcune abilità. Il gioco dissemina indizi in ogni dove e una volta completata l’avventura sarà facile capire perché questa nuova opera di Mullins abbia riscontrato così tanto successo.

Una conversione sbalorditiva

Tecnicamente Inscryption è un titolo relativamente semplice, che punta tutto sul suo stile vintage e sull’atmosfera. Per questo motivo l’hardware di Nintendo Switch riesce a gestire tutto senza difficoltà, sia in TV, sia in portabilità. In quest’ultima configurazione lo schermo è perfettamente configurato, con testi sempre leggibili. Muovere lo sguardo con lo stick analogico destro e gestire il mazzo con il sinistro non è sempre immediato. A volte, quando si vuole controllare quali oggetti speciali abbiamo a disposizione alla destra del tavolo., si finisce per litigare con la levetta.

Per fortuna, essendo un gioco a turni, non avrete problemi di tempo e potrete permettervi qualche svista senza subire penalità. La gestione di elementi esterni come per esempio la cassaforte, avviene tramite pulsanti, così come tutto il resto. L’uso del mouse nella versione PC è quindi stato eliminato e sostituito da un totale controllo tramite pad. La scelta è stata ottimale poiché muovere un cursore anche su console avrebbe reso il tutto più artificioso.

Riguardo grafica e sonoro, tutto funziona esattamente come dovrebbe, sia per il titolo indie che è, sia per il mondo che vuole rappresentare. La parte video è grezza ma affascinante, così come alcune idee e le loro messa in scena. Lo stesso può dirsi degli effetti sonori e della musica, estremamente minimale a in grado di apparire opprimente e aggiungere atmosfera alla macabra situazione.

Il primo boss da sconfiggere diventerà una formalità, ma prima dovrete capire come affrontarlo

Commento finale

Giocare a Inscryption su Switch è un bel modo per vivere i videogiochi. La passione di Daniel Mullins e del suo team è evidente fin dall’introduzione, ma è andando avanti che si capisce l’unicità di questa uscita. Ogni piccola novità, anche la più insignificante, può trovare un perché, rendendo partecipe il giocatore tramite una narrazione studiata fin nei minimi particolari. Il gameplay può dimostrarsi sbilanciato in alcune circostanze e per alcuni boss occorre prepararsi in anticipo sperando di pescare le carte corrette, ma fa tutto parte del copione pensato per voi.

Inoltre la versione Switch di Inscryption (acquistabile sull’eshop da qui) si dimostra eccellente per ospitare questa grande uscita indie, grazie a caratteristiche proprie, ma anche grazie ad un ottimo adattamento dei controlli. Lo consigliamo senza riserve a tutti i giocatori più grandi, sia per le tematiche trattate, sia per i richiami old school proposti. L’importante è avere la mente aperta. Potrete così lasciarvi guidare nel modo migliore, finendo poi per ricordare a lungo questo viaggio.

Pro
  • – Narrazione eccezionale
  • – Gameplay semplice ma profondo
  • – Pensato fin nei minimi dettagli
  • – Conversione per Switch perfetta
Contro
  • – Caricamento iniziale un po’ lungo
  • – Il deck building si fa in game
  • – Alcuni scontri sbilanciati

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