Hi-Fi Rush – Recensione

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Ricevere un gioco a sorpresa è sempre bello, sia che si abbia 6 anni, sia che se ne abbia più di 40 come il sottoscritto. Solo che di questi tempi, i giochi sono sempre super annunciati, in un treno dell’hype che muove mari e monti e… spesso delude aspettative troppo alte. Con Hi-Fi Rush, Microsoft e Bethesda hanno lavorato per anni in silenzio, con il volume settato su muto, per poi alzarlo improvvisamente durante l’evento di qualche giorno fa. Quello che è uscito ha sorpreso chiunque, mostrando di fatto un cartone animato giocabile, con solide basi di gameplay che abbracciano anche la musica e il ritmo.
Su Xbox Series X|S e PC la festa può iniziare!

Realizzare che Hi-Fi Rush sia stato curato da Tango Gameworks, sviluppatore del recente Ghostwire Tokyo e soprattutto dei due survival horror The Evil Within, è straniante. Il team è infatti passato da mondi cupi e angoscianti, ad un’esplosione di colore e di simpatia che lascia spiazzati. Quando però si realizza che nella squadra sono presenti talenti come Shinji Mikami, creatore di Resident Evil e Devil May Cry, molti tasselli vanno al loro posto.

Una finisher eseguita bene in Hi-Fi Rush

Hi-Fi Rush è infatti un action-stylish che si incrocia con i rhythm game grazie ad uno stile impeccabile, sia visivo che sonoro. Per chi non lo sapesse, gli action-stylish sono giochi in cui si combatte non solo per battere gli avversari, ma anche per creare azioni di lotta sempre diverse ed esaltanti, usando mosse spettacolari e schivando o parando i colpi in arrivo. I rhythm game invece sono giochi solitamente musicali in cui occorre premere sui tasti seguendo un certo ritmo. Hi-Fi Rush unisce queste due dinamiche apparentemente limitanti in modo esemplare.

Storia esagerata e fumettosa

Intanto la storia: In un futuro in cui i robot sono dappertutto, Chai è un ragazzo con un braccio che va sostituito. Si offre così volontario per il progetto Armstrong, creato dalla super azienda tecnologica Vandelay. Qualcosa va storto e durante il processo che sostituisce il braccio umano con uno robotico, il suo lettore musicale finisce per essergli innestato nel petto in stile Iron Man.

Il lettore che Chai si ritrova nel petto gli farà sentire la musica come non mai

Questo gli permette di connettersi al mondo che lo circonda attraverso la musica, ma a causa di questo effetto collaterale viene considerato un “difetto”, inammissibile per la compagnia. I robot della Vandelay iniziano così a dargli la caccia attraverso il complesso industriale, ma durante la fuga incontrerà un alleata misteriosa che gli svelerà un complotto globale. Inizia così la caccia ai 6 boss di altrettanti dipartimenti della Vandelay, in un turbine di situazioni davvero geniale sia nelle idee, sia nell’esecuzione.

Non è il cosa, ma il come

Come spesso accade, la storia di per sé non è speciale per il fatto che racconta, ma per il come lo racconta. Il design freschissimo di protagonisti, cattivi e luoghi è eccellente, aumentando la simpatia verso ognuno di loro, boss compresi. Il loro carattere e il loro modo di agire sono ben sviluppati, offrendo momenti comici e divertenti anche quando si subiscono mosse devastanti durante i combattimenti. Tutto ciò crea una storia che è un piacere da seguire, rendendo memorabili molti attori in campo.

Rekka, il primo boss, ci ha preso e si prepara ad una mossa di wrestling micidiale!

Non tutti capiranno a cosa mi sto riferendo ma giocare ad Hi-Fi Rush mi ha ricordato a più riprese il mitico Viewtiful Joe. Il gioco uscito originariamente per GameCube nel 2003 non era così collegato alla musica (che comunque era splendida), ma si dimostrava spumeggiante e divertente grazie ad uno stile unico che caratterizzava ogni elemento, compresi gli storici nemici. Ci si esalta oggi come vent’anni fa per il sound, per le mosse venute bene e per le tante varianti di nemici che ci arrivano contro, ognuna da studiare prima di sfruttare il combat system.

Come funziona il combat system

Combattere bene in Hi-Fi Rush significa premere i pulsanti del colpo debole e potente seguendo l’ordine delle combo ma rispettando anche il ritmo. Farlo aumenterà il punteggio e le risorse ottenute alla fine di uno scontro, ma non farlo non farà calare il sipario in anticipo. Poi certo, andare a tempo vi permetterà di terminare la combo con finisher più efficaci da azionare quando due indicatori si sovrappongono, ma avrete tutto il tempo per imparare a farlo. Andando avanti troverete alcune dinamiche più complesse come la parata, ma arriverà dopo che avrete avuto tempo per imparare a gestire il resto, aggiungendo qualcosa di nuovo, al momento giusto.

Questo tutorial vi spiega come andrebbero portati i colpi per massimizzare punti e danni, ma potrete colpire anche in modo meno ordinato.

Rhythm game ma senza esagerare

Ci tengo a tranquillizzarvi su questo aspetto perché l’idea di avere di fronte un rhythm game potrebbe frenare qualcuno. Il mio consiglio è di non farsi spaventare. Hi-Fi Rush vi travolgerà con la sua musica e l’andare a tempo sarà importante, ma specie ai livelli di difficoltà facile e medio, non sarà fondamentale. Il gioco stesso è a conoscenza di quello che potrebbe essere un limite e mette a disposizione un sacco di aiuti per chi non va troppo d’accordo con il concetto di ritmo. Se però non fossero sufficienti, non si viene penalizzati in modo evidente. Premere a ripetizione i tasti di attacco permetterà comunque di eseguire i colpi e le combo che man mano acquisterete. Alcune vi verranno più facilmente di altre ma la progressione ripagherà chi ci vorrà almeno provare.

Alle mosse iniziali se ne aggiungono molte altre dopo averle comprate dal negozio.

Anche perché, le meccaniche di attacco non si limitano a colpi deboli e potenti, ma aggiungono schivate, l’avvicinamento rapido ai nemici con il rampino, e il supporto di alcuni alleati che sbloccherete giocando. Peppermint per esempio potrà teletrasportarsi accanto a voi per alcuni istanti bersagliando i nemici con le sue pistole, utili soprattutto per distruggere i campi di forza che difendono alcuni avversari. Ci saranno colpi combinati da effettuare e anche mosse speciali che potrete comprare dal “negozio”. Qui troverete combo nuove, attacchi speciali che consumano la barra della Super, qui chiamata “Riverbero”, ma anche chip che attivano abilità passive e che possono essere potenziati. Tutto ciò crea una progressione che non coinvolge solo la storia, ma anche lo stesso protagonista e i suoi amici di supporto.

Livelli e segreti

Riguardo i livelli, potreste aver dedotto che, essendoci sei boss, questo numero corrisponda anche al numero degli stage. Sbagliato. Il loro numero, definibile tra una schermata con le votazioni riassuntive e l’altra, è circa triplicato, seppur alcune ambientazioni tematiche rimangano le stesse. Questo non è però un male, perché la caratterizzazione degli ambienti, che siano cittadine futuristiche, piuttosto che impianti sotterranei con tanti di vulcani, è ottima. A renderla tala ci pensano elementi dello scenario che vanno a tempo di musica, tra sbuffi di fumo, luci e animazioni specifiche.

I livelli sono molto lineari e semplici, pur con qualche segreto ben nascosto.

Uno dei pochissimi problemi di Hi-Fi Rush è che la loro conformazione è generalmente semplice e guidata. I level designer si sono comunque divertiti a nascondere collezionabili e potenziamenti per energie e barra del riverbero. Un po’ di pratica nei platform vi tornerà utile. Talvolta la telecamera non permette di capire perfettamente le distanze, ma cadere vi farà tornare in azione subito, con appena un pizzico di energia in meno.

Nemici che quasi ti dispiace malmenare

Muovere Chai è uno spettacolo, ma se tutte le sue mosse danno soddisfazione è grazie ai nemici su cui scatenarsi. Si va da semplici ma numerosi robot grandi come il protagonista a creazioni ben più grosse, tra difensori con scudo, samurai, simil felini e moto robotiche difficili da colpire. Questo e molto altro verrà introdotto con criterio, offrendo via via scontri sempre più accesi in cui restarci secchi è abbastanza facile, specie se affronterete l’avventura a livello difficile come ho fatto io.

I fulmini sono attacchi che stanno per arrivare, seguendo il ritmo con il quale sono comparsi nell’indicatore. Non è semplice, ma pararli tutti vi permette di effettuare un’eliminazione istantanea

La sfida è sempre giusta, ma affrontare alcune tecniche speciali che richiedono una difesa perfetta, vi terrà sulla corda e offrirà grandissime soddisfazioni. Sui Boss invece non voglio dirvi granché, visto che sono semplicemente perfetti, con le loro fissazioni personali, il loro carattere e scontri sempre diversi e appassionanti. Una sorpresa continua! E una volta finito? Tranquilli avrete ancora molto da fare, tra stage da rigiocare per sbloccare aree prima irraggiungibili a modalità e livelli di difficoltà extra.

Stile e cura estrema

Ora di solito vi parlo del comparto grafico ma se avete visto 5 secondi del trailer saprete che siamo davanti ad un cartone animato interattivo di altissima qualità. Lo stile grafico adottato rende ipnotica ogni sequenza, con animazioni facciali (in)credibili, animazioni fluide e sempre ottimamente collegate tra loro e con effetti speciali.. beh, speciali!

Robot di vario tipo, livelli dall’ottimo design e personaggi carismatici sono tutti ricreati con uno stile cartoon che speriamo faccia scuola

Onomatopee arricchiscono un design che rende perfetti anche alcuni comprimari come la segretaria robot o l’addetto alla manutenzione, più qualche easter egg dedicato a passate produzioni. Durante le mappe c’è anche qualche cambio di inquadratura che porta tutto ai platform 2D, con idee che beneficiano della cura maniacale che pervade tutto. Ovviamente – che ve lo dico a fare – su Xbox Series X tutto gira fluido in 4K a 60 fps.

Alta Fedeltà

Parlando però di un gioco che è anche molto musicale bisogna parlare anche del lavoro fatto da Tango Gameworks su più fronti. Intanto la colonna sonora comprende sette tracce su licenza che vanno dall’”azzeccato” al “perfetto”. I Nine Inch Nails portano due tracce, ma poi ci sono i Prodigy con Invaders Must Die e i The Black Keys con Lonely Boy che fanno il botto. Qui sopra potete abbiamo inserito la playlist completa per farvi capire meglio di cosa parliamo. Oltre a queste ce ne sono molte altre originali che tengo botta senza difficoltà.

A questa soundtrack si uniscono gli effetti sonori. Di questi non fanno solo parte i classici suoni o rumori ambientali, ma anche note, batterie, riff e altri suoni musicali che arricchiscono la musica quando salterete, schiverete, scatterete o eseguirete una qualunque azione a ritmo. Spesso anche solo muoversi attraverso un corridoio può essere divertente cercando di tenere il tempo scattando. Ultima nota di merita al doppiaggio completamente in italiano. Hi-Fi Rush è stato interamente localizzato nei testi e tramite voci professionali e sentite che hanno reso questo grande ottovolante ancora più incredibile.

Quando il traler di lancio è anche il trailer di presentazione

Commento finale

Hi-Fi Rush è un gioco importante per tantissimi motivi diversi. Intanto arriva sul palco quando nessuno lo aspettava e fa un figurone incredibile. Senza aspettative, senza hype, senza promettere senza mantenere e senza utenti lamentosi, Chai e la sua band sono arrivati e hanno spaccato di brutto. Avete davanti al naso uno dei giochi che vedremo ai prossimi Games Award 2023 e perderselo sarebbe davvero un peccato. Anche perché lo trovate incluso nell’abbonamento Game Pass di Xbox e Windows 10/11 (qui lo trovate su Amazon). E se non lo avete lo potete acquistare con appena 29 euro nella sua già perfetta edizione standard. Ci sono giochi che costano ormai quasi il triplo e non vi faranno sorridere e divertire come questo. Fidatevi e divertitevi. Io e molti altri stiamo già chiedendo il bis a gran voce!

Pro
  • – Carisma incredibile
  • – Gameplay adatto a tutti
  • – Caratterizzazione generale impressionante
  • – Nemici vari e tante mosse per combatterli
  • – Esteticamente ineccepibile
  • – Comparto audio perfetto in ogni aspetto
  • – Compreso nel Game Pass o acquistabile per 29 euro
Contro
  • – I livelli sono molto lineari, extra a parte

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