Metroid Prime Remastered – Recensione

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In attesa di quel Metroid Prime 4 che sta affrontando mille difficoltà ma su cui siamo fiduciosi, Nintendo ha pensato di riproporre il primo, immenso capitolo. Uscito su GameCube nel 2002, Metroid Prime riportò in scena Samus Aran sulle console casalinghe a 8 anni di distanza da Super Metroid. Solo che nel frattempo il mondo aveva scoperto il 3D e creare labirintici mondi alieni, mantenendo inalterata la qualità del level design non era affatto facile.

Aggiungeteci l’idea di creare un’avventura in prima persona e lo scetticismo schizzò alle stelle. Risultato: Metroid Prime è stato uno dei giochi migliori per GameCube, e a 20 anni dall’uscita, Nintendo ci propone Metroid Prime Remastered. Operazione commerciale in vista del quarto capitolo o un vero modo per rendere giustizia a quel capolavoro? Noi vi diciamo la nostra, descrivendovi prima il gioco e poi andando a parlare nello specifico di questa riedizione.

Il gioco è già disponibile sull’E-Shop Nintendo per l’acquisto in digitale, mentre arriverà in versione fisica il prossimo 3 marzo.

Una storia semplice

In una stazione spaziale in orbita succede qualcosa di brutto e la Federazione Galattica manda la cacciatrice di taglie Samus Aran ad indagare. Quello che troverà la porterà sul pianeta Tallon IV, luogo in cui dovrà esplorare e combattere per evitare che alcune minacce del passato tornino a bussare alla sua porta. La storia di Metroid Prime è tutta qui, con avvenimenti che si sviluppano mentre ci addentriamo in un pianeta ostile ricco di segreti.

Rientrare in questa tuta è sempre un’esperienza unica.

Nintendo ci ha abituato a storie apparentemente banali, rese però speciali dal nostro coinvolgimento all’interno delle vicende. Anche stavolta accade la magia, e se dai cliché non si scappa (la tuta che viene depotenziata dopo pochi minuti), è anche vero che la soddisfazione mentre si scopre il pianeta è immensa.

Gameplay e scoperta

In Metroid Prime il gameplay funziona benissimo oggi come ieri, e le sue mappe riescono a offrire grandi sorprese. Io stesso che giocai il titolo originale 20 anni fa, non ricordavo molti passaggi e ho potuto rituffarmi in quest’avventura con estremo piacere. Le mappe sono molto intricate e piene di oggetti che potremo recuperare solo al momento giusto, ossia dopo aver ottenuto un potenziamento specifico che ci aprirà una porta o ci permetterà di saltare più in alto.

Vedrete spesso potenziamenti irraggiungibili, ma potenziandovi saranno presto vostri.

Questa continua esplorazione mista a potenziamenti costanti (riscontrabile anche in Metroid Dread), solletica il giocatore e mantiene altissima la curiositàverso le aree ancora inesplorate. Una dinamica classica nata proprio con il primo Metroid del 1986, che non a caso ha creato il sottogenere dei “metroidvania”, e che non poteva certo mancare in questa uscita.

Dare un prezzo

Senza dilungarmi troppo sulle altissime qualità del gioco, sappiate che Metroid Prime è un gioco gigante e questa remastered è perfetta per chiunque non abbia mai avuto la fortuna di provarlo. Ci si può lamentare del prezzo fissato a 40 euro per un gioco che era stato incluso in una collection per Wii da 60 euro che conteneva anche il secondo e terzo episodio, ma andrebbe considerato anche il fattore “remastered”.

La qualità della remastered è evidente fin dai primi istanti.

Con questo sottotitolo ci sono state proposte edizioni di giochi tutt’altro che meritevoli, ma Metroid Prime Remastered è in una categoria a parte. Qualcuno lo ha addirittura paragonato ad un remake vista la qualità grafica e tecnica, ma vediamo di analizzare ogni aspetto senza farci prendere troppo la mano.

Sistemi di controllo per tutti

Intanto il sistemo di controllo. Metrod Prime usciva in un periodo in cui i giochi in prima persona non usavano sempre i due stick analogici. Su GameCube il secondo stick era piuttosto piccolo e la scelta ricadde sull’usarne solo uno per muoverci avanti e indietro e girare su noi stessi. Mirare in alto e in basso ed eseguire gli spostamenti laterali era possibile usando un lock-on molto comodo che divenne un tratto distintivo del gioco. Giocare oggi Metroid Prime in questo modo non sarebbe semplicissimo, dopo anni e anni in cui abbiamo giocato agli FPS con il doppio stick.

Potrete scegliere i controlli che preferite, tra quattro configurazioni che accontenteranno tutti

Nintendo lo sa bene e per questo il sistema di controllo predefinito di Metrodi Prime Remastered li usa, basandosi sugli standard odierni del genere. Chi si sente tradito da questo cambiamento non deve temere, perché nelle opzioni si può passare in ogni istante ai controlli classici del GameCube, così come a quelli con i sensori di movimento visti nella collection per Wii. Potrete invertire gli assi X e Y della visuale, così come attivare vari filtri per il daltonismo. L’accessibilità è quindi maggiorata e non mancano nemmeno alcune opzioni nella narrazione che rendevano differenti le versioni giapponese, americana ed europea.

Grandi aggiornamenti tecnici

Metrodi Prime Remastered è rimasto lo stesso (niente aree segrete o aggiunte di chissà quale tipo), ma il comparto tecnico beneficia della maggiore potenza di Switch. Nel farlo ci mostra per la prima volta questo capitolo a 60 frame per secondo. Inoltre la qualità delle texture è aumentata per offrirci un gioco che gira senza problemi sugli schermi Full HD. Anche chi preferisce giocare in portabilità non avrà problemi, visto che il titolo mantiene tutte le sue caratteristiche e si dimostra godibilissimo in ogni frangente.

Gli effetti grafici sono efficaci sono stati potenziati e rendono benissimo, specie nelle battaglie

I ricordi potrebbero farvi pensare che in realtà Metroid Prime non è cambiato così tanto. Vi basterà però dare un’occhiata ad alcuni video comparativi per accorgervi delle evidenti differenze. Tornano più belli di prima i riflessi sul visore, sono aumentati i giochi di luce, e la cura dei nemici. Diventa evidente che l’esplorazione di Tallon IV si è rinnovata. Ora anche ai giocatori odierni di provare uno di quei rarissimi titoli per cui 20 anni non sembrano affatto passati. Magari avrei inserito un modo per aggiungere segnalini sulla mappa, così da ricordarsi un oggetto scovato ma non ottenuto, ma si tratta di piccole cose che spariscono dietro alla gigantografia di questa produzione.

Anche la parte audio si è aggiornata, pur mantenendo la stessa, storica, colonna sonora, ancora oggi validissima. Personalmente ricordavo ancora alcuni pezzi, nonostante il tempo passato. Non c’è alcun dialogo recitato in Metroid Prime, ma i testi delle varie scansioni che effettuerete sono tutti in italiano.

Commento finale

Metroid Prime è stato un gioco amatissimo, per certi versi rivoluzionario. Riuscì a declinare le intricate mappe 2D della serie in un mondo tridimensionale che non aveva nulla da invidiare al passato. Il level design incredibile e l’immedesimazione data dalla telecamera in prima persona, sono ancora oggi solidi come una roccia.

Il braccio cannone, la visuale dall’interno del casco, un pianeta alieno e tanti potenziamenti.
Bentornato Metroid Prime.

Ciò mantiene inalterato il senso di scoperta anche in chi lo aveva giocato 20 anni fa. Se sei un veterano potresti ricordare i biomi di Tallon IV, ma il come raggiungerli saprà sorprenderti ancora una volta. Se invece non lo hai mai giocato non hai praticamente scuse, a patto di saper gestire la visuale in prima persona. Le personalizzazioni ai controlli poi fanno il resto e portano nel presente un gioco che è sempre stato proiettato nel futuro, sia nelle tematiche, sia nelle idee.

Pro
  • – Un classico nuovamente disponibile
  • – Level design (ancora) validissimo
  • – Controlli (anche) rivisitati
  • – Aggiornamento tecnico eccellente
Contro
  • – Qualcuno conoscerà già la storia

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