Pharaoh: A New Era – Recensione

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Se esiste un titolo rimasto nel cuore dei più nostalgici, appassionati dei gestionali più puri, quello è Pharaoh. Parliamo di un city-builder del 1999 che ci chiedeva di far fiorire la civiltà egizia con una discreta meticolosità. Sensazioni negli anni successivi rimasti in gran parte assopite, e ritornate a tratti solo grazie ai più recenti capitoli di Ceaser dello stesso editore Sierra Entertainment o sparuti altri casi. Finalmente, invece, i ragazzi di DotEmu hanno deciso di continuare il loro impegno nel riportare in auge progetti degli Anni ’90 dedicandosi proprio alla serie appena menzionata, fresca di realizzazione e pubblicazione con il nome di Pharaoh: A New Era.

L’era dei faraoni

Per chi ancora non avesse ben chiaro a cosa ci stessimo riferendo, Pharaoh: A New Era è il remake dell’omonimo gestionale uscito nel 1999, e che include anche l’espansione uscita successivamente dedicata a Cleopatra e al suo regno. Un pacchetto che nel suo insieme offre più di 50 livelli, sfide per i più attenti divoratori di city-builder e un quantitativo spropositato di ore.

L’offerta principale si riflette in una campagna che permette di muovere i primi passi della civiltà nata attorno al Nilo, scoprendo in 4.000 anni la nascita ed espansione dell’Antico Egitto in un percorso a tratti documentaristico ed estremamente interessante. Non manca, ovviamente, la possibilità di giocare singolarmente le missioni di Pharaoh: A New Era, per un approccio più da rapido. Per la soddisfazione scaturita dal naturale senso di progressione abbiamo però preferito approfondire proprio la campagna.

Ovviamente dal punto di vista grafico si difende egregiamente, avvicinandosi a uno stile ancora più cartoon.

Come ogni city-builder degno di questo nome, abbiamo anche una modalità sandbox, più libera e che permette con tutta calma di far crescere e gestire la più grande e spettacolare delle città dell’Antico Egitto. Ovviamente sarà necessario apportare le dovute accortezze per quanto concerne il livello di sfida, soprattutto perché non mancheranno i rischi di una gestione cittadina poco oculata.

Tra pericoli di natura finanziaria, un costante focus sul mantenimento della felicità dei popolani per evitare rivolte (tra svaghi e religione), senza dimenticare qualche accenno militare per la difesa dei territori durante le sessioni più avanzate, le variabili pronte a intervenire durante le partite di Pharaoh: A New Era saranno numerose.

Si può scegliere anche di giocare singolarmente le varie missioni per mettersi alla prova.

La dura vita del sovrano

Concentrandoci sul gameplay, abbiamo un quantitativo spropositato di routine da apprendere, soprattutto all’inizio, per poter scegliere come impostare le varie planimetrie.

Si comincia con la costruzione delle abitazioni, utili ad attirare i popolani in quello che sarà l’origine della nostra futura metropoli. Poi ci concentreremo sull’assicurare cibo e acqua agli stessi, così da permettere ai sudditi di concentrarsi sui vari compiti che gli assegneremo. Si prosegue con la gestione delle strutture adibite alla produzione di materie prime, a seconda degli obiettivi della missione (o al nostro libero arbitrio), e così via nell’espansione del centro città e delle aree periferiche.

La prima cosa da fare in Pharaoh: A New Era è realizzare strade, fondamentali per collegare le varie costruzioni e gestire gli spostamenti tra le stesse. Bisogna soffermarsi sul mettere in piedi un vero e proprio circuito che permetta ai lavoratori di aggirarsi nelle varie zone. Allo stesso modo dovranno collegarsi alle aree limitrofe al fiume Nilo sfruttando la (scarsa) vegetazione presente o aggirando alcune barriere naturali che rallenterebbero la raccolta delle risorse.

Non sempre è possibile prevenire i problemi., tra malattie, calamità e rischi di ogni sorta.

Non mancano scorciatoie legate ai comandi o al layout delle finestre di gioco, andando oltre il buon lavoro di pulizia e ammodernamento sul fronte grafico. Proprio per quanto riguarda l’interfaccia troviamo una migliore disposizione degli indicatori delle costruzioni, ordinati per renderle fruibili e gestibili anche dai nuovi arrivati. Si apprezzano anche gli automatismi implementati per trasformare i sudditi in lavoratori per le nuove attività. Ciò limita l’utilizzo di ulteriori figure come reclutatori che in passato destavano qualche problema, soprattutto nei centri più grandi di Pharaoh: A New Era.

Ovviamente non mancano alcuni difetti storici, in primis una presenza di animazioni e costruzioni non particolarmente varie rispetto ai city-builder più recenti. Questo viene in parte viene giustificato dal piacevole effetto nostalgia che avvolge tutta la produzione.

Inoltre, rimane difficile monitorare adeguatamente tutti i parametri dall’interfaccia per evidenziare problemi economici, malattie o problemi di ordine pubblico. Questo getta spesso il giocatore in un vortice di eventi negativi che – come vero e proprio effetto domino – porta a repentini e fastidiosi game over. In questi casi, il nostro consiglio è quello di godersi le missioni senza gestire preventivamente le varie calamità presenti. Avrete tempo e modo per imparare a fronteggiarle quando si manifesteranno.

Non mancano gli edifici militari, ma non aspettatevi particolari attenzioni sulle meccaniche belliche.

Commento finale

Pharaoh: A New Era si carica sulle spalle l’eredità lasciata da un ottimo city-builder. Rispetta le difficili esigenze dei fan di vecchia data e tende più di una mano ai meno avvezzi al genere. Creare ed espandere la propria civiltà egiziana regala immense soddisfazioni, oggi come allora, ma non mancano alcuni necessari compromessi. Questi sono figli di un progetto che per rimanere estremamente fedele alle sue origini si porta dietro alcuni difetti da considerare ormai storici. Grazie a DotEmu, potrete comunque (ri)scoprire un gestionale di tutto rispetto con il quale mettersi alla prova di livello in livello.

Pro
  • – Contenutisticamente di rilievo, soprattutto grazie alle numerose missioni
  • – Progettare la città collegando le varie strutture regala immense soddisfazioni, anche per i neofiti
  • – Alcune piccoli miglioramenti che snelliscono sia il gameplay sia l’interfaccia, senza banalizzare l’esperienza
Contro
  • – La struttura di gioco sente comunque il peso degli anni
  • – Rimane difficile monitorare tutte le variabili con la crescita della città

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