Dead Island 2 – Recensione

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Sono passati quasi 10 anni da quando nell’originale Dead Island abbiamo combattuto gli zombi sulla paradisiaca (ma per poco) isola di Banoi. Allora giocavamo ancora su PlayStation 3 e Xbox 360. Da lì a poco sarebbe arrivato anche l’avventura aggiuntiva di Dead Island Riptide, ma le voci di un vero sequel erano parecchie. Poi è successo di tutto, coinvolgendo tre diversi studi al timone di un sequel che prendeva strade improbabili e poco percorribili. Ora però Dead Island 2 è realtà grazie a Dambusters Studios, si è adeguato alle nuove tecnologie ma continua ad offrire quel tipo di azione che ha fatto felici tanti appassionati.

La storia di sempre…

Al centro della narrazione non poteva che esserci nuovamente un’epidemia zombi. Solo che stavolta ci troveremo a muovere un personaggio a nostra scelta (tra sei) appena scampato ad uno schianto aereo nei cieli di Los Angeles. Cercando di decollare per lasciare la città ormai invasa dai mangia cervelli, inizieremo la nostra avventura mentre usciamo dai rottami del nostro volo. Da lì a poco conosceremo una star hollywoodiana e soprattutto scopriremo di essere immuni al morso degli zombi.

Mordi pure, tanto il protagonista è immune e tra due secondi finirai spiattellata su qualche parete…

Il nostro personaggio subirà danni, ma per qualche motivo non potrà essere infettato e quindi non si trasformerà. Sarà quindi l’unico a potersi muovere attraverso la città cercando aiuto per salvare la sua vita e quella di chi è sopravvissuto. La stella di Hollywood e il suo entourage ci forniranno una base sicura in cui rifornirci, oltre a missioni che ci porteranno a visitare molti luoghi iconici della città.

…raccontata con divertito umorismo (nero)

La storia non brilla per originalità nel vero senso del termine, ma ha un vantaggio anche sull’originale Dead Island: non si prende quasi mai sul serio. Anche all’interno di missioni banali in fatto di descrizione, ci si ritrova a muoversi in location insolite e ad affrontare situazioni divertenti.

La piscina meno accogliente che mi venga in mente

Solo nelle prime ora mi viene in mente il party a bordo piscina, con la vasca ricolma di acido, o la festa di matrimonio, con tanto di musica e sposa con cui “ballare”. I personaggi sono poi tutti dotati di uno humour nero abbastanza marcato, ottimo per smorzare i toni estremamente gore a cui andremo incontro. Poi il finale non piacerà a tutti, ma complici alcune missioni secondarie e specifici personaggi, l’aria che si respira è sufficientemente scanzonata da non far pesare troppo l’estrema violenza del titolo.

Rompi, taglia, spappola

Vediamo di capirci subito: Dead Island 2 è un gioco violentissimo. Per rendere al meglio l’aspetto gore, gli sviluppatori hanno creato un sistema di “smembramento” zombi. Potrete tagliare qualche pezzo continuando ad infierire con armi da taglio, potrete far volare via pezzi di cranio, colpendo in testa gli zombi…

Far cadere la mascella (e molto altro…) ha tutto un altro significato in Dead Island 2

Senza soffermarmi ulteriormente sui dettagli, vi basti sapere che gli zombi che incontrerete potranno essere strapazzati in più di un modo. Tra le armi che potremo usare, le vere star sono quelle da corpo a corpo, divise in categorie di rarità e potenziabili con modifiche che possono aggiungere effetti elementali e altre diavolerie. Non mancano nemmeno le armi da fuoco, ma la maggior parte dei combattimenti li affronterete malmenando gli zombi davanti al vostro naso.

Combattere diversamente

Il combattimento corpo a corpo non va molto d’accordo con i giochi in prima persona, ma qui si è cercato di renderlo più vario grazie ad alcune trovate perlomeno interessanti. Potrete parare i colpi in arrivo o schivarli, creando anche stordimenti che vi permetteranno di contrattaccare all’istante tramite una sorta di quick time event. Poi potrete calciare via chi si fa troppo opprimente, attaccare con sonori calci volanti lanciare le armi, attaccare in scivolata e caricare gli attacchi.

Per prendere gli zombie per il collo serve eseguire una parata o uno schivata perfetta

Alcune mosse cambieranno o si potenzieranno equipaggiando diverse carte da un menu. Alcune di esse le sbloccherete salendo di livello, altre semplicemente trovandole in giro per il mondo di gioco. Fatto sta che non potrete attivarle tutte contemporaneamente e così dovrete scegliere tra due alternative. Preferite parare i colpi o schivarli? Meglio sferrare un calcio volante per fare qualche danno o eseguire un doppio calcio con un maggiore tempo di recupero ma in grado di scagliare lontano chi colpite?

I personaggi sono 6 e discretamente caratterizzati, ma sceglienrne uno rispetto ad un altro non è così significativo

A ciò si uniscono ulteriori bonus che possono andare a migliorare alcuni aspetti del vostro personaggio, con alcuni di essi che sono esclusivi dell’ammazza zombi che avrete scelto all’inizio. In questo senso mi sarei aspettato qualcosa di più in fatto di differenziazione, ma allo stato attuale, a parte una simpatia verso il design del personaggio e alcune differenze nella sua costruzione generale, non c’è molto. Scegliere di cambiare eroe non ha molto senso, anche perché questo implicherebbe ricominciare da capo il gioco, senza poi variazioni concrete.

Tanta piccole mappe dettagliate

Parlando del mondo di gioco bisogna fare una precisazione: il titolo non è un open world, ma ci immerge ogni volta in aree relativamente piccole. Bel-Air, Beverly Hills, Venice Beach e diverse altre location offrono un buon equilibrio tra l’esplorazione dei loro ambienti, e la qualità degli stessi.

La prima mappa che incontrerete e che lentamente si riempirà di icone. Piccola ma ben condensata, come le altre che esplorerete.

Creare mappe enormi ma vuote non sarebbe stata una gran scelta e mi sento di promuovere quanto creato da Dambusters Studios perché offre un buon numero di dettagli senza farci perdere in questo mondo. Il gioco è piuttosto lineare nel suo svolgimento, ma queste aree permettono di nascondere missioni secondarie e casseforti che spingono ad uscire dalla strada tracciata dalle missioni principali, scoprendo così ulteriori location. Il dettaglio è ottimo e l’idea di stare esplorando la villa di un riccone che ora sta pascolando, tutto mangiucchiato, attorno alla sua piscina, è sempre vivida.

Cooperativa per 3

Merita infine un plauso anche la modalità cooperativa, stavolta pensata per un massimo di tre giocatori. Questa possibilità si sblocca dopo la missione iniziale e permette di collegarsi con giocatori di livello simile al nostro e con progressi uguali o inferiori. Può capitare di aiutare uno sconosciuto in una missione che abbiamo già affrontato, ma se poi arriviamo ad giocarne una che manca ad entrambi, i progressi saranno mantenuti anche se non staremo ospitando la sessione.

La cooperativa funziona benissimo anche con sconosciuti, potendo portare avanti le proprie missioni anche nelle partite di altri giocatori. Ovviamente giocare con amici aumenta molto il divertimento

I progressi che otterremo in coop, resteranno quindi anche nel nostro mondo, creando una connessione che in altri giochi è mancata. Inoltre il gioco è cross-gen, ma non cross-play: un utente PS4 potrà giocare con chi possiede PS5, ma nessuno di loro potrà giocare con chi fa fuori zombi da Xbox o PC. Allo stesso modo chi gioca su Xbox One, potrà divertirsi con chi gioca su Xbox Series X|S.

Veloce, fluido e con tanto rosso

Il comparto tecnico di Dead Island 2 non fa gridare al miracolo, ma dimostra l’abilità degli sviluppatori. La dimensione ridotta delle mappe ha permesso di mantenere un carico di lavoro che su console current gen fa viaggiare il frame rate a 60 frame per secondo, compromessi solo in alcune rare occasioni. Su old-gen siamo invece sui 30 fps, come da previsione.

Le ambientazioni sono estremamente dettagliate, da stanze buffe come questa ad altre molto più raccapriccianti.

Gli effetti speciali come scariche elettriche ed esplosioni sono ben ricreati, e gli zombi sono molto ben differenziati sia come modelli poligonali, sia come variazioni nelle creature. Convincente anche il sonoro, con effetti speciali splatter a non finire, ma anche con musiche che rendono bene le situazioni che vanno a sottolineare. Buono il doppiaggio in inglese, completamente sottotitolato in italiano, così come i testi nei menu.

Commento finale

Era difficile credere in Dead Island 2 dopo tutti quei rinvii, e invece Dambusters Studios ha saputo creare un gioco che piacerà soprattutto ai fan. La base del gameplay avrebbe meritato maggiori novità dopo tutti questi anni, ma probabilmente si è preferito recuperare lo spirito originale, senza stravolgerlo. Le novità non sono poi molte e gran parte del lavoro la fa l’ambientazione losangelina, ma la narrazione e diversi momenti di alleggerimento aiutano a divertirsi più di quanto mi sarei aspettato.

I calci volanti sono sempre molto coreografici e possono essere potenziati, ma il doppio calcio spinge lontano gli zombie, offrendo scenette davvero comiche

Ovviamente vi devono piacere i giochi in prima persona in cui ci si mena molto più di quanto ci si spara, però questo è un po’ un marchio di fabbrica della serie. In coop poi sa essere divertente e inaspettatamente rilassante, spingendovi ad esplorare le aree proposte, molto più di quanto avreste immaginato. Tra i giochi cooperativi di questo periodo, Dead Island 2 vince a mani bassissime, l’importante è che non siate troppo impressionabili nel vedere pezzi di zombi che volano per tutto lo schermo.

Pro

– Storia e personaggi più leggeri del previsto

– Buon level design

– Armi per tutti i gusti, potenziabili

– Smontare zombi è sempre divertente

– Coop ben realizzata

Contro

– Combat system un po’ ripetitivo alla lunga

– Personaggi poco diversificati

– Sfruttare l’ambiente non richiede grande creatività

– Non adatto ai più sensibili (per molti di voi sarà un pro)

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