Street Fighter 6 – Recensione

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Street Fighter è una serie iconica ma da un po’ di tempo anche elitaria e discussa per i motivi sbagliati. Le sue due anime convivono tra l’essere la saga storica che praticamente ha creato i picchiaduro a incontri, e un sistema di controllo non alla portata di tutti. In più il quinto capitolo si era presentato al day-one in condizioni disastrose, puntando tutto sull’online e lasciano al single player due microscopiche modalità. Street Fighter 6 aveva quindi il compito di rimettere d’accordo tutti. Per farlo ammette le colpe del suo predecessore (ripresosi solo recentemente grazie alle pesanti aggiunte della versione Champion Edition) e si impegna per portarci uno dei picchiaduro più importanti degli ultimi anni.

Tutto inizia dai personaggi

Chi conosce Street Fighter e i picchiaduro in generale, sa che ogni personaggio ha punti di forza e debolezze. Partendo da questo concetto, Capcom ha analizzato approfonditamente la saga e ha cercato di individuare cosa funziona e cosa invece andava perfezionato. Il primo punto di forza sta nel roster storico, a cui milioni di giocatori sono super affezionati. Per questo, tutti gli otto protagonisti del mai dimenticato Street Fighter II sono immediatamente disponibili in questo sesto capitolo.

Tutti i personaggi giocabili di Street Fighter II sono immediatamente nel roster

Ryu, Ken, Guile, Chun-li, Zangief, Blanka, Edmond Honda e Dalshim chiariscono subito che le radici del capitolo più amato sono al centro del progetto. Insieme a loro arrivano Cammy e Dee Jay, arrivati con Super Street Fighter II, per proseguire con la folle a amata Yuri di Street Figher IV.  Terminano gli inediti JP, Lily, Manon, Marisa, Kimberly, Jamie e l’uomo di copertina, Luke. 18 personaggi tutti diversi, con mosse, movenze e agilità unici, tra cui chiunque potrà trovare il proprio preferito, tra vecchie glorie (ancora oggi tra i migliori personaggi mai creati) e nuove reclute.

I controlli Dinamici

Creato il roster, Capcom si sarà accorta che molti giocatori “temono” Street Fighter per la sua complessità e per le sue mosse tutt’altro che semplici da eseguire. Per aggirare questo problema lo sviluppatore di Osaka ha creato tre diversi sistemi di combattimento, così da accontentare sia preme tasti a caso, sia i giocatori più tecnici. Per chi non ha alcuna esperienza di Street Fighter c’è il sistema “Dinamico”.

Chi vuole buttarsi nella mischia senza conoscere la vero complessità del gioco, troverà ottima l’introduzione dei controlli dinamici. Passare a quelli moderni è però consigliato se si vuole imparare a giocare.

Muoverete il personaggio ma qualsiasi input di attacco verrà gestito dalla IA, così che si possano affrontare combattimenti spettacolari con mosse standard, speciali e super senza dover pensare all’esecuzione materiale sui tasti. Questo sistema di controllo non è attuabile nei combattimenti online, rimanendo relegato alle modalità single player o VS. contro la CPU o amici in locale. Spettacolare per chi inizia, non offre però alcun vero controllo sul gioco.

I controlli Moderni

Appena i novizi si sentiranno un po’ più a loro agio dovrebbero scegliere il sistema di controllo denominato “Moderno”. I pulsanti cominciano ad avere tutti una loro connotazione tra colpi, deboli, medi e potenti, ma non viene ancora applicata la distinzione classica tra calci e pugni. Inoltre uno dei tasti frontali si prende la briga di attivare le mosse speciali. Queste variano in base alla direzione che imprimerete durante la pressione del tasto, un po’ come accadeva nell’ultimo Super Smash Bros. di Nintendo.

I colpi Nel sistema di controllo “moderno”, i colpi sono divisi in debole, medio e potente, ma senza distinguere i calci dai pugni. Eseguire le mosse speciali e le super è però una passeggiata.

Premendo quel tasto con Ryu, per esempio, eseguirete la sua palla di fuoco; premendo avanti invece eseguirete il celebre shoryuken. Inutile dire che eseguire certe azioni sarà più semplice, ma sarebbe errato dire che il gioco diventa più semplice. La lista delle mosse presenta infatti una complessità comunque notevole e riuscire a gestire ogni variabile non è cosa da poco. Avrete meno preoccupazioni durante l’esecuzione fisica delle mosse, ma sapere quando usarle spetterà a voi.

I controlli Classici

Questa semplificazione può essere portata anche nelle battaglie online, ma non rappresenta mai davvero un vantaggio. Il sistema a sei tasti che abbiamo sempre conosciuto e che si identifica giustamente con il nome “Classico” è l’unico che dona davvero la piena padronanza del proprio lottatore e un giocatore che sa come comportarsi può asfaltare senza difficoltà alcuna chi utilizza il metodo di controllo “Moderno”. 

I comandi classici all’opera, ossia come abbiamo giocato Street Fighter fino ad oggi. Così si ha il controllo completo, ma chi non è abituato a rotazione ed evoluzioni sul controller suderà come in passato.

Questi tre sistemi di controllo rappresentano però una fortissima volontà d’intenti: per la prima volta Street Fighter diventa accessibile per chiunque. Spetterà poi al giocatore capire quando è il momento di passare allo step successivo, consapevole che il sistema “Moderno” potrebbe bastare, offrendo un sacco di ore di studio delle mosse. Non sarà quindi necessario, un giorno, il passaggio al sistema “Classico”, a meno che non si desideri davvero giocare a Street Fighter nel modo in cui è stato concepito fin dalle origini.

I tanti modi di imparare

Street Fighter 6 vuole fin da subito mettere a proprio agio il giocatore, qualsiasi sia il suo livello di abilità con i picchiaduro. Non si limita però ad introdurre i sistemi di controllo appena descritti, ma aggiunge le dinamiche dei Drive Impact, dei Drive Parry (eseguibili ciascuno con un semplice tasto) e mette a disposizione un sacco di informazioni che non si fermano ai tutorial. Questi, pur ben realizzati, non bastano per conoscere le potenzialità dei personaggi. Per questo è stata pensata una modalità di pratica che si concentra sugli specifici lottatori.

Street Fighter 6 contiene una guida molto ricca sui sistemi di gioco, ma anche sui singoli lottatori. Per chi vuole studiare e migliorarsi ci sarà sempre qualcosa da imparare.

Se vi piace un personaggio per il suo design, potreste qui scoprire come sfruttarlo al meglio, capendo per esempio che la sua velocità e alcune mosse possono risultare insidiose e magari aprire la strada ad attacchi ancora più devastanti. Inoltre, affrontare i tutorial uno dopo l’altro potrebbe riempirvi la testa di nozioni, senza darvi il tempo di assimilarle per davvero. Per questo motivo (e tanti altri che vi racconterò) abbiamo apprezzato davvero tanto la nuova modalità World Tour.

Il World Tour che espande il single player

La modalità principale per il giocatore singolo è il World Tour e si ambienta in gran parte a Metro City. La città che ha fatto da sfondo allo storico Final Fight, si presenta fin da subito come una New York in salsa Capcom, in cui potremo combattere ovunque e contro tutti. Una volta creato il nostro alterego, inizieremo facendo la conoscenza di Luke, personaggio che ci insegnerà alcune mosse base e poi ci chiederà di andare ad allenarci per strada.

Il World Tour è un folle viaggio per cercare di migliorarci costantemente. Per farlo potrete sfidare quasi chiunque, compresi alcuni negozianti che vorrebbero solo vendervi una pizza.

Arriveremo quindi nella Time Square di Metro City e qui, beh, potremo sfidare quasi chiunque. Moltissimi dei personaggi che popolano l’area, possono essere sfidati premendo un tasto, trovandoci subito dopo ad incrociare i pugni. Ci sono teppisti a cui insegnare le buone maniere, ma abbiamo sfidato anche una signora elegantissima, un artista di strada, un venditore di pizza, un’anziana signora…

Ci muoveremo come in un qualsiasi action adventure in 3D e potremo anche deviare dalle solite strade per salire sui tetti e magari conoscere anche bizzarri personaggi. Lo scopo di questa avventura sarà svolgere le missioni che ci vengono assegnate, esplorare le aree anche usando mosse speciali e conoscere personaggi celebri che potranno insegnarci il loro stile e le loro mosse.

Incontrando i maestri sbloccherete le loro animazioni e alcune mosse speciali. Continuando ad allenarvi usando il loro stile potrete anche sfidarli e imparare mosse molto più potenti.

Il nostro avatar potrà così cambiare stile e combattere come Luke o come Chun-li, con animazioni che rendono parecchio buffe alcune situazioni. Il fatto è che mentre si affrontano missioni e si equipaggia il nostro con vestiti che ne modificano le caratteristiche, vengono introdotti mosse speciali e concetti fondamentali per combattere. Quegli stessi concetti visionabili nei tutorial ma qui introdotti con ritmi più blandi, facilitandone l’apprendimento.

Le altre modalità offline

Il World Tour non è perfetto ma naviga tra il costante miglioramento tipico di chi si allena e il nonsense nipponico, con situazioni bizzarre che strappano più di una risata. Se Mortal Kombat puntava su una storia inframmezzata da combattimenti, qui è l’opposto, con combattimenti che diventano sempre più interessanti e che possono essere svolti senza la necessità di “andare avanti” con la trama. Resto il fatto che guidare solo un avatar che prende in prestito le mosse dei lottatori più famosi avrebbe un po’ ridimensionato l’aspetto single player di Street Fighter 6.

Le altre modalità offline comprendono i classici Versus, scontri a squadre, battaglie con regole modificabili e con con ostacoli imprevisti e, per fortuna, anche il mitico arcade, con un numero di incontri selezionabile dal giocatore, con stage bonus e con storie personalizzate con immagini a fumetti sia all’inizio, sia alla fine.

Per questo esiste la modalità Fighting Ground. Qui si nascondono le opzioni più classiche per i picchiaduro, tra l’Arcade con un numero di incontri da affrontare per concludere la storia del lottatore scelto, Pratica, cove si nascondono i tutorial e le lezioni per imparare a conoscere i lottatori, Versus con la possibilità di giocate incontri 1 VS 1 o a squadre tra due giocatori in locale, Speciale che contiene scontri personalizzabili con regole alternative al classico “svuota la barra dell’energia avversaria” e la modalità online più rapida. Fighting Grounds risponde quindi alla richiesta di avere diverse modalità da giocare anche in single player, e non mi sorprenderebbe veder aumentare le opzioni in futuro, tramite classici survival e time attack.

L’hub online che fa tanto sala giochi

Non poteva certo mancare la componente online e se la modalità Fighting Ground può fungere da scorciatoia, è nel Battle Hub che si trova il cuore della sfida tra giocatori. Gli avatar usati nel Word Tour potranno essere usati per popolare questo spazio virtuale in cui sono presenti i giocatori pronti a sfidarsi. Potrete sedervi davanti ai tanti cabinati presenti in attesa di un avversario o semplicemente guardare cosa combinano i giocatori già impegnati in uno scontro.

L’hub online, strutturato come una grande sala giochi, aumenta la voglia di provarci. Anche perché si può imparare tanto anche perdendo rovinosamente.

Persino io che non amo particolarmente le sfide online, sono rimasto affascinato da questa modalità, trovandomi a subire sconfitte su sconfitte ma uscendone sempre un po’ più consapevole del mio stile di gioco e di quello dei miei avversari. Il roll back permette poi scontri sempre equilibrati, se non quando la connessione risulta debole. Infine va evidenziata la possibilità di giocare in single player a classici di Capcom del calibro di Street Fighter II e il mitico Final Fight. Potremo avviarli quando si vuole, gratis e cercando anche di entrare in classifiche online basate sul punteggio.

Il lato artistico della lotta

Artisticamente Street Fighter 6 è davvero un gioiello. I personaggi ufficiali e gli sfondi sono ricreati con una pulizia invidiabile, con animazioni perfette sia nella lettura dei colpi, sia nel mostrare l’armonia, l’agilità e la potenza di chi li esegue. Lo stile street art utilizzato per enfatizzare colpi come i Drive Inpact è eccellente, con pennellate accese che aumentano lo spettacolo già enorme dei combattimenti. Tutto senza nominare le super mosse più spettacolari con cambi di inquadratura ed effetti speciali pirotecnici. Pulito e fluido come ci si aspetterebbe, può tentennare solo all’avvio del Battle Hub, per colpa però dell’aggiornamento delle connessioni internet.

Lo stile artistico di Capcom è un concentrato di colori e spettacolarità. E anche le musiche sanno come accompagnare gli scontri, con cambi di ritmo e di stile davvero eccellenti.

Anche le musiche, impostate sullo stile street, sono state pensate per piacere anche ai vecchi fan che vorrebbero sentire a vita solo le musiche originali di Street Fighter II. Per loro c’è comunque qualche sorpresa durante il World Tour. Il gioco è doppiato in inglese e giapponese, a secondo di come lo vorrete impostare, mentre i testi in italiano sono tantissimi per gli standard di un picchiaduro. La loro cura è eccellente e, ovviamente, sono tutti in italiano.

Commento finale

Street Fighter 6 è una sorpresa, anche per chi combatte con Ryu e Ken dagli inizi degli anni ’90. Riesce a risultare nuovo e allo stesso familiare per i giocatori storici, ma anche spassoso e approcciabile dai nuovi arrivati. Tentare subito la sorte con l’online può essere traumatico ma, con lo spirito giusto, può essere istruttivo anche subire sconfitte consecutive, se questo permette di imparare qualcosa sul proprio personaggio e su quello dell’avversario.

Street Fighter 6 è molto migliore di quanto ci saremmo mai aspettati, e grazie ad un day-one super solido, anche l’arrivo dei futuri lottatori appare molto più accettabile che in passato.

Certo è che l’approccio morbido che permette di studiare i personaggi dai tutorial, di iniziare a provarli nell’Arcade e nel frattempo imparare quel che serve nel World Tour, rende davvero appassionante questo nuovo episodio. Uno Street Fighter che permette di giocare tra amici pestando a caso i tasti e che allo stesso tempo fa apprezzare sfumature e differenze, è un’esperienza nuova e allo stesso tempo imprescindibile per una serie così apprezzata. Ci voleva una scossa che rendesse meno elitario un nome così famoso, ma mettere d’accordo fan storici ed esordienti totali, è una vittoria per tutti noi videogiocatori. Street Fighter è tornato grande ed è tornato ad essere il nome da battere.

Pro

– Tre sistemi di controllo adatti a tutti

– Combattere è sempre appassionante

– Roster ottimo

– Single player presentissimo

– Modalità per tutti i gusti

– Artisticamente eccellente

– Ci sono alcuni classici di Capcom!

Contro

– Lo stile dinamico sarà utile solo ai più piccoli

– I personaggi extra per ampliare il roster sono già in agguato

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