CONVERGENCE: A League of Legends Story – Recensione

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Siamo arrivati finalmente alla metà del 2023 e Riot Forge, forte delle sue promesse a inizio anno, continua a sfornare titoli di ottima fattura che spaziano in ogni genere possibile. Questa volta tocca a CONVERGENCE: A League of Legends Story, titolo Metroidvania che ricalca alcune vicende di Piltover e Zaun, con Ekko come protagonista.

La storia in pillole

Zaun è una metropoli sfortunata, costantemente all’ombra della maestosità di Piltover, sua controparte più ricca e agiata. Immergendoci subito in questa realtà steampunk, CONVERGENCE inizia la sua storia con un vero e proprio botto. L’esplosione di una Guglia di Zaun fa preoccupare tutti gli abitanti della città fra cui anche Ekko. Curioso di cosa sia successo, il ragazzo si avventura nella città per assicurarsi che tutti i suoi amici stiano bene. Le vicende lo portano a scoprire gradualmente veri e propri sotterfugi di larga scala che circondano i misteriosi Cristalli Syntixi.
A lavorare su questo caso c’è ovviamente Ekko, ma anche il sé stesso del futuro, mentore e monito per tutta la durata della storia. Perché, lo abbiamo volutamente omesso, Ekko è un ragazzino in grado di governare il tempo. Utilizzando uno speciale Motore in grado di riavvolgere la realtà di diversi secondi, minuti o perfino ore, ha l’esistenza in pugno.

Convergence
Il combat system di Convergence è davvero molto solido.

Il gameplay di CONVERGENCE

CONVERGENCE, come abbiamo già anticipato, è un Metroidvania in tutto e per tutto privo di particolari sorprese. Ekko viene studiato e sviluppato per essere a livello di feeling il più vicino alla sua controparte in League of Legends. A differenza di questa versione, però, l’Ekko di CONVERGENCE dovrà sbloccare i potenziamenti che compongono il suo kit man mano che andremo avanti nel gioco.

Convergence
Ogni nemico va affrontato in maniera diversa.

Il level design di CONVERGENCE è piccolo e compatto, tipico per un gioco dalla durata inferiore alle 10 ore. Sviluppandosi prevalentemente in verticale, soprattutto nelle ultime aree, si lascia larghissimo spazio ad una componente di parkour davvero massiccia. Salteremo di asta in muro e di muro in nemico utilizzando il trigger destro o il tasto dorsale destro, a seconda delle necessità.
Ad aggravare il level design viene in soccorso il tipico sistema di scelta delle difficoltà. Per l’occasione abbiamo deciso di giocare alla difficoltà più alta disponibile per restare sempre attivi e testare i limiti del combat system. Parlando proprio del combat system, Ekko potrà utilizzare tutte le mosse di parkour già menzionate, ma anche la sua fida mazzaspada, il suo Cronodisco, il suo Campo di Scissione Temporale e la sua Frattura Temporale.

Altro elemento interessante è il crafting che, seppur non proprio profondo, offre spazio a una grande crescita del personaggio.

Il sistema di crescita di CONVERGENCE

Tutte queste mosse hanno una controparte identica in League of Legends e funzionano quasi completamente alla stessa maniera. Si potrà rallentare il tempo in aree circoscritte, saltellare tra i nemici, schivare e parare colpi e far esplodere la propria copia temporale. Tutte queste mosse infliggono ingenti danni ai nemici, anche a difficoltà più alte.
A bilanciare il tutto vengono in soccorso ampie possibilità di personalizzazione di Ekko. Si parte dagli utensili che si potranno costruire ed equipaggiare raccogliendo i più svariati ammennicoli sparsi in giro per i livelli, fino alle abilità sbloccabili con la valuta di gioco, gli Ingranaggi, che offriranno a Ekko più mobilità, danni e libertà di movimento generale.

Convergence
Alcuni dei boss del gioco sono celebri personaggi di League of Legends che vivono nella stessa area.

Ultimo elemento, ma non per importanza, consiste nella possibilità di riavvolgere il tempo di qualche secondo. A difficoltà più alte Ekko disporrà solo di due punti vita, ed è per questo che riavvolgere il tempo dovrà essere una scelta precisa. Il rewind permette al giocatore di riposizionarsi prima di subire danni ingenti, perciò è vitale ad ogni difficoltà. Dispone, inoltre, di cariche limitate. Questo rende il gioco molto più coinvolgente e divertente, soprattutto durante le boss fight e durante alcuni combattimenti estremamente concitati, in cui saremo costretti a combattere contro orde di nemici in spazi davvero ristretti.
La punta di diamante di CONVERGENCE è la skill expression: il combat system, seppur semplicistico, lascia ampie libertà di scegliere il proprio stile di gioco. I giocatori più esperti sapranno come gestire la frenesia delle battaglie anche quando le speranze sembrano perdute. Questo è senz’ombra di dubbio uno degli elementi che più ci hanno divertito e coinvolto giocando.

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Ogni mossa di Ekko offrirà ampie libertà di movimento.

Il lato tecnico

Double Stallion con CONVERGENCE opta per uno stile grafico molto vicino ai più recenti fumetti occidentali, prendendosi alcune libertà stilistiche nel rappresentare Ekko e altri personaggi già visti in League of Legends. In un certo senso questo stile ricorda molto quello adottato da Airship Syndicate in Ruined King: A League of Legends Story, e forse non è un caso.
Fatto sta che CONVERGENCE convince in tutto e per tutto, sia per ciò che concerne le animazioni dei personaggi, sia per ciò che riguarda la scelta dei colori, sempre accesi e sgargianti. Se il character design è indubbiamente di ottima fattura, una leggera nota di demerito va al doppiaggio italiano, e non per la sua qualità, ma per la scelta delle voci.
Giorgio Melazzi fa un lavoro perfetto nell’impersonare Ekko per un’altra volta, mentre risulta un po’ più strano sentire la voce di Pietro Ubaldi immolarsi in ben più di un personaggio, dando spesso la sensazione di già sentito. Specie se lo stesso doppiatore impersona sia un buono che un cattivo. Risulta un filo fuorviante, a primo acchito, ma è un problema assolutamente relativo. Il doppiaggio resta di ottima fattura, così come anche le musiche e i suoni del gioco, sempre ben realizzati e limpidi nella qualità.

Convergence
Parlando di personaggi già visti in League of Legends…

Stabilità su Steam Deck e Controlli di CONVERGENCE

Apriamo infine una breve appendice sulla performance del gioco: abbiamo giocato CONVERGENCE su Steam Deck e il gioco va tendenzialmente a 60 FPS. Diciamo “tendenzialmente” proprio perché ci siamo spesso trovati di fronte a strani rallentamenti che hanno reso a tratti spiacevole il gameplay, anche se per fortuna si è trattato di momenti sporadici e di poco conto, nel grande schema.
Altra nota curiosa riguarda lo schema dei controlli, che permette di accedere a un compendio di nemici e altro utilizzando la freccia verso l’alto sul nostro controller. Fa strano a dirsi, ma dato che abbiamo giocato a CONVERGENCE utilizzando proprio le freccette, ci siamo spesso trovati in situazioni di interruzione repentina del gameplay a causa dell’apertura del compendio, ed è stato così finché non abbiamo ri-mappato il tasto a qualcos’altro.

Convergence
Sempre per la serie “ti ho già visto da qualche parte”… Ecco Camille!

Commento Finale

CONVERGENCE è a nostro parere il titolo più semplice e solido dell’intero gruppo di giochi Riot Forge. Non è ambizioso come Ruined King né frenetico quanto Mageseeker, ma riesce a farsi ricordare con un più che discreto level design, ottimi power up e livelli di difficoltà ostici, ma mai punitivi. Per questo motivo ci sentiamo di consigliare CONVERGENCE anche a chi non conosce League of Legends, proprio perché riesce a essere un ottimo Metroidvania senza alcuna pretesa e dalla durata molto ridotta.

Pro

– Level Design discreto
– Ottimo character design
– Power-up utili e vari
– Gameplay freneticò e molto divertente
– Discreta stabilità nativa su Steam Deck

Contro

– Mappatura di alcuni tasti un po’ scomoda
– Durata complessiva striminzita
– Prezzo un po’ alto per ciò che offre
– Non proprio rigiocabile

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