The Wandering Village – Recensione

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Fin dal primo annuncio datato 2020, tramite campagna Kickstarter, del progetto The Wandering Village non siamo riusciti a nascondere un certo interesse. Attirati da una proposta come city-builder così genuina nelle premesse, quanto ricca di potenziale a un occhio più attento, ci siamo lasciati catturare dal progetto nato dalle idee del team indipendente di Stray Fawn Studio e ne abbiamo seguito lo sviluppo con discreto coinvolgimento.

Nell’oceano delle proposte più e meno interessanti che imperversano sulla nota piattaforma di crouwdfonding appena menzionata, la software house con sede a Zurigo è riuscita in poco tempo non solo a superare l’obiettivo imposto come soglia per il finanziamento, ma a quintuplicare la cifra di partenza e raggiungere una discreta folla di sostenitori. A distanza di un anno dall’uscita in early access, The Wandering Village è stato incluso nel servizio di abbonamento Xbox Game Plus (cloud, console e PC) e non poteva esistere occasione ideale per gettarsi nel suo mondo e approfondirne le varie meccaniche.

Un posto da chiamare casa

Ciò che risalta fin dai primi minuti di The Wandering Village è la sua ispiratissima ambientazione, complice uno stile così pittoresco e volutamente focalizzato sul contrasto tra natura e desolazione, sopravvivenza in un mondo che sovrasta l’uomo e si prende la rivincita su esso, rappresentato da una palette cromatica semplice e funzionale nell’arricchire una visione d’insieme che infervora le menti più creative. Un risultato per nulla scontato, soprattutto perchè, considerando i molteplici e piccoli dettagli inseriti dagli sviluppatori per valorizzare l’esperienza di gioco, il rischio di risultare caotico era decisamente dietro l’angolo.

In un mondo in rovina impersoniamo un piccolo gruppo di nomadi intenti a sopravvivere sfruttando tutto ciò che incontrano sul loro cammino, fino a quando non scoprono un’antica e maestosa creatura chiamata Onbu e decidono di vivere sul suo dorso come dei veri colonizzatori. Da questo momento inizia la nostra partita con The Wandering Village, con il duplice obiettivo di far sopravvivere sia il nostro gruppetto di abitanti sia la possente creatura.

La telecamera regala dei sorprendenti scorci per godersi la crescita del villaggio.

Proprio sull’armonia da consolidare pezzo dopo pezzo assieme al possente Onbu si stratifica uno snodo fondamentale e per certi versi inaspettato sul piano emotivo. Durante lo sviluppo del nostro villaggio sarà possibile, con alcuni limiti, decidere come impostare il nostro rapporto con la possente creatura attraverso alcune semplici opzioni capaci di impreziosire le meccaniche gestionali di The Wandering Village.

Potremmo, ad esempio, vivere come veri e propri parassiti sul dorso di Onbu sfruttando senza limiti tutte le risorse disponibili, oppure sviluppare il nostro villaggio in completa sinergia con la creatura e le sue esigenze, in un rapporto di reciproco supporto e intesa. L’obiettivo finale rimane la sopravvivenza per la maggior parte del tempo possibile, attraversando regioni con differenti biomi, tra rischi e opportunità, sviluppando il nostro piccolo villaggio a seconda di quanto appena menzionato. A ben pensarci avremmo preferito una sorta di sistema morale capace di far sentire al giocatore il peso delle proprie scelte con maggior intensità, ma essendo ancora il gioco fase preview rimane una certa speranza per un miglioramento in questo frangente.

Come se non bastasse la stessa ambientazione così pittoresca nasconde un certo rammarico per l’assenza di una trama o una lore di sottofondo un minimo più marcata, e che avrebbe permesso a The Wandering Village di valorizzare ulteriormente l’esplorazione in questo mondo così desolato solo all’apparenza.

Ogni viaggio presenta decisioni difficili e non sarà sempre scontato aggiungere nuovi coloni.

Un villaggio da salvaguardare

Come anticipato, se dovessimo identificare le partite di The Wandering Village con un genere di appartenenza non potremmo non inquadrarlo come il più classico dei city-builder, capace di offrire – nelle sue meccaniche gestionali – un’esperienza tanto rilassante per i novizi quanto impegnativa per i giocatori più esperti e temerari.

Nello specifico, abbiamo un buon ventaglio di opzioni e modificatori capaci di aggiungere variabili ed ostacoli di ogni sorta durante le partite, offrendo un’esperienza adeguata per i giocatori più attenti alle meccaniche gestionali ed esperti in questo genere. Il tutto, senza dimenticarsi di tendere la mano a novizi o semplici curiosi, più attratti dalla possibilità di passare qualche ora in totale relax per dedicarsi alla crescita del proprio villaggio, accompagnati dalle delicate sinfonie di una colonna sonora che riesce a scaldare il cuore.

Il layout tra voci e menu di ogni sorta è gestito sorprendentemente bene.

Non aspettatevi, però, di poter costruire chissà che metropoli in The Wandering Village. Anzi, il numero di abitanti sarà sorprendentemente limitato fin dall’inizio della partita e anche le – randomiche – possibilità di espandere il centro abitato dovranno passare da una forza lavoro che rischia di latitare se non si decide di costruire ed espandersi con una certa pazienza.

Si comincia sempre con una dozzina di piccoli omini estremamente ligi in qualsiasi compito decideremo di affidargli, sfruttando adeguatamente le materie prime presenti sul dorso di Onbu per costruire le prime tende, i depositi utili a immagazzinare risorse e prodotti finiti, fino ad edifici più elaborati che permettono ai nostri stessi abitanti di specializzarsi e dedicarsi a un’unica mansione. Il sistema convince ed è immediato, riesce ad essere abbastanza tradizionale per il genere di riferimento, anche se grazie allo stile artistico già elogiato riesce a manifestare una spiccata personalità su schermo.

Vedere crescere il proprio villaggio alimenta una certa soddisfazione, ma per il futuro vorremmo una maggior varietà.

Con il proseguo dell’avventura in The Wandering Village, si potranno anche sviluppare delle ricerche focalizzate alla costruzione di edifici che permettono di aumentare la connessione con la possente creatura che ci ospita, così come permetterci di contrastare spore e funghi che (a causa dell’attraversamento di alcune aree velenose) risultano pericolose tanto per gli abitanti quanto per Onbu.

Nonostante lo scorrere piacevolissimo delle ore su schermo, però, si nota sul lungo periodo un certo rischio legato alla ripetitività, e soprattutto tra opzioni per le costruzioni o variabili che ostacolano la crescita del nostro villaggio ci aspettavamo una maggior profondità. Stiamo comunque parlando di una versione Game Preview tutt’altro che definitiva, capace comunque di mostrare una certa personalità e di reggersi sulle proprie gambe nel tentativo di ritagliarsi un suo spazio nel mercato dei gestionali.

Le nubi velenose porteranno un sacco di problemi per la salute dei nostri abitanti se non gestite in modo rapido.

Commento finale

The Wandering Village è un progetto molto interessante e che non si fa problemi a mostrare una certa personalità; proprio per questo è impossibile non riscontrare un certo potenziale fin da questa versione preliminare. Rimangono alcune incertezze, soprattutto sul fronte della varietà del gameplay, ma la software house ha già dimostrato di sapersi abilmente destreggiare tra le difficoltà che possono incombere nello sviluppo di un gestionale city-builder intenzionato, comunque, a distinguersi dalla massa. La strada intrapresa è sicuramente quella giusta.

Pro

– Gestionale adatto sia ai novizi che ai giocatori più esperti

– La sinergia tra abitanti e creatura offre interessanti chiavi di lettura nel gameplay…

– Artisticamente ispiratissimo

Contro

– … ma è quasi uno spreco non aver più dettagli narrativi o di lore

– Una maggior varietà per le costruzioni non guasterebbe

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