Gunbrella – Recensione

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Ormai la fama di Devolver Digital, come produttore di giochi indie di un certo spessore, è sotto gli occhi di tutti. A conferma, negli scorsi mesi abbiamo anche assistito ad un esclusivo ed ufficiale direct del produttore, il quale ci ha mostrato eccentricamente alcuni dei titoli in arrivo. Proprio grazie a questo evento, molti di noi hanno potuto farsi un’idea su cosa aspettarsi nei mesi a seguire, ed è lì che il mio interesse si è poggiato su Gunbrella.

I ragazzi di Doinksoft, con un piccolo trailer hanno saputo subito aumentare il mio interesse e quello della redazione, dato che abbiamo anche testato una versione di prova prima del rilascio ufficiale. Qualche giorno fa però, per l’esattezza il 13 settembre Gunbrella ha visto il suo debutto su Nintendo Switch e PC tramite Steam. La nostra recensione si focalizza proprio su quest’ultima versione.

Il mistero del Gunbrella

Partiamo subito con l’identificare Gunbrella in base al suo genere, ovvero quello di un metroidvania, ma alquanto atipico rispetto a quello che ci si aspetta quando si pensa a questa tipologia di giochi. Prima di andare a parlare più nello specifico di queste caratteristiche, facciamo una leggera introduzione sulla storia. Gunbrella in generale presenta una narrazione diretta, con molti dialoghi tra il nostro protagonista ed i vari personaggi, che incontreremo lungo il cammino.

L’incipit di questa storia è veramente semplice seppur poco felice. Infatti il nostro protagonista, tornato a casa in un giorno qualunque, trova sua moglie in fin di vita ed un unico indizio sulla scena del crimine: il Gunbrella, molto probabilmente l’arma del delitto. Quest’arma, infatti, sarà la vera protagonista di questa storia. Il nostro eroe, imbraccerà quindi il Gunbrella e partirà per un viaggio alla ricerca di indizi che portino al proprietario di questo eccentrico fucile, guidato da un senso di vedetta insaziabile. Per quanto il filo conduttore di questa storia, come anticipato, sia effettivamente molto semplice, il mondo in cui è ambientata non lo è affatto.

Ci destreggeremo in varie città ed ambienti, tutti molto diversi tra di loro, ben caratterizzati e ricchi di personaggi peculiari. Ciò sarà accompagnato da uno stile simil steampunk e noir che rientra perfettamente nello stile di quest’opera. In aggiunta, le quest secondarie ci forniranno varie informazioni su questo mondo ed il rapporto che connette le città e gli abitanti. Purtroppo però, dovrete masticare un po’ di inglese per godervi appieno quest’opera, dato che al momento la lingua italiana non è presente.

Non chiamatelo metroidvania

Inizialmente ho definito Gunbrella come un metroidvania “atipico”, questo perché non rispetta la classica struttura dove incontriamo un protagonista relativamente privo di abilità che siano combattive o di movimento. Basti pensare a classici titoli come Ori, Hollow Knight o l’intramontabile Metroid. Al contrario, già dai primi minuti di gioco in Gunbrella abbiamo la possibilità di utilizzare i muri come base per un doppio salto.

Potremo quindi “rimbalzare” contro il muro per scalarlo ed effettuare un dash in qualsiasi direzione, sfruttando il tasto dorsale destro del pad. Ciò garantirà l’apertura nel nostro ombrello ed il conseguente scatto nella direzione desiderata. Con il fatto che possediamo un ombrello come fucile, è quasi scontato dire che lo useremo per planare come Mary Poppins tramite lo stesso comando del dash, aprendolo quando saremo a mezz’aria.

Inoltre, come a rimarcare le differenze, Gunbrella non contempla la presenza della mappa, per cui sarà nostro compito memorizzare il più possibile il percorso desiderato per poter recuperare, per esempio, una via secondaria. A conti fatti tutte queste caratteristiche riposizionano il titolo di Doinksoft più come un action adventure bidimensionale, con vari elementi platform che delineano una semplicità di sviluppo convincente.

Il mio ombrello spara!

Ciononostante, per mettere un po’ più di pepe durante le sparatorie, sarà possibile imbattersi in munizioni consumabili da poter utilizzare nel nostro Gunbrella, come per esempio granate o colpi a ripetizione. Oltremodo, il fucile è anche potenziabile da un particolare NPC che richiederà ingranaggi. I potenziamenti però, comprenderanno solamente due caratteristiche: la potenza di danno e la velocità di ricarica. Parlando appunto di sparatorie è giusto sottolineare che in questo titolo non dovremo solo affrontare varie mappe pullulanti di nemici, ma anche vari boss dal design alquanto accattivante.

Va però sottolineato come i pattern dei boss non sia nulla di eccezionale, anzi, talvolta sarà più difficile superare una normale percorso piuttosto che il boss che troveremo alla fine di esso. Lo stesso anche giocando il titolo a difficoltà hard, il quale renderà il viaggio un po’ più tosto, ma senza proporre mai qualcosa di eccessivamente complicato.

Semplice ma ammirevole

Per quanto riguarda il punto di vista tecnico ed artistico, ancora una volta Devolver Digital sa benissimo su chi scommettere per portare al pubblico un prodotto unico nel suo genere. Ed anche questa volta ci troviamo di fronte a qualcosa di veramente curato nei minimi dettagli. I ragazzi di Doinksoft hanno saputo interlacciare più stili di pixel-art per rendere ogni ambientazione viva e dai toni peculiari. Ci troveremo infatti a dover passare in mezzo a città molto noir, covi di culti lovecraftiani, discariche, foreste e molto altro. Il tutto con una differenziazione visiva, ed uditiva non da poco.

Insomma, un comparto artistico di alto livello, come lo è la sceneggiatura ed i piccoli colpi di scena che accompagnano questa storia. Il suo ritmo sa bilanciare situazioni che possiamo definire piuttosto macabre e momenti sopra le righe, che spezzano quel sentore di eccessiva serietà. Ma c’è un altro motivo per elogiare la visione artistica degli sviluppatori: con un piccolo sovraprezzo sarà anche possibile acquistare in versione digitale per Steam un fumetto che racconta proprio le vicende di Gunbrella.

Commento finale

Tirando le somme, Devolver Digital ancora una volta ha avuto la vista lunga e ci porta un titolo veramente peculiare e valido. Gunbrella di certo non è quel gioco che rimarrà negli annali o che sorprende il giocatore scommettendo su nuove dinamiche di gameplay, ma resta in grado di accontentare chiunque.

Una generale semplicità, accompagnata da un comparto artistico di spessore che mi porta a fare i complimenti ai ragazzi di Doinksoft in grado di portare alla luce quello che definirei un titolo inide al 100%. Né troppo ambizioso per le risorse che sono state usate, né un semplice passatempo. In Gunbrella si riesce ad avvertire la passione dei creatori attraverso un titolo rilassante, ben congeniato, ma che sa anche accentuare la sfida, se lo volete. Se quindi volete anche voi scoprire il mistero che sta dietro il Gunbrella, ciò che dovete fare sarà semplicemente impugnarlo e godervi il viaggio

Pro

– Comparto artistico eccezionale

– Una storia avvincente

– Gameplay semplice ed efficace

Contro

– Patter dei boss fin troppo semplici

– Assenza della lingua italiana

– Alcune sezioni fin troppo facili anche in hard mode

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