One More Gate: A Wakfu Legend – Recensione

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Ad un anno di distanza dall’early access, One More Gate: A Wakfu Legend ha finalmente raggiunto la sua versione completa. Disponibile per ora solo su PC ma in arrivo anche su Nintendo Switch, siamo tornati ad esplorare il colorato deckbuilding incrociato con elementi roguelite e, ancora una volta abbiamo passato diverse ore molto piacevoli. Le aggiunte sono state parecchie e alcuni problemi riscontrati in passato, sono effettivamente scomparsi. Vediamo insieme cosa propone il nuovo titolo di Ankama.

Un po’ roguelite…

Se vi serve un piccolo ripasso di cosa sia One More Gate: A Wakfu Legend potete raggiungere l’hands-on che avevo preparato. Qui comunque vi faccio un veloce riassunto. Il protagonista della storia si chiama Oropo ed è un giovane che causa un problema con il portale del proprio villaggio. Per ripararlo dovrà affrontare alcune mappe che gli restituiranno i pezzi andati perduti.

Le varie aree della mappa, con tutto quello che vi aspetta al loro interno.

Superare quelle aree significa avanzare all’interno di una mappa che propone scontri, ma anche bonus, incontri speciali e aree di riposo dove fare acquisti e recuperare un po’ di salute. Se tutta questa parte vi ricorda uno dei tanti roguelite sulla piazza, è perché il gioco basa molto del suo fascino sulla casualità delle mappe, dei nemici e… delle carte.

e un po’ deck building

Il secondo ingrediente che caratterizza questa produzione è il deck building. Per chi non lo sapesse, con questo termine si indica la creazione di un proprio mazzo di carte. Saranno proprio le carte a determinare le vostre potenzialità in battaglia, decretando quello che potrete fare.

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Questo sono alcune delle carte standard che potrete equipaggiare all’inizio di ogni tentativo. Ad esse se ne aggiungeranno diverse altre, pescate nelle aree che visiterete.

All’inizio avrete un mazzo standard che alterna attacchi e difese, ma andando avanti, oltre a potenziare le carte in vostro possesso, potrete comprare carte da aggiungere al mazzo ad ogni run, così come carte speciali che invece potrete trovare lungo il viaggio. Queste saranno specifiche della partita che starete affrontando e non potranno quindi essere equipaggiate normalmente. Inutile dirvi che sono anche tra le più potenti che potrete usare, ma che, data la loro unicità, potrebbero saltar fuori nel momento sbagliato o non essere pescate quando servono.

Come si gioca

Creato il proprio mazzo con un massimo di 14 carte standard ed entrati nel livello, ci aspettano diversi nemici. Questi si comportano come in Slay The Spire, ossia preannunciano la mossa che eseguiranno durante il nostro turno, così che ci sia la possibilità di giocare le carte migliori nella nostra mano. Se per esempio sappiamo che un nemico ci attaccherà e ci infliggerà 5 punti ferita, dovremmo usare una carta difensiva che blocca 7, così da annullare il suo attacco senza subire danni.

Le icone sopra ai nemici indicano cosa faranno quando abbiamo finito il nostro turno. Prepararsi adeguatamente sarà obbligatorio per avanzare.

A questo esempio estremamente classico, si aggiungeranno situazioni molto più complesse, con mosse nemiche che possono variare molto. C’è chi aggiunge carte nella vostra mano, impedendovi di pescare quello che vi serve, chi diventa invincibile, chi evita di perdere la difesa alla fine del turno, potendosi rafforzare a dismisura, chi attacca ignorando la vostra difesa… Le possibilità sono davvero tante e, con il passaggio da un livello all’altro, troverete dinamiche sempre nuove e più pericolose.

A queste dinamiche già molto ricche si aggiungono buff e debuff che potremo attuare contro i nemici, così come attacchi potentissimi, da attivare riempiendo una barra. Questa identifica le carte che potremo usare e normalmente parte da tre unità, fino ad arrivare ad un massimo di sei. Se nel primo round avremo tre segmenti, vorrà dire che potremo usare carte finchè tutti saranno pieni.

Tra le abilità nemiche, c’è quella di aggiungere carte dannose al mazzo del giocatore.

Potremmo usare tre carte che costano un segmento ciascuna, una carta che ne costa due più una seconda che ne costa uno, oppure una carta che ne costa tre. Ad ogni round guadagneremo un segmento extra, ma quando avremo raggiunto il sesto, se li riempiremo tutti, potremo effettuare uno dei super attacchi a disposizione. Se i nemici non sono ancora stati sconfitti, la barra ripartirà dall’inizio, offrendoci nuovamente i tre segmenti iniziali.

Migliorare tra casualità e ripartenze

Capire come agire in base alle risorse a disposizione sarà una bella sfida, compensata dalla soddisfazione data dal progresso. Essere sconfitti all’interno di un livello, ci riporta al villaggio, obbligandoci a ripetere da capo la mappa (che nel frattempo sarà cambiata). Per fortuna ci porteremo via punti esperienza e denaro. Con i primi faremo aumentare i punti ferita di Oropo e sbloccheremo carte sempre più potenti, mentre con il denaro potremo comprarle, insieme ad equipaggiamenti (dopo aver sbloccato il mercante). Inoltre esiste una valuta speciale che servirà per potenziare permanentemente le carte in nostro possesso. Un’altra nota positiva deriva dai livelli che avremo completato.

Queste carte, reperibili durante il nostro tentativo, saranno disponibili solo fino al suo termine. Una volta tornati al villaggio, sia che abbiate vinto, sia che siate stati sconfitti, andranno perse.

Ovviamente potremo rigiocare quelli che vogliamo ma, ad ogni partenza, potremo scegliere quale livello affrontare, partendo per esempio dal secondo. Questo perché, una volta completato un livello, verremo riportati al villaggio. Ad ogni livello quindi partiremo con le carte base che avremo impostato e senza i potenziamenti raccolti in precedenza. Questo diminuisce il senso di ripetitività riscontrato nell’hands-on, favorendo sempre nuovi approcci.

Resta però il problema della casualità: non sempre i vostri viaggi saranno bilanciati e può ancora capitare di affrontare battaglie molto dure che saranno superate a fatica, solo per poi essere sconfitti da quella successiva. Provare, morire e ripetere, con qualche potenziamento in più, sarà una costante piuttosto comune, proprio come nei più classici roguelite.

Grafica e design

Il comparto grafico ed artistico di One More Gate è molto ispirato, come da tradizione per lo sviluppatore francese. Lo stile cartoon caratterizza ogni personaggio e ambiente, portandoci nemici e location esagerate ma molto chiare. Si va da pecore e topi del primo livello (di dimensioni decisamente variabili), fino a serpenti, pipistrelli e scheletri del secondo. Scoprire quello che nascondono le varie ambientazioni è un piacere anche grazie ad una valida messa in scena. In un gioco del genere, non va poi sottovalutata la chiarezza delle carte, con disegni e simboli che dopo le prime volte, diventano familiari e comprensibili.

Il design di personaggi e ambienti è semplice ma ricrea con abilità il tratto cartoon che li contraddistingue.

Se ci fosse qualche dubbio comunque basta portare la freccia del mouse sulla carta per leggere cosa significano certe abilità. Qui si riscontra l’assenza della lingua italiana, che ci obbliga a giocare in inglese. Non è un vero problema, ma non essendoci fiumi di testo da tradurre, la scelta appare strana. Piacevoli le musiche e gli effetti sonori, anch’essi a tema cartoon ma capaci di accompagnarci lungo tutti i viaggi che vorrete intraprendere.

Commento finale

One More Gate: A Wakfu Legend è una piacevole aggiunta al genere dei deck building ibridati con i roguelite. Il suo design allegro e spensierato offre partite piacevoli ma anche molto sfidanti, dove la matematica la fa da padrone. Calcolare i danni inferti o subiti e cercare di eseguire le giuste mosse nel corretto ordine, non è da poco e capita di imbattersi in ostacoli più grandi della proprie possibilità. La casualità di mappe e carte pescate poi rende le partite imprevedibili ma, talvolta, poco bilanciate.

Questo è il portale che dovrete aggiustare, ma è anche il punto d’accesso ai vari livelli.

Se però non vi spaventa il sistema ciclico di tentativi, morti e ripartenze tipico di questo genere, troverete un piacevolissimo titolo. Ora non ci resta che attendere la versione per Nintendo Switch, sicuramente la più pratica per giocare ad un gioco come questo in completa libertà.

Pro

– Partite sempre diverse

– Le carte portano variabilità e tattiche

– Piacevole da giocare ma anche sfidante

– Comparto grafico e stilistico molto valido

Contro

– Alcune casuali sequenze di aree sono davvero devastanti

– Avremmo voluto più tipologie di nemici

– Prende moltissima ispirazione da altri giochi simili

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