Bud Spencer & Terence Hill: Slaps and Beans 2 – Recensione

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Tra le coppie del cinema più riuscite di sempre, Bud Spencer e Terence Hill sono delle vere e proprie leggende. Insieme ai registi che li hanno diretti, hanno saputo unire risse, commedia e generi anche molto distanti, in un modo pressoché unico. Alle loro prime uscite nei cinema, i videogiochi erano solo esperimenti, ma quando molti di noi li hanno conosciuti tra gli 80 e i 90, li hanno amati grazie ai passaggi in TV. A quel tempo nelle salegiochi i picchiaduro a scorrimento andavano fortissimo, ma pensare di unire questi due mondi era pura fantasia. Per vivere quel sogno bisogna andare avanti veloce, fino al 2017 con l’uscita di Slaps and Beans, indie creato dallo sviluppatore italiano Trinity Team. Non tutto era perfetto, ma l’atmosfera che si respirava era quella giusta. Oggi ci riprovano con Slaps and Beans 2 (qui lo trovate scatolato su Amazon), sequel in tutto e per tutto che migliora quello che ci si aspetterebbe.

Una storia fatta di tanti film

Se avete finito il primo titolo, scoprirete che Slaps and Beans 2 riparte esattamente da lì. Avevamo lasciato Bud e Terence su una zattera alla deriva e ora li ritroviamo a battibeccare tra le onde. La fortuna vuole che la loro zattera raggiunga l’Africa, luogo di ippopotami e caschi di banane. Qui inizia un gioco che ci trasporta attraverso situazioni e scenografie che hanno reso indimenticabile la coppia, con citazioni e rimandi evidentissimi. La storia è un pretesto per un grande tuffo nei ricordi e per farci venire nuovamente voglia di rivedere i film messi in scena, ma si muove bene. I passaggi da un’ambientazione all’altra sono mossi da collegamenti improbabili ma sensati, se visti nella giusta ottica.

Bud e Terence iniziando la loro avventura stando tra ippopotami e babbei da malmenare allegramente

Si passa così dalle sponde dell’Africa a una città americana, con continui rimandi a questa o quella scena famosa che ci ha fatto ridere in passato. Ad aiutarci in tutto questo, ci pensano le musiche originali dei film, molte delle quali dei grandi Oliver Onions. Tutti i livelli sono accompagnati da canzoni che riescono sempre a catturarne lo spirito, anche quando suonate in ambientazioni diverse da quelle originali. Il risultato finale è un tornado di emozioni che i fan della coppia avevano già vissuto nel primo episodio. Se però nel 2017 il gameplay era eccessivamente semplice e un po’ ripetitivo, qui le cose sono migliorate parecchio.

Meno tecnica, più cuore

Slaps and Beans 2 non vuole essere un picchiaduro tecnico alla Street of Rage IV o come altre uscite recenti. Ne è un esempio concreto il fatto che non esista un tasto per il salto. Il suo scopo è far divertire con uno schema comandi semplice, immediato ma capace di mettere in scena mosse tipiche dei due protagonisti. Pur desiderando la semplicità, questo sequel riesce ad essere più vario, introducendo alcuni cambiamenti. I colpi potenti per esempio ora non consumano più la barra della resistenza, al contrario dei colpi in corsa che prima erano utilizzabili senza sosta.

Le mosse pescano ottimamente dal repertorio del duo, offrendo un’azione semplice ma capace di colpire i fan.

In più gli attacchi deboli e potenti ora possono essere caricati, offrendo voli tipici dei film, specie quando si usa il grande (in tutti i sensi) Bud. Premendo insieme i due tasti dei colpi, si esegue una mossa più potente che consuma resistenza ma che può colpire più nemici in base alla loro posizione. Esiste poi anche la parata e successivo contrattacco e diversi modi di lanciare gli oggetti (o i nemici).

Tutto ciò poi cambia in modo significativo in base al personaggio che userete. Bud è il più forte ed è l’unico che può distruggere alcune casse rinforzate. Terence invece è il più veloce e gioca spesso con mosse agili, sberloni in serie e schivate.

La possibilità di passare da Bud a Terence (e viceversa) permette anche al giocatore singolo di provare entrambi in un singolo livello, senza riavviarlo.

Al contrario di quanto accadeva in passato poi, ora giocando in singolo, potremo passare da un personaggio all’altro premendo un tasto, potendo quindi differenziare l’approccio anche a livello in corso. Questo switch da un personaggio all’altro diventa poi fondamentale durante alcune saltuarie aree in cui bisogna collaborare per avanzare. Queste fasi da puzzle game a base di leve da tirare e mosse specifiche da attuare, smorzano il ritmo senza però risultare mai pesanti.

Cattivi, boss e minigame

Anche i nemici sono stati arricchiti da variazioni già viste in altre uscite, ma sempre piacevoli da ritrovare. Basta pensare ai cattivi che praticano arti marziali e che hanno anche contrattacchi basati su quanto visto nei film, o ai nemici più pesanti che caricano a testa bassa. Divertenti poi anche i boss, diversi dai classici nemici dei picchiaduro da suonare ad oltranza, ma con diverse fasi. In ognuna di esse avremo un compito da portare a termine, così da far avanzare lo scontro. Le mazzate comunque non mancheranno e battere il cattivo interpretato da Joe Bugner sul ring è meno scontato di quanto di possa pensare.

Tra i tanti minigame presenti, c’è anche quello dedicato al mitico Coro dei pompieri

Infine non mancano nemmeno minigame che inframmezzano gli stage, tra giochi di carte, pelotas e, ovviamente quello dedicato al Coro dei pompieri. Alcuni sono più complessi di altri e qualche spiegazione extra avrebbe aiutato, ma anche nei casi più tosti, vi basterà qualche tentativo per capire come muovervi. I minigame poi possono essere rigiocati dal menu principale anche in quattro giocatori, numero che per ovvie ragioni scende a due se si vuole giocare la campagna principale. Il multigiocatore è unicamente in locale e, nonostante l’anno sul calendario segni il 2023, per una produzione così ancorata al passato, è stato giusto investire su altri aspetti più importanti.

Pixel art

La pixel art di Slaps and Beans 2 può sembrare semplice ma si rivela presto estremamente curata. Alcune animazioni dei protagonisti tornano dal primo episodio, ma tante altre sono state aggiunte, comprese quelle che Terence esegue usando elementi dello scenario. In alcune situazioni la telecamera zooma all’indietro per aumentare l’inquadratura e rendere ancora più evidente la dimensione della zuffa che vi aspetta.

Mosse e nemici sono sempre ben visibili, anche quando la telecamera si allontana per mostrare meglio la grandezza della rissa

Anche con i personaggi più piccoli, la chiarezza dell’azione non è mai in dubbio, seppur nella nostra versione Switch, qualche rallentamento qua e là si è fatto vedere. Nulla di problematico comunque. Mettete poi in conto qualche saltuario glitch che mina un po’ la pulizia del codice (ma risolvibile con qualche futura patch).

Musiche e doppiaggio

Ho lasciato per ultimo il comparto audio che si dimostra imperdibile. Molte musiche tornano dal primo capitolo e molte altre sono state aggiunte. Il risultato è un’atmosfera di festa continua, in cui le scazzottate diventano allegre situazioni, ora interattive. Piacevolissima poi la riproposizione della modalità jukebox che questa volta vede gli Oliver Onions cantare e suonare sul palco mentre Bud e Terence fanno a botte con alcuni nemici. Infine non va assolutamente dimenticato il doppiaggio.

La modalità Jukebox permette di ascoltare canzoni amatissime, e allo stesso tempo rende omaggio agli Oliver Onions che suonano mentre Bud e Terence prendono a sberle i cattivi. Geniale.

A differenza del primo episodio che era unicamente testuale, grazie ai fondi raccolti dal progetto su Kickstarter, il gioco è interamente doppiato. Accanto a voci funzionali per le comparse, abbiamo il mitico Michele Gammino che aveva doppiato Terence Hill in film come Non c’è due senza Quattro e Miami Supercops. Per il compianto Bud Spencer invece troviamo Bruno Schirripa che sostituisce con rispetto e abilità l’immenso Glauco Onorato. Il risultato complessivo è ottimo e ritrovarsi a vivere quest’avventura di circa 5 ore diventa imprescindibile per qualsiasi fan della coppia.

Commento finale

Slaps and Beans 2 è un sequel che rende migliore l’idea dell’originale in tutti i modi possibili. Il gameplay è stato arricchito con mosse e abilità che ampliano quello che potrete mettere in scena. Alcune dinamiche sono state perfezionate, e l’idea di poter passare da un personaggio all’altro in corso d’opera funziona più che mai. Non ha la varietà di altri picchiaduro a scorrimento, specie se moderni, ma non è mai stato il suo scopo.

È un gioco dedicato ai fan di Mario Girotti e Carlo Pedersoli, due giganti del cinema italiano e internazionale che ancora oggi ci fanno passare ore spensierate davanti allo schermo. Grazie a questa nuova avventura potremo stare insieme a loro ancora un po’, con lo stesso spirito allegro e bonario di chi incontra amici che resteranno sempre nel cuore. Trinity Team, pur dovendo rifinire alcuni dettagli, è riuscito a cogliere quella magia e a farla rivivere nel loro gioco. Per questo e per la passione che ci hanno messo, non possiamo che ringraziarli.

Pro

– Atmosfera perfetta

– Gameplay arricchito

– Due personaggi diversi

– Puzzle e minigame ben integrati

– Pixel art ricca di dettagli

– Comparto audio extra lusso

Contro

– Chi non è un fan (brutta gente…) non potrà cogliere i tantissimi riferimenti

– Per chi cerca un picchiaduro a scorrimento puro, c’è di meglio

– Qualche patch sarebbe utile per alcuni problemi minori

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