Wizard with a Gun – Recensione

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Ci troviamo sicuramente in un ottobre pieno di pezzi da novata, con uscite di un certo calibro. Solamente per citare due esclusive a caso abbiamo Super Mario Wonder di Nintendo e Spider-Man 2 sulla console Sony. Nonostante questo, è sempre bene non scordarsi dei giochi indipendenti che molto spesso sanno regalarci perle dal valore elevato. Proprio in questo campo non è la prima volta che mi trovo a parlarvi di Devolver Digital come produttore e, per molti versi anche scopritore di talenti. In questo caso troviamo i ragazzi di Galvanic Games che sotto l’ala di Devolver ci portano Wizard with a Gun. Pronti o no addentriamoci in questo magico e peculiare mondo.

La fine dei tempi

Ad un primo sguardo, soprattutto dal punto di vista grafico, i più navigati di voi potranno aver notato una certa somiglianza, o magari ispirazione, da un altro prodotto Devolver quale, Cult of The Lamb. Ciò nonostante, Wizard with a Gun prende esempio solo in una piccola parte dal lontano cugino. Prima di arrivare a quel punto, diamo però una leggera infarinatura sul world building del gioco. Come il titolo può far intendere, ci troviamo in un mondo magico. Qui alcuni maghi riescono ad infondere i proiettili con le più disparate abilità magiche. Noi ci troveremo ad interpretare un anonimo mago, capitato in quella che si presume essere la fine dei tempi.

Entrando più nello specifico, una sorta di materia caotica ha devastato l’intero mondo e noi saremo in viaggio alla ricerca di particolari ingranaggi. Questi ci permetteranno di andare sempre più indietro nel tempo, fino al momento che ha scatenato la catastrofe per poi impedirla. Sicuramente una trama meno bizzarra rispetto alla media dei giochi Devolver.

Di fatti la storia di Wizard with a Gun riesce ad appassionare il giocatore, ma fino ad un certo punto. I personaggi che conosceremo durante il viaggio hanno una costruzione accattivante, ma si percepisce con una certa mancanza riguardo la progressione generale. Oltretutto l’assenza della lingua italiana può essere un limite per alcuni giocatori del nostro paese. Considerate però che il gameplay, soprattutto se condiviso con un amico, può certamente contro bilanciare questa assenza nella trama.

Sparare è meglio che castare

Passando proprio al gameplay, come accennato in precedenza, Wizard with a Gun prende leggermente ispirazione da Cult of The Lamb. A differenza di quanto potreste pensare però, lo fa dal punto gestionale e non del combat system. Difatti, il titolo di Galvanic Games può essere classificato come un twin-stick shooter con una parte gestionale molto importante. Partiamo proprio da qui: passato il tutorial ci troveremo subito catapultati in un hub di gioco situato alla fine dei tempi. Questo sarà effettivamente la nostra base prima di iniziare a far volare le pallottole.

L’hub contiene tutto l’indispensabile, partendo da varie tracce di lore, fino alla creazione di materiali, proiettili e potenziamenti di ogni tipologia. Apriamo appunto una parentesi sui proiettili, caratteristica principe di ogni build. Oltre alla loro tipologia base, ce ne sono molte altre in Wizard with a Gun. Ovviamente avremo quelli elementali, in grado anche di interagire con l’ambiente di gioco, come quelli di fuoco, per esempio, in grado di incendiare qualsiasi struttura di legno.

A ciò si aggiungono tipologie più peculiari, come i proiettili ammalianti che porteranno i nemici a combattere per noi. Per ogni classe di proiettile sarà possibile anche creare uno specifico banco di lavoro. Questo ci garantirà la creazione di sottoclassi dai poteri più svariati, rendendo, di conseguenza, il numero di build creabili a dir poco infinite. Considerate che potrete portare con voi fino a cinque armi, ognuna caricata con due tipologie di proiettili diversi. Dovreste così capire quanto potrete espandere e personalizzare la build del vostro personaggio e relativo arsenale.

Ma come si gioca?

Parlando poi del gameplay vero e proprio, Wizard with a Gun si basa su una struttura decisamente semplice ed immediata, che però può facilmente cadere nella ripetitività. Nel momento in cui interagiremo con la macchina del tempo, ci verranno forniti 5 minuti di tempo per esplorare il più possibile una mappa, creata in modo procedurale. Al suo interno gli elementi saranno molti, da nemici di vario tipo, passando da NPC, fino ai nostri tanto ambiti ingranaggi.

Sporadicamente nella mappa compariranno alcune anomalie del caos, particolari nemici, i quali una volta sconfitti rilasceranno drop. Quest’ultimo permetterà di incrementare il tempo a nostra disposizione sul cronometro. Ovviamente, nel momento in cui si gioca in co-op il numero di nemici aumenta, e di conseguenza sarà più facile guadagnare tempo extra per la completa esplorazione. Nel momento fatidico in cui il tempo scadrà, la mappa comincerà via via a riempirsi di anomalie del caos e a distruggersi, rendendo la fuga l’unica opzione plausibile per il giocatore.

Qualche cartuccia a salve

Come ho brevemente accennato e come potete aver dedotto da questa breve spiegazione, nel momento in cui si gioca in co-op tutta questa parte action assume un aspetto molto più gradevole e funzionale. Da soli infatti è più difficile aumentare i canonici 5 minuti e ciò costringe a ripetere troppe volte l’esplorazione per ottenere almeno un ingranaggio. Questo accade nonostante il livello di sfida risulti decisamente basso, soprattutto nei primi livelli.

Mi duole anche aggiungere che alcune abilità passive diventano controproducenti durante le sessioni di shooting. In particolare, le armi con proiettili auto-guidati perdono molto di efficacia, visto che oltre ai nemici, vengono viste come bersagli anche le varie strutture presenti nell’ambiente. Per essere più efficaci, almeno su PC, suggerisco l’utilizzo di mouse e tastiera che garantiscono una mira sicuramente più accurata rispetto agli analogici del joystick.

Raffica di colori e note

Per quanto riguarda il puto di vista artistico e tecnico Wizard with a Gun non ha veramente nulla invidiare ad altri giochi indie. Lo stile grafico cartoon e dai colori accessi è un toccasana che rende sicuramente il titolo riconoscibile in mezzo a molti altri. Allo stesso tempo il gioco di prospettiva che vediamo in molte situazioni (hub centrale compreso) è un piccolo fiore all’occhiello regalatoci dai ragazzi di Galvanic Games. Allo stesso modo si dimostra convincente anche la costruzione di personaggi decisamente unici nel loro genere.

Sullo stesso filone si può benissimo elogiare il comparto sonoro, nonostante l’assenza del doppiaggio. Le musiche che ci accompagnano in ogni ambiente risultano ben studiate per accompagnare ogni nostro movimento. Potreste trovarvi a canticchiarle nei momenti più rilassanti che riguardano la parte gestionale. Purtroppo, c’è da fare anche una precisazione al quanto negativa per la gestione delle sessioni multiplayer, dove Wizard with a Gun pecca di un bilanciamento sostanziale. Se vorrete unirvi ad un amico nella sua partita, tutte le nostre risorse verranno riportare a zero, trovandoci ad esser più una palla al piede piuttosto che un aiuto per il nostro compagno.

Commento finale

Devolver Digital ha voluto putare molto sui ragazzi di Galvanic Games producendo Wizard with a Gun che è a tutti gli effetti il loro primo gioco. Questa inesperienza si fa sentire e il titolo, ad oggi, sembra ancora in accesso anticipato, piuttosto che un prodotto finito. Con questo non voglio dire che Wizard with a Gun sia un gioco brutto o insufficiente, ma che mi è sempre mancato un qualcosa nelle varie ore di gioco, sia in single player che in co-op. Nonostante le veramente ampie possibilità che il gioco può fornire, ho avvertito la presenza di molti elementi un po’ raffazzonati e creati con fretta, come per esempio la trama e alcuni elementi di gameplay.

D’altra parte, però abbiamo anche un ottimo prodotto dal punto di vista tecnico ed artistico con musica e grafica veramente peculiari. Questo rende doloroso vederlo un po’ sbilanciato sotto gli aspetti più giocosi. Di certo non si può e non si deve puntare il dito verso dei ragazzi così talentuosi, specialmente di fronte al loro primo gioco in assoluto. Con il tempo potranno migliorarsi e, al contempo migliorare Wizard with a Gun grazie a qualche semplice patch.

Pro

– Comparto artistico eccellente

– Molto contenuto per creare build differenti

– Molto più gradevole da giocare in compagnia

Contro

– Eccessivamente ripetitivo in single player

– Si percepisce come un titolo in accesso anticipato

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